Finlandia e Svezia entrano nella NATO. Lettera aperta del MIR Italia

Cari amici di Finlandia e Svezia,

Ogni giorno è giorno di guerra in diverse aree del pianeta e non si prevede un vicino cambiamento, essendo dominante negli Stati una logica di guerra, di contrapposizione e di inimicizia. Prova ne è la crescente spesa militare collegata alla produzione e alla vendita di armi.

La terribile guerra in Ucraina, anziché attenuarsi, sta crescendo con il diretto coinvolgimento degli Stati dell’Alleanza Atlantica, fino a rischiare un conflitto mondiale con armi nucleari.
Gli sviluppi dell’aggressione della Russia in Ucraina hanno spinto i governi svedese e finlandese ad avanzare la richiesta di adesione alla Nato. Comprendiamo la preoccupazione e la paura di poter essere un obiettivo per una possibile azione di guerra.

Consideriamo la scelta di aderire alla NATO come pericolosa per la pace in Europa, innanzitutto perché accresce la contrapposizione militare nella regione e rafforza un’alleanza per la guerra, anziché sollecitare una de-escalation e un cambio di registro che privilegi alleanze e dialoghi per la pace.
L’Europa è stata dilaniata dalle guerre mondiali e l’Unione Europea nasceva con il proposito di creare un “unione” per costruire la pace e sostenere e salvaguardare la convivenza tra i popoli.
Rafforzare le alleanze militari significa dare alla forza delle armi il predominio nei rapporti tra gli stati.
Dobbiamo lavorare per la pace, con alleanze per la pace.

Venendo a mancare la neutralità di Finlandia e Svezia, ciò potrebbe provocare una reazione della Russia in un contesto che vede un sempre maggior allargamento di un’alleanza militare nata in funzione anti-russa. L’adesione alla Nato di Svezia e Finlandia, rafforzerebbe l’Alleanza che già raggruppa 30 Paesi.

16 aprile 2022 – La NATO schiera il sistema di difesa missilistico Patriot in Slovacchia. Soldati olandesi insieme ai loro sistemi missilistici terra-aria PATRIOT arrivano alla base aerea di Slia?, in Slovacchia. Fonte NATO via Flickr (CC BY-NC-ND 2.0)

L’Italia è membro della NATO e questo comporta, tra l’altro, la presenza di basi militari con personale di altri paesi sul nostro territorio e l’utilizzo di queste basi per interventi in aree di guerra in cui noi, come italiani, non siamo direttamente coinvolti e non vogliamo essere coinvolti. Di continuo riceviamo pressioni per aumentare la spesa militare e osservare gli obblighi che derivano da questo tipo di trattato. E’ un impegno militarista. “L’Italia ripudia la guerra quale strumento per la risoluzione dei conflitti tra gli stati”; questo è quanto recita l’articolo 11 della nostra Costituzione ed è quello che a gran voce ripetiamo sempre, anche ogni volta che purtroppo droni e missioni militari partono dalle basi sul nostro territorio. In aggiunta, l’Italia, che tramite ben 2 referendum ha rifiutato il nucleare, si trova suo malgrado ad ospitare circa 70 testate nucleari altrui in queste basi.

Noi in Italia non ci sentiamo più sicuri, anzi, ci sentiamo sempre pienamente coinvolti ogni volta che un velivolo militare decolla dalle basi di Sigonella o Aviano o Ghedi, per citarne solo alcune.
In tutta Europa, compresa l’Italia, organizzazioni della società civile si mobilitano per chiedere ai propri governi di uscire dalla NATO, di abbandonare uno schieramento militare che divide il mondo e che molto spesso è un asservimento a potenze straniere.

Occorre fermare questa folle escalation militare, insistendo per dei negoziati di pace, per la mediazione e per il dialogo. La nonviolenza è il nostro faro e la storia insegna che è possibile una trasformazione nonviolenta dei conflitti, affinché sugli interessi e le logiche nazionalistiche, prevalgano le ragioni della pace e della vita dei popoli coinvolti.

Occorrono nuovi gesti di pace, di apertura al dialogo.
Più armi non rendono il mondo più sicuro, bensì più vicino a facili inneschi mortali.

La vostra storia di neutralità è importante; serve rafforzare una “neutralità attiva” che contribuisca alla de-escalation e alla mediazione e che rafforzi il multilateralismo, per cambiare rotta dall’attuale rovinosa strada in cui prevale la logica della violenza.

