Space clearing!

Eh? Direte voi, e avete ragione, occorre trovare qualche parola italiana che sia altrettanto efficace per spiegare il concetto. Liberare lo spazio? Creare spazioi? Fare spazio?

È l’operazione che compiamo quando decidiamo di cambiare la disposizione dei mobili in casa nostra, quando dobbiamo traslocare, quando sentiamo che «tutto è troppo»: le riviste ammonticchiate (e mai lette), i cataloghi librari vetusti, le ciabatte scucite («ma tanto sono per casa…»), i sacchetti di plastica (perché non ce lo portiamo da casa, almeno?), gli abiti che non riusciremo più a indossare (è inutile che continuiamo a tenerli illudendoci di dimagrire), scarpe che ci fanno male, ma non riusciamo a eliminare perché le abbiamo pagate tanto, l’orrendo oggetto che ci ha regalato la vecchia zia (e ci terrorizza l’idea che alla sua prossima visita ci chieda dove l’abbiamo messo), insomma tutte le «cose» che chissà come si accumulano nel corso degli anni e riempiono le nostre case. Possono riunirsi tutti sotto un’unica definizione: ciarpame.

Si stanno creando perfino delle figure professionali che ci aiutano a liberarci del ciarpame, pensate un po’ (ma questa è un’altra storia).

Nei Paesi anglosassoni e anche oltreoceano esiste anche da anni la pratica del «garage sales» (o «yard market»): di sabato ogni famigllia apre il proprio garage, riempito di roba che non serve più – a quella famiglia – ma può seervire ad altri. Così «la roba fa il suo giro» (e non solo il vento, scusate l’inevitabile citazione cinematografica…), il garage si libera, non si compra ciò che serve… non è «semplicemente» fantastico? Ecco perché trovate qui, nella «Pillola di semplicità volontaria», l’annuncio di cari amici artisti (sempre all’avanguardia) che hanno deciso di praticare il «garage sales» anche a Torino. È un’ottima idea da copiare assolutamente…

 

 

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