Migrazione di Massa, UE, Nazionalismi Europei | Johan Galtung


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Anversa, Alfa – Abbiamo a che fare con una migrazione di massa, principalmente quella verso l’Unione Europea, e con nazionalismi europei, molti dei quali favorevoli all’uscita dalla UE.

Perché questa migrazione di massa, forse al livello di Völkerwanderung (migrazione di popoli), soprattutto verso la UE – ma allora quale genere di UE – e perché i nazionalismi europei, che sono riusciti in qualche modo ad inserirsi in molti stati membri?

Per la migrazione dall’Africa all’Italia nel 2016 sono previsti circa 100.000 individui; 28.000 sono già arrivati nei primi tre mesi, e 1.000 sono annegati nel Mediterraneo (INYT, 6 Maggio 2016). Sapevano a quali rischi andavano incontro, quindi la spinta a lasciare l’Africa e l’attrazione verso l’Italia devono essere state molto forti.

Meglio ragionare in termini di 50 milioni di migranti su 50 anni, da regioni considerate inabitabili a regioni abitabili. Sembrano esserci cinque cause principali alla base di questa asimmetria del mondo:

  • La schiavitù, per quattro secoli, che ha sottratto alle società in primo luogo uomini vigorosi, a causa degli Arabi, poi degli Occidentali, con i trasporti attraverso l’Atlantico soprattutto da parte degli Inglesi;

  • Il colonialismo, da parte dei Musulmani a partire dalla morte del profeta nel 632, da Casablanca alle Filippine del Sud, fino alla fine del XV secolo, quasi nove secoli, poi da parte dei Cristiani per quasi cinque secoli, fino a che il colonialismo fu dichiarato ufficialmente finito negli anni ’60;

  • Il capitalismo di rapina, che ruba o paga quasi nulla per risorse naturali che vengono trasformate in merci, e intasca il valore aggiunto.

  • Le guerre, per iniziativa soprattutto dell’Occidente, che hanno causato milioni di morti (da parte degli USA più di 20 milioni in 37 Paesi dopo la seconda guerra mondiale), hanno distrutto abitazioni e infrastrutture.

  • Gli aspetti ecologici, quali impoverimento delle risorse, inquinamento, spesso dannoso per gli esseri umani e per la natura, clima mutevole, in parte a causa dei gas immessi nell’atmosfera, NOX, CO2, CH4 (ossidi di azoto, anidride carbonica, metano).

Questi fattori sono causa di povertà in alcune parti del mondo ma anche di ricchezza in altre parti; lo sfruttamento crea l’asimmetria inabitabile/abitabile, alcuni diventano ricchi a spese di altri che diventano poveri.

Ciò vale chiaramente per la schiavitù, il colonialismo, il capitalismo di rapina e molte guerre (la differenza tra bombardare ed essere bombardati). Ma il fattore ecologico colpisce tutti; per questa ragione l’Occidente presta attenzione a quel fattore.

Ad ogni buon conto, molti pensano: è tempo di spartire questa abbondanza più equamente.

Di 28 Paesi membri dell’UE, 11 sono stati potenze coloniali. 9 in Africa: Inghilterra, Olanda, Francia, Belgio, Lussemburgo, Italia, Spagna, Portogallo e, fino alla fine della prima guerra mondiale, Germania; arricchendosi tutti quanti. E’ molto ingenuo pensare che gli altri 28 – 9 = 15 membri accettino delle “quote” per una migrazione dovuta alla violenza dei 9 – in particolare Inghilterra e Francia, per la colonizzazione in Medio Oriente secondo l’accordo Sykes-Picot* – . La UE ha sì delle istituzioni, però non è riuscita a raggiungere l’integrazione dei suoi membri in un’Europa di uno per tutti, tutti per uno.

Oggi la UE è come una piramide dello sfruttamento: la Germania in cima; 8 Paesi Germanici del Nord; 5 Paesi Latini del Sud con la Francia, e poi l’Irlanda; 12 Paesi dell’Est; la Grecia al fondo. Considerando l’ingiustizia e le quote, nulla di strano che crescano i nazionalismi, disunendo la UE. Rimuovete la cause: Inghilterra-Francia, accettate di ricevere il conto; UE, appiattisci la piramide.

Tuttavia questo risolverebbe soltanto il problema interno alla UE, non il problema internazionale di migrazione di massa da regioni del mondo che hanno patito sofferenze soprattutto a causa dell’Occidente. Migrazioni verso l’UE, per terra e attraverso il Mediterraneo, e in piccola parte verso gli USA, protetti da due immensi oceani dai problemi che loro stessi hanno contribuito a creare – se si esclude la migrazione attraverso e dal Messico.

La migrazione di massa è oggi un’attività imprenditoriale con “aiutanti“, contrabbandieri, droghe, trafficanti, migranti sospetti, polizia ed esercito in mezzo a loro. Pure, tutto questo non sminuisce l’importanza delle cinque cause che stanno alla radice del problema, anche se tutte queste altre cause ed effetti minori le rendono meno evidenti.

La UE instrada verso la Turchia i flussi dei migranti provenienti dal Medio Oriente, con costi molto alti; il flusso migratorio dall’Africa verso la Nigeria; la NATO pattuglia il Mediterraneo. Ma queste sono niente di più che misure momentanee. Non esistono solo migranti ‘da’ ma anche migranti ‘verso’ – verso le “madrepatrie” coloniali, Inghilterra e Francia.

