Il consumo sostenibile

Autrice
Noemi Epoté



L’incontro del 5 maggio 2021 della Scuola per l’Economia Trasformativa è orientato verso il consumo sostenibile e ce ne parla Francesca Forno, docente di Sociologia all’Università di Trento.

La relatrice apre l’incontro sostenendo che il consumo sostenibile si possa identificare con una sorta di materializzazione della solidarietà che passa attraverso la relazione con un gruppo e con l’ambiente. Oltre al punto di osservazione teorico, la docente osserva che si possono classificare tre tempi del consumo sostenibile:

  • il primo tempo fa riferimento ai cambiamenti nel repertorio della protesta;
  • il secondo al passaggio dal consumo critico alle comunità sostenibili;
  • il terzo è quello di oggi, non ancora delimitato, che fa riferimento allo sviluppo di nuove prospettive.

Questi tre tempi non possono essere sconnessi dai movimenti sociali che sono tra i principali soggetti attraverso cui le collettività hanno storicamente dato voce alle proprie rivendicazioni sociali e politiche. Dai movimenti sociali hanno preso piede delle vere e proprie reti di economia solidale, più o meno dense e connesse, che hanno poi messo in pratica specifici stili di vita.

Quando parliamo di consumo critico parliamo di una modalità di acquisto di beni e servizi che tengono conto del prezzo e della qualità percepita dei prodotti. Questo servizio è rivolto ai consumatori critici che si impegnano in queste azioni e dimostrano una riflessione e una comprensione della politica dei prodotti.

Come si è diffuso il consumo critico?

A questa domanda la relatrice ci offre molteplici risposte:

  • la spinta alla globalizzazione,
  • la rottura del tradizionale legame tra impresa e territorio,
  • lo sguardo delle imprese verso nuovi mercati e la loro delocalizzazione,
  • la crisi del welfare state e delle capacità redistributive dello stato.

Inoltre, è opportuno dire che dalla fine degli anni 90, stili di consumo alternativi hanno iniziato a essere promossi non solo da organizzazioni del commercio equo e solidale ma anche da altri tipi di attori: ambientalisti, pacifisti, gruppi religiosi e gruppi tradizionali. La sua diffusione è dovuta anche al fatto che questo stile di vita risponde a un intreccio di contenuti come la giustizia sociale, l’attenzione all’ambiente, la salute, la ricerca di nuove forme di socialità e di una maggiore qualità del prodotto e il risparmio.

Obiettivi del consumo sostenibile

Oltre a tutto ciò, il consumo sostenibile si pone degli obiettivi principali che sono:

  • l’aumento del benessere
  • la crescita della scolarizzazione
  • l’aumento dell’informazione
  • la nascita di nuovo soggetto: il cittadino consumatore e critico
  • la produzione artigianale
  • l’incoraggiamento delle relazioni dirette tra consumatori
  • la rivendicazione di un localismo non escludente ma includente

In aggiunta, le organizzazioni dell’economia eco-solidale hanno il potere di agire contemporaneamente su tre livelli:

  • culturale creando nuovi immaginari e nuove rappresentazioni di benessere;
  • sociale facilitando la costruzione di reti economiche per la sostenibilità;
  • politico favorendo la costruzione di forme di regolazione volontaria per la tutela di lavoro e dell’ambiente.

Tuttavia, la relatrice si chiede se il consumo sostenibile sia davvero un successo e se in questo processo “chi semina” coincide con “chi raccoglie”. A questo proposito sono stati rilevati tre problemi legati a questo tipo di consumo critico:

  1. l’elitismo poiché i consumatori tendono a rimanere circoscritti in fasce benestanti della popolazione;
  2. la moltiplicazione dei fenomeni di greenwashing ovvero la strategia di comunicazione di certe organizzazioni o istituzioni politiche indirizzata a costruire un’immagine di sé ingannevolmente positiva dal punto di vista ambientale;
  3. la perdita della spinta politico-trasformativa nel momento in cui si stabilizza la pratica redistributiva.

Di conseguenza, questa pratica ha ancora bisogno di tempo per affermarsi ed essere onnicomprensiva ma fa parte dei cambiamenti che dobbiamo intraprendere per un mondo migliore.

Vi invitiamo all’ultimo incontro Mercoledì 12 Maggio, ore 17.30 per approfondire il tema Educazione civica ed economia trasformativa: percorsi didattici di etica economica.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.