Il TAV, più o meno, si farà. Di quattro cose vi prego | Marco Labbate

Non dite che sostenete il Tav perché siete dalla parte dell’ambiente. Riflettete semmai sul fatto che mai così all’unisono si sono raccolti quelle stesse sigle e partiti che non hanno mai mosso un dito per il clima. Invece non avete dalla vostra parte persone come Luca Mercalli, che, può piacervi o no, un po’ di credibilità sul punto la ha (http://temi.repubblica.it/…/mercalli-dai-si-tav-solo-sloga…/). Non stanno con voi nemmeno le associazioni ambientaliste che hanno più volte condannato il progetto a partire dallo studio sull’impatto ambientale del 2011 (https://torino.pro-natura.it/le-osservazioni-delle-associa…/). Legambiente ha recentemente definito il Tav “grande opera inutile” (https://www.legambiente.it/tav-grande-opera-inutile/). Dietro il Tav c’è lo stesso principio culturale che sta dietro all’indifferenza per la Siberia che brucia. Quello che ha lasciato cadere tutti gli allarmi dei climatologi. Se teneste all’ambiente avreste almeno posto altre priorità.

Non dite che sostenete il Tav perché guardate al futuro. È un progetto vecchissimo che nasce da una visione strategica vecchissina. Dai tempi cioè in cui internet era in fasce e i sessantenni di oggi erano giovani.

Non dite che sostenete il Tav per l’Europa. La Corte dei conti europea l’ha definita un’opera inefficiente e costosa (https://www.linkiesta.it/…/leuropa-ha-gia-condannato…/41079/). La ex presidente della commissione Trasporti del Parlamento europeo, la verde Karima Delli, aveva chiesto una moratoria a Italia e Francia, definendo così il progetto della Torino-Lione. “È vecchio, non corrisponde più alle necessità di questo momento storico, dove il trasporto merci è calato ed è diventata enormemente importante la questione climatica. Organismi di controllo hanno ribadito a più riprese che è un’aberrazione sia per i costi, sia per le complicazioni sanitarie dovute al drenaggio delle acque” (https://torino.repubblica.it/…/il_vicesindaco_montanari_la…/).

Non dite che sostenete la Tav per il progresso. Non avete prodotto uno studio decente nè sui benefici del Tav, nè sul suo impatto ambientale. Vi siete limitati a irridere quelli altrui, continuando a proporci un dogma religioso antiscientifico. Sarebbe stato quantomeno interessante ragionare sulle vostre ricerche. Puntare a un confronto alto, come avrebbe richiesto un’opera di tale portata. Invece ci avete proposto madamin orgogliose di non avere conoscenze tecniche sul tema. Almeno “Binario morto” di Luca Rastello e Andrea De Benedetti potevate leggerlo prima di garantirci il paradiso dell’innovazione, no?

Diteci che fate il Tav per altri motivi: perché qualche merce arriverà più velocemente, perché volete arrivare in Francia più in fretta, perché la Confindustria è il vostro dio e a un dio vi sentite solo di obbedire. O soltanto perché non avete voglia di riflettere seriamente sull’ambiente, sul progresso e sull’Europa e vi serviva qualche totem di poca fatica che vi facesse sentire bene. Basterebbe questo. Sarebbe almeno onesto. O sennò non dite nulla. Il vostro TAV si farà e voi non chiederete scusa alle generazioni che verranno quando sarà ancora più palese che avete solo strappato loro un altro poco del loro futuro.

2 risposte a “Il TAV, più o meno, si farà. Di quattro cose vi prego | Marco Labbate”

  1. Grazie, Marco! Sintetico, chiaro. Un aspetto che mi piacerebbe tu aggiungessi a quelli già elencati è lo scenario globale: di fronte alla trasformazione in corso del nostro pianeta, in buona misura frutto del catastrofico mito del 'progresso', perché non dite che così i giovani possono muoversi più rapidamente … verso l'abisso?
    E comunque – nonostante tutto – io ho ancora voglia di resistere – il TAV non si farà.

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