È ai vinti che va il suo amore – Recensione di Nanni Salio

Armando Punzo, È ai vinti che va il suo amore. I primi venticinque anni di autoreclusione con la Compagnia della Fortezza di Volterra, edizioni Clichy, Firenze 2013, pp. 334, € 25,00 

cop punzo vinti amoreL’autore opera da oltre venticinque anni nel carcere proponendo testi teatrali e coinvolgendo direttamente i detenuti, per «trasformare il carcere in un luogo di cultura». Armando Punzo si definisce un «autorecluso» nella Fortezza di Volterra.

Il libro è una preziosa, ricca e ampia documentazione del lavoro svolto in questi anni.

Nella prima parte vengono presentati tutti gli spettacoli ideati e realizzati dal 1989 al 2013, con una selezione di fotografie che permettono di calarsi nel lavoro svolto.

La seconda parte è una raccolta di alcuni scritti di riflessione sul lavoro svolto nel carcere e di critica dell’istituzione carceraria.

La terza parte, infine, è un’Appendice che comprende, tra l’altro, una teatrografia e una filmografia.

L’autore non parla esplicitamente di trasformazione nonviolenta dei conflitti, ma il suo lavoro rientra pienamente nelle molte esperienze che un po’ ovunque nel mondo utilizzano il teatro come strumento per la riconciliazione e il superamento dei traumi subiti dalle vittime, ma anche dai perpetratori. Pertanto è un’ottima aggiunta alla più recente raccolta di testi, a cura di Aristide Donadio, «Danzare tra le fauci del drago. Il potere del teatro per la trasformazione nonviolenta dei conflitti», pubblicato dal Centro Gandhi Edizioni, di Pisa.

 

 

 

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