Oggi viaggiano a piedi, in bus, taxi – domani in sommergibili (come i contrabbandieri di droga), aeroplani (molti già lo fanno) o ancora più numerosi? Rivendicando il diritto di stabilirsi, non invitati, dove una grande quantità delle loro risorse umane e naturali sono state trasformate e hanno prodotto ricchezza per altri – che a loro volta si stabilirono non invitati. Come gestiamo tutto questo? Ci sono soluzioni?

5 Cause, 2 (gruppi di) Soluzioni. Per Ciascuna, Negativo e Positivo

Schiavitù:

Negativo: CARICOM (la Comunità Caraibica) guida la denuncia della schiavitù, seguita dall’Incontro al vertice eLAC a Quito; UE approva; libri di storia congiunti (USA: testimonianza di Frederick Douglass); rilevazione di dati sulle proporzioni della schiavitù; musei-memoriali.

Positivo: Sessioni per un’intesa tra l’Unione Europea e l’Unione Africana; negoziate un’indennità.

Colonialismo:

Negativo: Il Sud Africa guida la denuncia, seguita dall’Unione Africana; altri dovrebbero unirsi; libri di storia congiunti sull’esperienza.

Positivo: Sessioni per un’intesa UE-UA; coprite i costi per una federazione-confederazione di stati costituiti da molte nazioni e di nazioni costituite da molti stati.

Capitalismo di rapina:

Negativo: Documentazione, ad esempio calcolare il valore delle entrate doganali di Siviglia e assumerlo come debito per la rapina di risorse; “Via le Mani dall’Africa”.

Positivo: L’Africa trasforma le proprie risorse; i 3 punti di Gheddafi; commercio anche con la Cina; sollevare il fondo verso l’alto; infrastruttura nuova.

Guerre:

Negativo: Fermate i massacri (bombardamenti, SEALs); quante uccisioni in quanti Paesi, come per gli USA; denunciate degli avvenimenti (come Berlusconi a riguardo del 1911).

Positivo: Usate le forze armate per la difesa contro la violenza dello Stato Islamico; risolvete i conflitti tramite “terroristi” (SI) – tramite “comunisti” (Vietnam) dopo la loro vittoria.

Ecologia:

Negativo: riducete i livelli di CO2+CH4 controllando i combustibili fossili e la tecnica del fracking per estrarre gas naturale.

Positivo: Passate a risorse rinnovabili non inquinanti, come sole, vento; aumentate la diversità delle risorse biotiche e abiotiche; aiutate attraverso la simbiosi (c’è abbastanza CO2!); migliorate l’equilibrio chiaro-scuro per assorbire meno calore dal sole.

Si richiede una maggiore consapevolezza per comprendere il danno fatto. Ma potrebbero farci arrivare lontano, e anche rapidamente, tre procedimenti positivi, da un capitalismo a effetto “trickling down” (gocciolamento dall’alto verso il basso: si suppone che i benefici in basso siano indotti dall’abbondanza in alto) al sollevamento delle classi sociali che stanno più in basso, da un uso offensivo delle forze armate a uno difensivo, dalla ricerca della vittoria a quella di una soluzione.

Nota:

(*) Le quattro colonie che crearono un secolo fa per volgere a proprio favore gli equilibri di potere della prima guerra mondiale – invece di essere un motivo di libertà per gli Arabi – sono state la causa della maggior parte dei problemi in Medio Oriente. Prendete come esempio la Siria, uno stato artificioso fondato da Parigi, con 7 conflitti strutturali: con il blocco di Israele-USA per perseguire Eretz Israel (La Terra di Israele biblica); con la Russia, se mai un governo dovesse rifiutare ai Russi la loro unica base (a fronte di non meno di 800 basi USA); tra una dittatura della minoranza Shia-Alawita, tollerante, e una dittatura della maggioranza Sunnita, intollerante; tra Musulmani Arabi e altri quali Curdi, Turchi, Cristiani, Ebrei; tra l’Islam Sciita e Sunnita e i loro territori, con gli Sciiti che vivono nella regione della “Mezzaluna Fertile”; tra Al Qaeda e simili e gli stranieri; e tra tutti coloro di cui sopra e lo Stato Islamico. Lo Stato Islamico vuole cancellare il Sykes-Picot e ricreare l’Impero Ottomano e il suo Califfato senza Istanbul; si ritengono la risposta islamica alla UE e al Vaticano.

Nel perseguire questa finalità, lo SI ha un vantaggio decisivo rispetto a tutte le altre parti in causa, che risolvono il problema-Siria come se fosse sostenibile con qualche cambiamento essenziale. Lo SI invece si richiama a una realtà, lì dove la Siria di oggigiorno si trova, che è esistita per quattro secoli, 1516-1916. Vuole ricostruire un passato fondato su province come allora e si muove in tal senso. Chi scrive rimarrebbe sorpreso se l’Iraq, in quanto stato, continuasse a esistere oltre il 2020 e la Siria, in quanto stato, oltre il 2025.

Nº 427, 9 May 2016 – TRANSCEND Media Service
Mass Migration, EU, European Nationalisms

Traduzione di Franco Lovisolo per il Centro Studi Sereno Regis

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