Debito sostenibile — e l’Occidente – Russia – Cina – Giappone? – Johan Galtung

Il gioco è sporco ed è durato 70 anni. Iniziò con l’idea dello sviluppo a imitazione dell’Occidente, ma non raggiungendolo, per tutti gli stati, compreso il diluvio di stati costituitisi con la decolonizzazione.

La formula per grossi profitti è semplice: fornire credito a un paese abbastanza povero da non essere in grado di rimborsarlo alla svelta, ma non così povero da non poter continuare a pagarne gli interessi per anni. Per valerne la pena il progetto dev’essere ad alta intensità di capitale, come (aero)porti e strade di grande comunicazione per gli (aero)porti a beneficio dell’import-export, assemblare auto – qualcosa per i ricchi. L’investimento per sollevare la gente in miseria, o la natura violentata, non ha senso: i poveri hanno bisogno di pochissimo capitale e possono solo rimborsare in lavoro, mentre la natura ripaga ma non è capitalizzata.

Idealmente, il paese richiede altro credito a servizio del primo, e si offre allora un secondo, un terzo prestito a interesse più alto. Finché il debito non è più sostenibile; il paese debitore viene allora spremuto a fondo.

Poi giunge il tempo per un alleviamento del debito, purché il profitto realizzato investendo nel debito sia maggiore del debito condonato.

Dall’Agence France Presse proviene uno studio ([email protected] 11 agosto 2015): La Germania ha realizzato 100 miliardi di euro sulla crisi greca a partire dal 2010 – che ammonta al 3% del PIL – sulla differenza fra gli interessi pagati alle banche tedesche e quello che esse hanno pagato; dalle banche tedesche alla BCE 1%, alle banche tedesche dai debitori, diciamo, 6%.

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La quota tedesca del pacchetto complessivo di salvataggio alla Grecia, con l’ultima tranche in scadenza il 20 agosto, è 90 miliardi €, che vuol dire un profitto di 10 miliardi € se la Grecia non può essere spremuta oltre. Il denaro che affluisce in Grecia serve a tenere a galla le banche, non la gente; e a beneficiare USA, Francia e Paesi Bassi, pur a livello minore che la Germania.

Questo è come il Terzo Mondo è stato trattato dal FMI e dalla Banca Mondiale con sede negli USA; di nuovo c’è che l’UE tratta un suo membro come un paese del Terzo Mondo (o peggio).

Prossima nella fila c’è l’Ucraina, divisa dalla stessa profonda linea di faglia fra paesi cattolico-protestanti e ortodossi che pone la Grecia sul versante sbagliato. Quindi la forte reazione quando la Russia si riprese la Crimea, il dono del 1954, e sostenne la parte orientale ortodossa in lotta per l’autonomia, con truppe e armi come gli USA fanno per la parte cattolica. Parte disperatamente corrotta, che sta già affogando nei debiti, e l’idea era che la parte orientale più ricca avrebbe pagato.

Però, con Kiev che perde la Crimea e, chiamiamolo così, Donetsk, il debito dell’Ucraina efficiente, industrializzata non è più sostenibile. Quelle parti se ne sono andate e l’Occidente resta con il debito, e la magra soddisfazione di punire la Russia con sanzioni che colpiscono anche sé stesso. Sicché, l’Occidente stesso diventa meno sostenibile.

In quanto alla Russia?

Le sanzioni hanno colpito senza dubbio, così com’è certo un senso d’isolamento. L’alleanza con la Cina non compensa, russi e cinesi sono a disagio nelle relazioni personali reciproche (“ubriaconi indolenti” e “sciamano ovunque”). Cionondimeno, i legami economici, politici e militari ci sono e forti. L’accordo sul gas del secolo.

Inoltre, la Russia sta giocando una partita di pace e una di guerra.

