Il Fondo europeo per la difesa: un beneficio per l’industria militare che scatenerà la corsa agli armamenti autonomi

La posizione di ENAAT (la rete europea delle organizzazioni  della società civile che si occupa di commercio di armi, di cui Rete Disarmo fa parte) sulle proposte diffuse oggi dalla Commissione Europea

Bruxelles /Roma, 13 Giugno 2018 

Oggi la Commissione Europea ha pubblicato le proprie proposte per l’area riguardante Difesa e Sicurezza nell’ambito del prossimo Bilancio a lungo termine dell’Unione Europea. I documenti ufficiali confermano un livello di finanziamento senza precedenti per le priorità militari e di sicurezza, in particolare con un aumento del 2200% del Fondo Europeo per la Difesa. “Tale Fondo sovvenzionerà le aziende private sosenendo la ricerca e lo sviluppo di armamenti controversi, che saranno poi utilizzati o esportati in base a meri interessi industriali o a strategie nazionali”, è l’avvertimento di ENAAT (European Network Against Arms Trade) la Rete europea della società civile contro il commercio di armi.
Il prossimo Bilancio a lungo termine dell’UE, che copre il periodo dal 2021 al 2027, dedicherà 2 delle 6 linee di azione1a questioni di sicurezza, militari e di gestione delle frontiere e delle migrazioni. Complessivamente queste due voci di bilancio beneficeranno del maggiore aumento relativo di fondi a disposizione, se comparate con le altre politiche: rispettivamente il 180% e il 260% di aumenti per la sicurezza e la gestione delle migrazioni e delle frontiere con un sorprendente aumento del 2200% per il Fondo di Difesa europeo (che passerà da da 0,59 a 13 miliardi di euro). Con questo bilancio pluriennale, al termine del 2027 l’Unione Europea avrà speso di più per la ricerca militare che per gli aiuti umanitari.
“Il prossimo Bilancio a lungo termine conferma il cambio di paradigma dell’UE verso un concetto armato di sicurezza con risposte militari a problemi complessi, così come l’eccessiva influenza del complesso militare-industriale sulle decisioni politiche in seno all’Unione: le stesse aziende che consigliato l’UE a riguardo di questa scelta saranno tra i principali beneficiari dei relativi finanziamenti” affermaLaetitia Sédou, responsabile del Programma UE per ENAAT.
Il Fondo Europeo per la Difesa si concentrerà in particolare sulla tecnologia militare senza equipaggio, come i droni armati e potrebbe anche andare a sostenere lo sviluppo di armi completamente autonome, comprese quelle letali (i cosiddetti ‘Killer Robots’). I governi francese e tedesco vogliono che il nuovo drone militare europeo MALE riceva sostegno dal Fondo per il proprio successivo sviluppo e già ora l’Azione Preparatoria per la ricerca sulla difesa2dedica un terzo del proprio bilancio ai sistemi senza equipaggio per la sorveglianza marittima. E pochi giorni fa gli Stati membri dell’UE hanno respinto qualsiasi limitazione vincolante allo sviluppo di armi completamente autonome nel Programma Europeo di Sviluppo Industriale della Difesa (EDIDP).
Francesco Vignarca, coordinatore della Rete italiana per il Disarmo, avverte: “L’uso di droni armati, e nel prossimo futuro di armi completamente autonome, sta cambiando il volto della guerrae mettendo in crisi e sotto scacco la legislazione internazionale. È particolarmente preoccupante che l’Europa ponga lo sviluppo di una tecnologia così problematica nelle mani di un’industria militareche ha come scopo finale il solo profitto”.
Un altro tra gli obiettivi principali del Fondo Europeo per la Difesa è quello di aumentare la competitività globale dell’industria militare del continente. Poiché i mercati nazionali sono già troppo piccoli per assorbire la sovrapproduzione europea di armamenti e fornire una maggiore redditività, l’industria militare sicuramente porrà un’enfasi ancora maggiore sulle esportazioni, compresa la nuova tecnologia militare sviluppata grazie ai finanziamenti dall’UE (fornendo quindi un vantaggio competitivo cruciale).

“Le decisioni prese dalla Commissione Europea, con i conseguenti sviluppi, non porteranno alla pace e alla sicurezza, ma aumenteranno solo i profitti dell’industria delle armi esacerbando la corsa agli armamenti a livello mondiale. La spesa militare mondiale è al suo livello più alto dalla fine della Guerra Fredda. È giunto il momento per l’UE di affrontare le cause profonde dei conflittipiuttosto che investire in soluzioni militari che già non hanno funzionato in passato”, aggiunge Bram Vranken, ricercatore per l’organizzazione belga Vredesactie.

1) Le 6 linee di azione sono: I. Mercato unico e innovazione, II. Coesione e valori, III. Risorse naturali e ambiente, VI. Gestione delle migrazioni e delle frontiere, V. Sicurezza e difesa, VI. Aree vicine e il mondo, VII. Amministrazione

2) L’azione preparatoria per la ricerca in materia di difesa (PADR, in corso) e il programma europeo di difesa industriale (EDIDP, da adottare nelle prossime settimane) sono 2 progetti pilota di finanziamento nell’ambito dell’attuale ciclo di bilancio dell’UE e costituiscono i 2 pilastri di il Fondo di difesa europeo fino al 2020.


 

La rete europea contro il commercio di armi (ENAAT) è una rete informale di gruppi e individui che considerano il commercio di armi una minaccia per la pace, la sicurezza e lo sviluppo e l’industria delle armi come forza trainante della corsa agli armamenti a livello mondiale
Website > www.enaat.org

Una replica a “Il Fondo europeo per la difesa: un beneficio per l’industria militare che scatenerà la corsa agli armamenti autonomi”

  1. E' l'attuazione del trattato di Lisbona (già costituzione europea), art. 42, comma 3, 2° periodo:
    "Gli Stati membri s'impegnano a migliorare progressivamente le loro capacità militari. L'Agenzia nel settore dello sviluppo delle capacità di difesa, della ricerca, dell'acquisizione e degli armamenti (in appresso denominata "Agenzia europea per la difesa") individua le esigenze operative, promuove misure per rispondere a queste, contribuisce a individuare e, se del caso, mettere in atto qualsiasi misura utile a rafforzare la base industriale e tecnologica del settore della difesa, partecipa alla definizione di una politica europea delle capacità e degli armamenti, e assiste il Consiglio nella valutazione del miglioramento delle capacità militari."
    Se i principi costituzionali sono questi, da questa Europa qui non occorre trovare una via d'uscita?

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