Quando si solleva la Montagna: 17/18 giugno in Maurienne, l’aria che tira…

Daniela Bezzi

Un bel video veleggia da giorni sulle onde della rete, nonostante il rumoreggiar di temporale che prima o poi scoppierà, com’è normale che sia per i temporali – ma che intanto non impedisce il laborioso convergere di così tanti Spiritelli al di qua e al di là del confine, decisi a mettere la parola fine a quell’aggressione all’aria, alle falde acquifere, all’habitat intero di Sua Maestà la Montagna, che da trent’anni alcuni Folli Umani si ostinano a venerare come TAV. Ma quando si solleva la Montagna…

Quindici minuti in tutto (e già quasi 24.000 visualizzazioni) che sintetizzano come meglio non si potrebbe quel progetto di totale insostenibilità spacciato oltretutto per “riduzione della Co2”, che da anni prosegue whatever it takes contro l’evidenza di NON fattibilità su così tanti fronti. Un video che i Soulevaments de la Terre hanno messo in rete un paio di settimane fa con un titolo che dice tutto quel che c’è da dire: “Il 17 giugno la Montagna si solleva contro la Torino Lione”, e anche questo articolo potrebbe limitarsi al link su You Tube  e terminare qui.

E invece, andando verso quella data che comunque andranno le cose segnerà un bel punto di svolta, abbiamo capito che ci sarebbe talmente tanto da raccontare, da meritare ben più di un articolo per dire della manifestazione. Per esempio per capire chi andremo ad incontrare sull’altro fronte dell’Arco Alpino; e chi sono in effetti, come si muovono, cosa fanno tutte quelle associazioni ambientaliste che oltre ai SdlT stanno contribuendo alla costruzione anche logistica di questo incontro – e qual è il ricco programma di approfondimenti, tavoli tematici, eventi culturali, che gli Spiritelli d’Oltralpe stanno preparando per accogliere l’ondata dei Soulevements International che si preannuncia numerosa non solo dall’Italia, ma dalle tante Zones à Defendre di tutta Europa.

“Sarà un appuntamento festoso, sarà un modo per rinnovare quello spirito di solidarietà che le nostre valli hanno vissuto già l’estate scorsa, quando tant* attivist* dalla Val di Susa e persino da Torino hanno condiviso con noi quel tentativo di bloccare per almeno qualche giorno il transito incessante delle betoniere. E basterebbe evocare quel luogo, le Rocher des Amoureux, dove le nostre bandiere hanno sventolato ensemble, il 4 settembre scorso, per dire della totale coincidenza di obiettivi che ci lega e che di nuovo le nostre valli avranno modo di rinnovare il 17/18 giugno prossimo”, così aveva esordito Philippe Delhomme, portavoce dell’Ass.ne ambientalista Vivre et Agir en Maurienne quando il 14 maggio scorso era stato ospite del Presidio di San Didero in Val di Susa, per illustrare l’importanza di questo prossimo appuntamento in Maurienne in tutti i suoi aspetti.

“Sarà una cosa enorme” aveva proseguito “grazie anche al coinvolgimento dei Soulevements de la Terre, già da tempo attivi su tanti fronti caldi dell’ambientalismo militante in Francia, e che lungi dall’essersi ‘dissolti’, come avrebbe voluto il Ministro degli Interni Gèrald Darmanin dopo la battaglia e il folle dispiegamento delle FFOO a Sainte-Soline, hanno continuato ad attivarsi su parecchi fronti sensibili in tutta la Francia. E il 17 giugno saranno appunto con noi per reiterare i tanti motivi di opposizione al TAV: per le ragioni che voi in Italia non vi siete mai stancati di ripetere, in tutte le possibili sedi, anche presso il Parlamento Europeo – e che ormai sono diventate indifferibili, se solo pensiamo alla spaventosa dispersione di acqua a causa del tunnel di base: una perdita colossale per l’ambiente, per l’agricoltura, per le future generazioni… non c’è più tempo, non possiamo permettercelo!”

Le immagini dello scempio, in un territorio che fino a pochi anni fa era “tutto un giardino, magnifique, pieno di fiori, di piante e tutto ciò che vive dentro” come dice l’attivista Micheline nei primi minuti del video, ridotto a impressionante via vai di scavatrici. Cumuli di terra che si spostano solo per far posto ad altri cumuli di cemento che arrivano giorno e notte con le betoniere. E il rumore assordante, e la macchina che avanza, che ogni giorno si mangia via altri pezzi di bosco: questo le immagini catturate (“badate bene: clandestinamente!”) con l’ausilio di un drone, per documentare una devastazione persino più estesa che a Chiomonte.

E soprattutto il problema dell’acqua, l’impatto ormai da tempo accertato sulle falde acquifere: “hanno bucato un’enorme reservoir d’acqua e nell’impossibilità di ottenere dalla TELT i dati di questa dispersione, a un certo punto abbiamo preso un bidone e siamo stati in grado di quantificare un gettito di 60 litri al secondo, pari a un volume di 900.000 mc all’anno! Una perdita spaventosa se pensate che il consumo annuo di un comune come Villarodin-Bourget non supera i 60.000 mc.

Un danno inaccettabile per l’ambiente, tra l’altro incompatibile con la legislazione sull’acqua che vige in Francia – e tanto più inaccettabile se consideriamo la totale inutilità della Torino-Lione, se è vero (come si è ripetutamente dimostrato) che tutte le motivazioni che sostengono il progetto, in primis lo spostamento su rotaia del traffico merci comunque in declino da anni, potrebbero essere conseguite con l’ammodernamento della linea esistente, senza alcun bisogno di forare la montagna, dove tra l’altro le temperature altissime di certi tratti comporterebbero insormontabili problemi di raffreddamento!”