Si presti attenzione agli invitati a St.Petersburg e altri luoghi per risolvere i conflitti; proprio adesso la crisi siriana, in continua successione a sé stessa, sotto la guida del colto competente ministro degli esteri russo Lavrov. Non molto tempo fa ci fu una grossa conferenza dedicata all’economia dei BRICS in generale, e a una valuta mondiale mista in particolare. Un’immagine di pace all’opposto di quella degli USA belligeranti.

Vi si aggiunga la tecnologia elettronica russa che paralizza la navigazione e i sistemi di combattimento occidentali, compresi gli F-35!, in via di pareggiamento con le capacità USA-NATO (Aftenposten 14 agosto 2015); con la NATO profondamente spaccata sull’Ucraina.

Molta della tecnologia che colpisce le comunicazioni nemiche è cinese, cosa non strana dato l’approccio generale cinese mediante le infrastrutture, per il trasporto ovunque (la “via della seta”), e per le comunicazioni.

La Russia soffre; ma la cultura cristiana ortodossa dà ragioni d’ottimismo “a lungo ternine”; La Cina si basa sull’idea che ci sono in ogni cosa forze e contro-forze, anche nel proprio boom. Filosoficamente sono entrambi paesi meglio preparati per il “non-sostenibile“ che l’Occidente.

E in quanto alla Cina, alla borsa valori cinese?

Un’interpretazione: il lancio massiccio ha attratto un’enorme liquidità in eccesso nella società cinese, molta proveniente dalla corruzione e dal risparmio “per ogni eventualità”, data la debole rete previdenziale cinese. Una super-domanda ha sospinto in su i prezzi; la bolla dei titoli ha cominciato a scoppiare prima che diventassero effettivi i dispositivi di controllo. Poi arrivò la svalutazione della moneta – l’approccio negato alla Grecia –per diventare più competitivi, con prezzi anche più bassi per il “Made in China”, a beneficio proprio e di Walmart (attualmente la più ricca famiglia USA). Restiamo a vedere se e come funziona.

Ciò può anche essere stato un aggiustamento al nuovo profilo valutario su cui lavorano i BRICS come alternativa, o in aggiunta, al dollaro USA. Gli USA e la CIA stanno facendo del loro meglio per indebolire tutti e cinque i membri BRICS, ma con quelli della Shanghai Cooperation Organization (SCO) essi oltrepassano il 50% dell’umanità. In più la Cina ha molte carte in mano.

E in quanto al Giappone? Il primo ministro Shinz? Abe opta per:

  • uno status ancor più periferico sotto gli USA associandosi al blocco economico anti-Cina della Trans-Pacific Partnership (TPP), e
  • ancor più clientelismo militare erodendo l’articolo 9 [della costituzione] antibellico con l’auto-difesa collettiva (Collective Self- Defense, CSD).

Entrambi i punti sono stati evitati nel comunicato di Abe del 14 agosto mentre si focalizzava su quanto avesse torto il Giappone, con il loro “profondo rincrescimento”, e quanto avessero e abbiano ragione gli USA. Uso scaltro del tema perenne delle scuse, per e contro, per nascondere il suicidio del Giappone con il TPP e il CSD.

Grecia: il debito non verrà pagato; guerra civile con intervento USA e colpo di stato fascista.

Ucraina: il debito non verrà pagato; prosecuzione della guerra civile, né l’uno né l’altro vincerà, la federazione è la sola opzione.

L’Occidente: la fine del gioco del debito lo rende meno sostenibile.

Gli USA: essi stessi una bolla.

Russia e Cina: sopravvivenza, da soli e insieme.

Giappone: giù fianco a fianco degli USA a meno che si svegli, guardi la carta geografica e si associ ai suoi vicini.

Il FMI ha ragione in una cosa: la sostenibilità non è per sempre.

17 agosto 2015
Traduzione di Miky Lanza per il Centro Studi Sereno Regis

Titolo originale: Sustainable Debt — And West-Russia-China-Japan?

 

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