Supposte di semplicità volontaria (di Dario Cambiano)


Sì avete letto bene. Questa «Pillola» non è una pillola (è un altro tipo di «medicinale») e non è neanche mia. L’ha scritta un lettore della «newsletter» (nonché socio e collaboratore prezioso del Centro Studi Sereno Regis, sulla scia delle Pillola. Questo è bellissimo: si sta creando una sorta di «passaparola» e lettori di Pillola diventano autori di Pillole! Con il nuovo anno succederà che a volte, quando e se me ne arriveranno, pubblicherò «Supposte» o «Sciroppi» o «Iniezioni» di Semplicità volontaria, così da allargare il gruppo di aspiranti volontari semplici. Spero che questa qui sotto sia solo la prima di tante «altre».

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Questo è un file «hard». Per chi vuole fare della semplicità volontaria una azione di guerriglia nonviolenta.

Questa volta parliamo di vaschette igieniche. Avete presente quelle che si mettono sul bordo del vaso da bagno (ma come lo chiamiamo in italiano? «tazza del cesso» è orrendo, e poi la tazza si usa a colazione, quindi mi rifiuto di associarlo; «vaso» ricorda i fiori e anche se il letame qui c’entra di più preferirei un termine meno…). Insomma avete capito, quelle orrende vaschette che ogni volta che si preme il deflussore (che si tira l’acqua, mannaggia!) riversano nei fiumi profumi e detergenti, rendendo sì il «vaso» praticamente sterile, ma inquinando inesorabilmente l’ambiente.

Ecco quindi alcune azioni di protesta:

Primo step: semplicemente, togliete la vaschetta di plastica, fate pipì e poi rimettetela. Voi, almeno, non avrete contribuito all’inquinamento ambientale.

Secondo step. Portatevi dietro del cellophane, estraete la vaschetta e avvolgete la «saponetta» con nylon, poi rimettete tutto a posto. I padroni di casa, con un po’ di fortuna, non se ne accorgeranno per mesi, e il danno ambientale sarà ridotto. E non potranno mai risalire a voi! Consigliato quando si va in ambienti di lavoro, dal proprio avvocato o dal commercialista…

Terzo step. Azione di guerriglia domestica: prendete la vaschetta e la nascondete. Più il posto sarà assurdo, più contribuirete a sollecitare i neuroni soffocati dei proprietari della casa. Potete nasconderlo in qualunque parte del bagno, ma questo è semplice. Con un po’ di ardimento, ve la potete portare fuori (la vaschetta) e nasconderla dentro un comodino, appenderla alle doghe del letto matrimoniale, dietro una fila di libri…

Quarto step. Entriamo nella guerriglia vera e propria. Rubate la vaschetta. Ma lo sconsiglio, l’assenza verrà scoperta presto e presto verrà sostituita, con poco margine di sollievo per i pesci che aspettano la quotidiana dose di veleni…

Quinto step: guerriglia domestica dichiarata. Attenzione che questa è hard e forse sconfina nella violenza, perché di sicuro i proprietari di casa capiranno che il gesto è deliberato: però li farà pensare, e molto! Insomma, prendete la vaschetta e la infilate nel loro portaspazzolini… ehm… troppo hard?

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