Ma ecco che solo pochi giorni dopo quel conviviale pomeriggio a San Didero, conclusosi con il più caloroso invito a diffondere e partecipare, a “condividere i nostri/vostri saperi con una Commissione Tecnico-Scientifica italo-francese”… ecco arrivare un primo articolo su Le Dauphine Liberè , che paventa fin dal titolo un “17 giugno ad alto rischio”, non solo per il pedigrée per niente rassicurante dei SdlT, ma per la partecipazione dei NoTav italiens!

“L’intera galassia dell’ecologia radicale è in fermento per l’avvicinarsi della data del 17 giugno (…) presentata come ‘manifestazione internazionale’ e determinata a fermare nientemeno che il sito della Torino-Lione! (…) La parola ‘internazionale’  si riferisce ovviamente all’Italia, dove da anni solo la presenza permanente della polizia (sic!), compreso l’esercito (risic!), consente la prosecuzione dei lavori…” informava quell’articolo. Che non mancava di segnalare la quantità d’incontri già da giorni in corso su entrambi i fronti dell’arco alpino per promuovere la più ampia partecipazione alla “data ad alto rischio” – nonché la dichiarazione rilasciata in sintonia con il sindaco di Modane dal sottoprefetto di Saint Jean-de-Maurienne Kevin Poveda, per dire che “lo Stato vuole che tutto avvenga in sicurezza per coloro che vogliono manifestare pacificamente”.

Epperò, considerato che “in Maurienne il discorso pubblico in favore della Torino-Lione è pressochè unanime”, in che modo si potrà contrastare “l’azione violenta, orientata al sabotaggio (…) per non dire dei black bloc in arrivo a centinaia e forse migliaia da tutta Europa… e sicuramente dalla Val Susa, in lotta da 30 anni?… Come impedire l’arrivo dei più violenti dall’Italia, senza impedire il diritto di manifestare?”

Bel dilemma davvero, e così gravido di minacce… per i manifestanti! Minacce di nuovo amplificate qualche giorno dopo su La Maurienne, con foto a tutta pagina di bandiere NoTav e il titolo “Raduno anti Torino-Lione il 17/18 giugno: paura sulla Valle”.Quando si solleva la Montagna

E dilemma rilanciato qualche giorno fa anche sulla testata France Bleu Pays de Savoie: “Avrete senz’altro notato i manifesti in giro per la città di Chambery, per non dire dei social, con cui i SdlT invitano a una ‘mobilitazione internazionale e popolare’ in Maurienne per fermare il cantiere della Torino Lione! Si tratta dello stesso movimento che alla fine di marzo ha sfidato il divieto di manifestare a Sainte-Soline, per protestare contro i mega-bacini… “E dunque: la Maurienne sotto assedio, stanno arrivando i facinorosi… dove si accamperanno, gli amministratori non possono nascondono la loro preoccupazione… e bravo il sindaco del comune di Forneaux (700 abitanti) che ha già chiamato il prefetto… Questo il messaggio che sta passando: la macchina della paura lanciata à toute vitesse.

Per fare il punto sulla situazione è prevista una riunione questo lunedì, 12 giugno, tra la prefettura della Savoia e il Ministero dell’Interno (lo stesso Darmanin che caldeggiava la ‘dissoluzione’ dei SdlT un paio di mesi fa). Ma una manifestazione dichiaratamente Pro-Tav è stata autorizzata già da giorni per il 15 giugno, in anticipo sulla marcia del 17 che invece non risulterebbe ancora “notificata alle autorità”.

E dunque, Signora Montagna, aiutaci tu. Anche perché gli stessi sindacati, la stessa CGT, persino alcuni esponenti dei partiti Socialisti e Comunisti si sono pronunciati Pro-Tav, nel corso di una riunione che ha avuto luogo lo scorso lunedì, 5 giugno, proprio a Chambery.

Guarda caso proprio lo stesso giorno in cui un buon numero di attivisti del movimento SdlT erano stati raggiunti da denunce e perquisizioni dei funzionari della SDAT (Sous Direction Anti Terroriste l’equivalente della ns Digos) nell’ambito di una vasta retata in varie città della Francia, per un’indagine che riguardava il “sabotaggio” di uno dei tanti cementifici Lafarge a Bouc Bel Air, nel dicembre del 2022. “Azione in realtà condotta da parecchie centinaia di persone” come specifica il dettagliato rapporto+video pubblicato dal sito SdlT.

Quando si solleva la Montagna

Ma intanto non meno di quindici persone dovranno rispondere di “devastazione organizzata di gruppo” e di “associazione a delinquere” in questa vasta iniziativa repressiva che da Parigi a Lione, da Marsiglia a Tolosa, da Digione a Montreuil, non ha risparmiato parecchi comuni minori e “chiaramente si inserisce nell’escalation repressiva che il governo sta portando avanti da tempo contro i movimenti sociali e ambientalisti, con una notevole accelerazione negli ultimi mesi”.

Quando si solleva la Montagna

Sui loro canali social i SdlT confermano la già annunciata manifestazione a un’altra cava Lafarge, questa domenica che viene a Saint Colomban. E più convintamente che rinnovano l’invitano “a ritrovarsi in massa il 17/18 giugno prossimi nella valle della Maurienne per una manifestazione internazionale determinata!”

Telegrafico commento di Philippe Delhomme dell’associazione VAM che abbiamo raggiunto per telefono ieri sera: “Se l’obiettivo di questa iniziativa era accendere i riflettori su ciò che sta succedendo nella nostra valle a causa del TAV, l’obiettivo si è raggiunto. Finalmente se ne parla, e piano piano piano il dibattito sta guadagnando i media a livello nazionale.”

1 – A’ suivre!


 

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