Lettera a Mario Draghi da una donna di Bergamo

AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO in occasione della sua visita alla città di Bergamo di oggi, giovedì 18 marzo 2021 per la Prima Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia da Coronavirus. Lettera a Mario Draghi da una donna di Bergamo, scritta da Serenella Angeloni, di 81 anni che ha intriso 50 anni della propria vita di lotta per il disarmo e che aveva affrontato una forma grave di Covid da sola a casa.
La lettera che pone al centro la coerenza con l’Art. 11 della Costituzione, ha riscontrato il medesimo sentire delle donne di Bergamo con cui è in contatto, e che l’hanno pienamente condivisa.

Lettera a Mario Draghi da una donna
Di World Economic Forum – Flickr: Mario Draghi – World Economic Forum Annual Meeting 2012, CC BY-SA 2.0

Egregio Presidente del Consiglio,

qualche semplice parola per chiederle coerenza per il bene di tutte e tutti noi. PIÙ SALUTE MENO ARMI.

Notiamo che il suo piano di ripartenza nazionale prevede un notevole aumento per le spese di armi e sottolineiamo che, ancora oggi, nessuno dei nostri governi ha firmato il trattato contro la proliferazione degli armamenti nucleari, come invece hanno fatto già molte altre nazioni.

Oggi è in visita a Bergamo, città dalla quale i camion militari hanno trasportato centinaia di bare delle vittime del virus Covid19. Ebbene, Presidente: cambi il servizio dei militari in servizio civile. Le strade, i ponti, le colline, i fiumi, le coste, le città e i loro abitanti gliene saranno immensamente grati.

Non si costruiscano più armi e non si vendano più: distruggendo paesi interi le persone saranno sempre costrette a fuggire. E sappiamo quali trattamenti riserva ai profughi la polizia di un’EUROPA egoista e ipocrita.

Brescia e Bergamo hanno avuto un triste primato di morte e dolore durante la pandemia che ancora ci affligge. Ciononostante, le fabbriche di armamenti sono rimaste aperte perché classificate essenziali, mentre nel resto del paese venivano chiusi i servizi per l’infanzia, scuole di ogni ordine e grado comprese le Università.

Ci domandiamo, in maniera tutt’altro che retorica, quale sia la logica sottesa a queste decisioni. Spendiamo un’enormità di denaro pubblico per confinare in lager disumani chi fugge da conflitti causati dei nostri stessi armamenti.

Presidente, ascolti anche le nostre voci: Apriamo le frontiere e investiamo seriamente in AMBIENTE, PREVENZIONE E SALUTE.

Bergamo, giovedì 18 marzo 2021

  • Donne in nero di Bergamo e di altre città italiane
  • Donne Per Bergamo
  • Nonunadimeno Bergamo
  • Collettivo Donne Bergamo
  • UDI Velia Sacchi
  • Centro Documentazione Rigoberta Menchù di Sondrio


9 risposte a “Lettera a Mario Draghi da una donna di Bergamo”

  1. Caro presidente dragli le scive una 70 dalla sicilia vittoria pr ragusa io prima avevola pensione invalida civile fatta l'età mi anno passato lassegno sociele e 5anni non o visto un centesimo di aumento mio marito prende quella delle marche 550 al mese siamo senza casa viviamo di una casa di mio figli unredito bassimo quasi nient e non ci pensa nessuno a darci qualcosa in piu i 400 che prendo io non bastano per le medicine che devo comprare per le patelogie che o le sempra vita questa dovete pensare a tutte le persone come a farli vivere dignosamente sper che questa lettera non venga cestinata e avere una risposta siamo essere umani e abbiamo diritto di vivere e vou peusate quota cento e tante altre cose prima cercate di sistemare a tutte le persone che sono nella mia condizione

  2. Caro presidente
    La stimo tanto e credo che con lei al governo l Italia si riprende a livello europeo però da qualche mese con tutti gli aumenti specie i carburanti essendo che non tutti lavorano nella stessa città anzi facciamo 20 km minimo per andare a lavoro;non voglio che mi debba rispondere ma perlomeno vedere con i fatti abbassando carburanti e tasse perché così noi cominciamo a respirare altrimenti non ci sarà mai un avvenire in Italia che con il lavoro a giornata non si riesce ad arrivare a fine mese;contratti a tempo indeterminato sono numerati solo per gente raccomandata(purtroppo questa è l Italia da sempre) grazie

  3. Sig presidente.mario.d. la scrivo ,x le persone cke vivono solo con il rdc.non vi dimenticate di loro . grazie. Spero cke il presidente legga questa ,mia lettera di pocke parole.

