Il PiattoVeg – Recensione di Cinzia Picchioni


cop_Luciana Baroni, Il PiattoVegLuciana Baroni, Il PiattoVeg, Edizioni Sonda, Casale Monferrato (Al) 2015, pp. 216, € 18,00

E la piramide?

Qualcuno ricorderà (io tra questi) che finora – per parlare di linee-guida alimentari – si faceva riferimento alla VegPyramid (per chi mangia vegetariano) e in generale al disegno di una piramide (appunto) colorata, suddivisa in varie «zone» contenenti i diversi nutrienti. Alla base della piramide c’erano i cereali (nella zona più grande) e al vertice c’erano le carni. Così si evinceva che bisognava mangiare molti cereali, poca carne, un po’ più latticini e quantità variabili di legumi, verdure, frutta.

Il nuovo libro di Luciana Baroni parla ora di «piattoVeg», che mi pare anche più democratico, meno verticistico, meno “aggressivo” come simbolo. È pure rotondo! Il massimo dell’equanimità (come insegnava Re Artù). Il piatto è suddiviso in spicchi, che varieranno nella misura a seconda del regime adottato. La dottoressa Baroni ci spiega a pag. 95 il motivo del passaggio dalla piramide al piatto:

L’accumularsi di conoscenze e di conferme, ma soprattutto […] nuovi valori di riferimento per le assunzioni di nutrienti […] pubblicati dalla Società Italiana di Nutrizione Umana (sinu), hanno reso imperativo procedere alla revisione delle indicazioni contenute nella VegPyramid, al compimento del suo 10° anno di vita. […] le Raccomandazioni, i consigli e i suggerimenti sono stati convertiti nella rappresentazione grafica di un piatto, il PiattoVeg.

Cominciando… dalla fine!

Perché là c’è una cosa assai carina, anzi due: la foto dell’autrice – veramente graziosa, per niente «medicosa», benché sia laureata in medicina, specialista in Neurologia, Geriatria e Gerontologia, Master Universitario Internazionale in Nutrizione e Dietetica – e i Ringraziamenti. In queste righe la Baroni cita, ringraziandoli, gli editori (ovvio), ma anche la sua famiglia, e non genericamente: marito, prole, gatte, cagne, con nomi e ruoli. L’ho trovato, ripeto, molto carino. Grazie dei grazie.

A parte questa digressione «casalinga», il libro è accurato, completo e approfondito. Ci sono 29 Tabelle, 8 Figure, una Bibliografia ricca anche di siti. E sul sito della casa editrice – Sonda: www.sonda.it – sarà possibile «trovare buone occasioni per continuare a riflettere», e a volte lungo il libro troviamo il riferimento per cercare il «tal» dato e/o l’approfondimento che sarebbe stato troppo lungo inserire nel testo cartaceo. Buona idea.

Per vegetariani, aspiranti vegetariani, medici di vegetariani

Come leggiamo a pag. 15, l’autrice – anche nel suo ruolo di medico – auspica che

Grazie anche a questo agile strumento […] un crescente numero di professionisti della salute possa maturare maggior attenzione e responsabilità nei confronti di tutte le problematiche che ruotano attorno alla scelta del tipo di cibo, e possa rivolgersi con fiducia e apprezzamento a questo tipo di alimentazione e a chi la sceglie.

Poche righe sopra leggiamo infatti che i vegetariani aumentano continuamente, ma «i nutrizionisti e la classe medica in generale non sono ancora in gran parte preparati di fronte alle richieste di questa crescente massa di persone». Luciana Baroni si è resa conto – dal 2008, quando uscì VegPyramid – che «colleghi e altri professionisti, i cui interessi ruotano intorno all’alimentazione vegetariana, hanno utilizzato e continuano a utilizzarlo assieme ad altri materiali di studio». Così si è premurata di scrivere anche per questo nuovo libro una sorta di «guida alla lettura».

Perché, cosa, quando, come, quanto

Le nuove «linee guida» rappresentate dal PiattoVeg sono divise in tre Parti: la prima «affronta il concetto di adeguatezza nutrizionale di una dieta a base vegetale e la stretta interrelazione tra alimentazione e salute». La seconda «presenta i diversi cibi e gruppi alimentari e le informazioni pratiche utili alla realizzazione di una dieta ottimale a base vegetale»; la terza parte contiene la messa in pratica delle prime due, con esempi di menù settimanali. Come già abbiamo scritto «È inoltre disponibile on line una sezione di informazioni integrative, sotto forma di rimandi dal testo, che completano il materiale presentato nel testo stesso».

I menù sono proposti per fabbisogni calorici diversi, con 3 pasti principali (colazione, pranzo e cena) e 2 spuntini (mattutino e pomeridiano). Ogni menù è inoltre arricchito da una nota, intitolata Come li faccio io, in cui l’autrice fornisce consigli e trucchi – provati – sul modo di preparare i piatti indicati. Questo è veramente carino! Fa subito pensare che non siamo di fronte al solito libro di ricette «impossibili», da farsi una volta ogni tanto in occasioni speciali, ma a consigli sperimentati da una donna-moglie-madre, che, in più, fa il medico. Un perfetto connubio di teoria e pratica o, se preferiamo, di scienza e conoscenza.

Di solito non lo scrivo

Di solito concludo con: «il libro è disponibile presso la Biblioteca del Centro Studi…» eccetera. Ma invece questo è un libro da avere. È fin d’ora disponibile nella Biblioteca del Centro Studi Sereno Regis di Torino, per chi voglia dargli un’occhiata, ma poi starebbe meglio sulla mensola della nostra cucina, da consultare ogni volta che ci viene un dubbio: «Quante proteine?», «Dove trovo lo zinco?» «E il potassio, se non voglio mangiare le banane che vengono da lontano, dov’è contenuto?» o anche «Che cosa cucino oggi?». Pranzo? Pronti! Risotto integrale di spinaci; polpette di verdura (patate, carote, lenticchie, cavolo e menta); pane integrale; olio di oliva.

Cibi nonviolenti e nutrienti.

Tutti contenti.

Animali umani e non umani allo stesso regno appartenenti.

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