Processo Eternit: rinvio a giudizio di Stephan Schmidheiny per omicidio plurimo doloso aggravato

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Il giudice per l’udienza preliminare di Vercelli ha accolto oggi 24 gennaio la richiesta della Procura nel processo sulle vittime dell’esposizione all’amianto a Casale Monferrato. Il processo sarà trasferito in corte d’Assise a Novara e si allontana lo spettro della prescrizione.

Stephan Schmidheiny va a processo con l’accusa di omicidio volontario. Il giudice per l’udienza preliminare di Vercelli, Fabrizio Filice, ha accolto la richiesta della Procura e disposto il rinvio a giudizio dell’imprenditore svizzero, accusato della morte di 392 persone a Casale Monferrato che, secondo le indagini, sono vittime delle conseguenze dell’esposizione all’amianto. Il processo sarà quindi trasferito in corte d’Assise a Novara. La prima udienza è fissata per il 27 novembre

La Cgil nazionale, piemontese e di Alessandria, l’Afeva e le alter parti civili manifestano profonda soddisfazione per i provvedimenti con cui il Giudice dell’udienza preliminare di Vercelli ha motivamente respinto tutte le eccezioni formulate dalla difesa dell’imputato Stephan Schmidheiny, ha confermato la sostenibilità dell’accusa di omicidio plurimo doloso aggravato per le morti di lavoratori e residenti esposti alle polveri di amianto, rinviando per il giudizio dibattimentale davanti alla Corte di Assise di Novara come sta già avvenendo davanti alla Corte di Assise di Napoli per I morti dello stabilimento Eternit di Bagnoli.

Anche per I morti di Casale Monferrato si è compiuto un altro importante passo verso l’affermazione della giustizia. L’odierno risultato conferma e rafforza l’impegno delle associazioni nella battaglia che da tempo stanno conducendo per la riaffermazione della giustizia e dei diritti delle vittime di queste immani tragedie.

L’inchiesta bis riguarda i decessi legati a diverse filiali italiane della multinazionale Eternit, tra cui quella di Casale Monferrato, ed è scaturita dopo la sentenza della Cassazione che aveva dichiarato prescritto il processo per disastro doloso. Nel maxi-processo Eternit Uno, il proprietario Schmidheiny era stato infatti condannato a 18 anni in primo e in secondo grado, ma poi lo aveva appunto salvato la prescrizione.

Se Schmidheiny fosse stato mandato a processo per omicidio colposo (e non volontario), c’era nuovamente la possibilità che il reato venisse prescritto. Il gup ha invece confermato il capo d’accusa, accogliendo la richiesta dei pm Francesco Alvino e Roberta Brera e del pm torinese Gianfranco Colace, che si era occupato del caso Eternit insieme all’allora procuratore aggiunto (ora in pensione) Raffaele Guariniello.I magistrati hanno insistito proprio sul fatto che Schmidheiny fosse perfettamente consapevole dei rischi che comportava la fibra di amianto, perché le conoscenze scientifiche, all’epoca, erano già disponibili. Hanno poi sottolineato come l’imprenditore abbia messo in atto un programma di controinformazione affinché i lavoratori non sapessero degli effetti devastanti delle polveri.

Il processo bis è stato spacchettato in più filoni per competenza territoriale: a Torino, l’imprenditore è già stato condannato a 4 anni ma per omicidio colposo in relazione al decesso di due ex lavoratori di Cavagnolo. Altri due processi sono in corso a Napoli e Reggio Emilia.

Condiviso dagli avvocati delle parti civili

  • Avv Laura D’Amico
  • Avv Ester Gatti
  • Avv Paolo Liedholm
  • Avv Prof. Riverditi

Aderiscono anche l’ Aiea e Medicina Democratica


Victims’ Lawyers’ Statement

The national, regional and Alessandria CGIL Union, along with the Casale victims’ association Afeva and other plaintiffs express their great satisfaction for the ruling of the Preliminary Hearing Magistrate (GUP) who dismissed all the objections  of the defence and upheld the charge of multiple murder with aggravating circumstances (omicidio plurimo doloso aggravato) for the 392 deaths of the workers and members of the community exposed to asbestos dust, and set the hearing at the District Court of Assizes of Novara for November the 27th, 2020.

The trial has the same charges as the one  already taking place [against the same defendant] at the Naples Court of Assizes for the deaths of the Eternit plant workers in Bagnoli (Naples). For  Casale Monferrato victims it is in any case a major step forward in their long drawn struggle  for justice. Today’s result confirms and rekindles the commitment of the associations in their battle for justice and for the rights of the victims of this monstrous tragedy.

Also underwritten by the lawyers for the victims

  • Lawyer Laura D’Amico
  • Lawyer Ester Gatti
  • Lawyer Paolo Liedholm
  • Lawyer Prof Rivertiti

Aiea and Medicina Democratica join in

Vercelli, January the 24th 2020