  4. Onorevole Draghi le pongo un problema noi invalidi al 99 per cento non abbiamo diritto a nulla ,non parlo di soldi ,ma abbiamo anche noi bisogno dei tre giorni per visite ,esami ,faccia qualcosa cambi la legge almeno sia concesso 2 giorni per i famigliari che ci seguono .La ringrazio vivamente

  5. Caro Presidente DRAGHI
    nel 1993 il Governo Cinese mi invitò tramite Ambasciata di Roma, con delega scritta ha chiedere all'EUROPA finanziamenti ETICI per realizzare il progetto TELEMEDICINA in CINA, lei non era ancora Direttore della BEI (BANCA EUROPEA INVESTIMENTI) subito ebbi risposta positiva il resto è storia. in Cina ci sono 85 milioni di disabili
    la mia domanda è : risponderà ai bisogni di queste persone, per me sono importanti quanto i disabili cinesi, con loro il nostro Ministero degli Affari Esteri per la Cooperazione Internazionale ha firmato accordi di cooperazione sin dal 2004, rinnovati dopo 3 anni, vogliamo aiutare anche i disabili ITALIANI?
    grazie e buon lavoro
    Rosa Dalmiglio

  6. Caro Presidente,

    Le scrivo oggi x conto di tutti i disoccupati ONESTI a cui si vorrebbe togliere il reddito di cittadinanza!!! Mi permetto di aggiungere che sono del tutto d'accordo con la posizione assunta dall'ex-Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, dato che reputa tale provvedimento un atto di civiltà (a mio modestissimo parere, del tutto indispensabile!!!).

    Porto come esempio una persona a me cara di 59 anni che avendo perso il lavoro e non riuscendo a trovarne un altro non è stato più in grado di pagare l'affitto a motivo della situazione COVID e per questa ragione è in attesa di essere sfrattato fra 1 mese circa. La persona di riferimento ha inviato centinaia di CV – di cui ne ho inviati una miriade personalmente x dargli una mano rispondendo ad annunci per cui tale persona avrebbe tutti i requisiti ma l'unica risposta che ha avuto, dopo circa 1 anno di C.V. inviati presso tantissimi siti online e alcuni consegnati brevi manu dallo stesso interessato, ha ricevuto una sola telefonata x un colloquio online offrendo un compenso quasi offensivo di circa €700 al mese con pretese assurde in cui veniva chiesta totale disponibilità x turni notturni, nonché per i week-end, e con la conoscenza di un perfetto inglese parlato e scritto, di ottime conoscenze informatiche (cosa di cui la persona interessata è anche dotato) e per cui lo stesso era pronto ad accettare nonostante avrebbe anche dovuto pagare x la benzina in caso di trasferte e ciò avrebbe ulteriormente ridotto il reddito sopra menzionato ma poi, oltre il colloquio non vi è stato alcun seguito!!!

    E questo porta al motivo per cui le scrivo, egregio Sig. Presidente… non si può pensare di togliere il reddito di cittadinanza a nessuno se prima non si è in grado di offrire dei veri lavori validi, che esistono davvero e non che sono delle semplici prese in giro x far sì che la gente non cada nella disperazione più totale. Peraltro, come si può pensare di offrire dei salari irrisori a padri e madri di famiglie oppure a poveri uomini separati o divorziati che hanno anche l'onere di passare gli alimenti o a donne sole che non hanno altro ricorso tranne le proprie forze e capacità!

    Porto questa inconcepibile faccenda alla Sua attenzione, caro Presidente, semplicemente perché si continua a sbeffeggiare gente che ha tutta la voglia e le necessarie competenze per lavorare ma a cui non è data – alla luce dei fatti – NESSUNISSIMA REALZE POSSIBILITA'.

