La morte di altri 130 migranti nel Mediterraneo, liberiamoci dall’indifferenza

Autore
Pierangelo Monti


L’invito di Pierangelo Monti presidente del MIR per il 25 aprile, giorno della Liberazione: la morte di altri 130 migranti nel Mediterraneo, liberiamoci dall’indifferenza.

La morte di altri 130 migranti nel Mediterraneo
Fonte della foto: Flickr, CC BY-NC 2.0

Centotrenta uomini, donne, bambini, sono morti a causa dell’indifferenza verso i migranti. Diciamo pure che la sorte dei migranti non sta a cuore alle autorità politiche degli stati europei e neppure a tanta parte dei cittadini.

Le autorità europee sapevano da due giorni che nel Canale di Sicilia c’erano 3 barconi nel mare al largo della Libia, ma nessuno ha inviato navi di soccorso.

“Sono persone, sono vite umane. È il momento della vergogna” ha detto il Papa oggi a mezzogiorno.

Safa Mshli, la portavoce dello IOM – UN Migration, l’organizzazione dell’Onu per i migranti ha denunciato:

“Gli Stati si sono opposti e si sono rifiutati di agire per salvare la vita di oltre 100 persone. Hanno supplicato e inviato richieste di soccorso per due giorni prima di annegare nel cimitero del Mediterraneo. Lasciati morire in mare. L’umanità è annegata. È questa l’eredità dell’Europa?”.

Carlotta Sami, portavoce dell’alto commissariato per i rifugiati (UNHCR, the UN Refugee Agency):

“Quando sarà abbastanza? Povere persone. Quante speranze, quante paure. Destinate a schiantarsi contro tanta indifferenza”.

Il presidente del Parlamento UE, David Sassoli :

“La vicenda è dolorosa, terribile e ferisce la nostra umanità. Non si perda altro tempo e non si metta a rischio altra povera gente. I governi nazionali diano poteri e mandato all’Unione europea per intervenire, salvare vite, realizzare corridoi umanitari e organizzare un’accoglienza obbligatoria. È necessario perché è oramai chiaro che le politiche nazionali non sono in grado di gestire con umanità ed efficacia i movimenti di migranti e richiedenti asilo”.

L’Arcivescovo di Palermo, Mons. Corrado Lorefice:

“Il lungo temporeggiare sull’obbligo del soccorso e l’accavallarsi confuso delle giustificazioni sul perché non si sia fatto nulla per precipitarsi a salvare 130 persone innocenti in evidente pericolo – uomini, donne e bambini che avevano nel cuore solo la grande speranza di ricevere la nostra accoglienza e l’opportunità di un futuro – continuano purtroppo a dimostrarci che non è più possibile che si ritardi nella ricerca di una soluzione politica a livello europeo, una soluzione umanamente sostenibile che ponga fine una volta per tutte a questa straziante barbarie”.

Ripensiamo alle parole pronunciate da Papa Francesco a Lampedusa nel 2013:

“Domandiamo al Signore la grazia di piangere sulla nostra indifferenza, sulla crudeltà che c’è nel mondo, in noi e in coloro che con l’anonimato prendono decisioni socio-economiche che aprono la strada a drammi come questo”.

Abbiamo il dovere di continuare a impegnarci nella resistenza all’indifferenza, fino alla liberazione da un sistema ingiusto che permette simili tragedie.

Sosteniamo quanti sono impegnati nel soccorso dei profughi e dei migranti, nei corridoi umanitari, nelle opere di accoglienza e integrazione di chi è fuggito da zone di guerra, miseria e oppressione.


Pierangelo Monti è presidente del MIR Italia

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