Il nostro appello, amici finlandesi e svedesi, è che la guerra cessi, che i vostri popoli non siano coinvolti e le vite siano risparmiate e che si possa insieme, tutti insieme, collaborare per “costruire la pace”, con strumenti di pace, altrimenti non sarà mai pace.

Perché noi “popoli delle Nazioni Unite siamo decisi a salvare le future generazioni dal flagello della guerra” ma anche e soprattutto ora, adesso, la generazione presente.
Continuiamo insieme a lavorare per la pace e a sollecitare i nostri governi ad un reale impegno costruttivo per la pace, all’insegna del multilateralismo, sostenendo anche la piena implementazione dei fini delle Nazioni Unite, “mantenere la pace e la sicurezza internazionale”.

In fratellanza con tutti voi.

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Open letter by MIR Italy on Finland and Sweden applying for NATO membership

Dear friends in Finland and Sweden and all Europe,

Every day is a day of war in different areas of the planet, and no change is foreseen anywhere near, as a logic of war, confrontation and enmity is dominant among States.
Evidence of this is the increasing military expenditure linked to the production and trade of weapons.

The terrible war in Ukraine, instead of decreasing, is escalating with the direct involvement of the Atlantic Alliance States, to the point of risking a world conflict with nuclear weapons.
Developments in Russia’s aggression in Ukraine have caused the Swedish and Finnish governments to consider applying for NATO membership. We understand the concern and fear of being a target for possible war action.

We see the choice to join NATO as dangerous for peace in Europe, first of all because it increases military confrontation in the region and strengthens an alliance for war, instead of advocating de-escalation and a change of register that privileges alliances and dialogues for peace.
Europe has been torn apart by the World Wars and the European Union was born with the purpose of creating a ‘union’ to build peace and support and safeguard coexistence between peoples.
Strengthening military alliances means giving the force of arms predominance in the relations between states.
We should work for peace, with alliances for peace.
If Finland’s and Sweden’s neutrality fails, this could provoke a reaction from Russia in the context of an ever-expanding military alliance that was created in an anti-Russian perspective. The NATO membership of Sweden and Finland would strengthen the alliance that already includes 30 countries.

Unfortunately, Italy is a member of NATO and this means, among other things, the presence of military bases with personnel from other countries on our territory and the use of these bases for interventions in war zones in which we, as Italians, are not directly involved and do not want to be involved.
We are under pressure all the time to increase military spending and to comply with our treaty obligations.
It is a militarist commitment.
“Italy repudiates war as an instrument for the resolution of conflicts between states”; this is what is stated in Article 11 of our Constitution and it is what we loudly repeat all the time, even every time that unfortunately drones and military missions depart from bases on our territory. In addition, Italy, which through two referendums has rejected the nuclear option, finds itself unfortunately hosting around 70 nuclear bombs of others in these bases.

We, in Italy, do not feel more secure, on the contrary, we always feel fully involved every time a military aircraft takes off from the bases in Sigonella or Aviano or Ghedi, to name but a few.
All over Europe, including Italy, civil society organisations are mobilising to ask their governments to leave NATO, to abandon a military alignment that divides the world and is very often an enslavement to foreign powers.

We must stop this insane military escalation, insisting on peace negotiations, mediation and dialogue.
Non-violence is our lighthouse and history teaches us that a non-violent transformation of conflicts can be possible, so that the reasons for peace and the lives of the peoples involved prevail over nationalistic interests and logics.

We need new signs of peace, of openness to dialogue.
More weapons do not make the world safer, but closer to more easy deadly triggers.

Your history of neutrality is important; we need an ‘active neutrality’ that contributes to de-escalation and mediation and that strengthens multilateralism, to change course from the current ruinous path where the logic of violence prevails.

Our appeal, our Finnish and Swedish friends, is for the war to cease, for your peoples not to be involved and for lives to be spared, and for us all to work together to ‘build peace’, with instruments of peace, otherwise it will never be peace.

For we ‘peoples of the United Nations are determined to save future generations from the scourge of war’, but also and especially now, the present generation.
Let us continue together to work for peace and urge our governments to make a real constructive commitment to peace, under the banner of multilateralism, while also supporting the full implementation of the UN’s purpose, ‘to maintain international peace and security’.

In fellowship with all of you.


A questo link è possibile leggere anche il messaggio della branca USA dell’IFOR alla branca svedese, sul medesimo tema.

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