    Le avevo già scritto in passato sulla questione della urgente necessità di detassare i pensionati e spero vivamente che la mia lettera le sia pervenuta, dato che anche quest'ultimo è un tasto particolarmente dolente ma, la prego con tutto il cuore, non permetta che venga tolto il reddito di cittadinanza agli italiani che sono veramente bisognosi e, l'assicuro, che ce ne sono davvero tanti. Ho seguito con molta attenzione il suo intervento a seguito del recente G20 dove ha dichiarato che verranno stanziati ben 7.5 miliardi di dollari x aiutare i Paese più poveri nei prossimi 7 anni ma, carissimo Sig. Presidente, sono a chiederle nuovamente e anzi, ad implorarla con tutta me stessa, la prego, pensi a noi italiani che hanno l'Italia nel sangue e che sono figli di questo Paese che, nonostante le tantissime difficoltà, hanno tutti i diritti di rimanere sul territorio nostrano e per cui hanno tutto il legittimo diritto di lavorare, di far crescere i propri figli nella propria Patria senza dover essere obbligati a tutti i costi di espatriare perché, come già scritto in previa lettera, l'Italia non è una Madre Patria bensì una pessima e perfida matrigna che sta dissanguando PROPRIO COLORO CHE SONO I PIU' BISOGNOSI e che è del tutto disinteressata ai veri bisogni di chi è già stato messo in ginocchio!!!!!!!!!

    Con il più fervido auspicio che questo mio ennesimo appello non si perda nei meandri della rete e cada nel dimenticatoio perché sono semplicemente un'ennesima cittadina italiana che si lamenta, ma Sig. Presidente, il suo piano d'azione che pare voler dare nuovo slancio e nuova vita a questa nostra benamata Italia (nonostante tutto!!!) non può non prendere in considerazione il grido di disperazione di chi non ce la fa più, LA PREGO!!!

    GRAZIE PER QUELLO CHE VORRA' E POTRA' FARE!!!

  7. Carissimo sig. Presidente Draghi le scrivo x dirle x non fate andare le persone in pensione all'età di 60 oppure a 62 anni con i contributi che hanno versato e dare alla gente una pensione adeguata a tutti gli aumenti che mettete oppure ai nonni che non c'è la fanno con quella miseria di pensione che prendono come il fatto che volete togliere i soldi agli invalidi non è giusto, oppure alle vedove la revisibilita che ci tocca di diritto che poi è una piccolissima parte ,mentre a voi deputati non vi viene tolta niente anzi rimane in famiglia che si parla di una buonissima pensione oltre a tutti gli altri soldi,questo non è giusto gli stipendi siamo al disotto di tutta l'Europa mentre gli aumenti ci sono sempre mi può dire il perché noi Italiani non ci aiuta nessuno se abbiamo bisogno io pago le tasse come tutti gli altri e non abbiamo diritto a niente ,io lo sempre ammirata e continuerò a farlo e ci credo in lei,però aiuta prima gli Italiani e veda con i suoi occhi in quale condizione stiamo noi possiamo vivere delle nostre richezze senza prendere roba da fuori e fare guadagnare loro ,le chiedo un'altra cosa x voi prendete tanti soldi e dite che non riuscite ad andare avanti e noi con quel piccolo stipendio dobbiamo tirare le cuoia fino a fine mese allora quello che le chiedo e di fare andare in pensione la gente dai 60. in su e mettere i giovani a lavorare x loro costituiranno una famiglia noi ormai non facciamo più niente e con una pensione dignitosa le auguro tutto il bene possibile e la ringrazio se legge la mia lettera distinti saluti da Michela grazie

  8. Caro presidente tanto nessuno non ci prende in considerazione questi comm.ma scrivo uguale.Pensa che il patto con Diavolo che hai fatto e molto pericoloso per te per la vita che dopo la morte incontrerai.Ancora sei in tempo di rimediare il disastro che hai creato Pensa un po' che non sei tu il padrone della tua vita e quando compierrai tutti i atti malvaggi verranno a prenderti e a quell' punto Dio abbia pietà della tua anima Io sono un anonimo resisto ed e facile quando Dio ti sta vicino ma mi piace il cuore per le povere anime che non hanno la forza di resistere.

  9. Egregio signor Mario Draghi Volevo farle sapere che io non intendo andare in pensione con €800 al mese 35 anni di lavoro e avendo lavorato in fabbrica, O almeno se tutti voi politici di adeguate alla nostra politica pensionistica Allora va bene altrimenti io non ci sto voi siete cittadini come me

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