Pillola per ladri

La notizia mi è arrivata come una mazzata dalla radio (perché l’anno scorso, di questi tempi, cercavo in Internet la data, per scrivere una Pillola, e non la trovavo ancora, infatti nel 2014 è stato il 20 agosto…) sto parlando dell’Overshoot Day.

Il 13 agosto è stato l’Earth (Terra) Overshoot Day (“giorno in cui si è passato il limite”), il giorno del sovrasfruttamento della Terra: abbiamo già consumato tutte le risorse – frutta e verdura, carne e pesce, acqua e legno – dell’anno in corso (ma mancano ancora 4 mesi e mezzo alla fine dell’anno!!!). Da adesso stiamo depredando il Pianeta, e immettendo in atmosfera una Co2 che non può essere assorbita.

images2Questa “ricorrenza” è stata ideata dalla New Economics Foundation di Londra e calcolata dal Global Footprint Network, l’organizzazione che misura l’impronta ecologica che noi umani lasciamo sulla Terra. Secondo l’organizzazione, per soddisfare la domanda umana servirebbero 1,6 Terre. Traggo qualche parola dal sito www.footprintnetwork.org

Proprio come le banche tracciano le uscite e le entrate, il Global Footprint Network misura la domanda e l’offerta di risorse naturali e di servizi ecologici. E i dati fanno riflettere. Il Global Footprint Network stima che in circa 8 mesi consumiamo più risorse rinnovabili e capacità di sequestro della Co2 di quanto il pianeta possa mettere a disposizione per un intero anno. […] Nel 1993 l’Earth Overshoot Day […] è stata il 21 ottobre. Nel 2003 […] il 22 Settembre. Dato il trend attuale una cosa è certa: l’Earth Overshoot Day tende ad arrivare qualche giorno prima ogni anno.

Ecco, non qualche giorno prima; dallo scorso anno (20 agosto) a questo (13 agosto) c’è una settimana!!! Una settimana in un anno. Ne deduco che questa Pillola non è una ripetizione (come temo, a volte: “cheppalle ‘sta qua, dice sempre le stesse cose!”), no, evidentemente non si è mai abbastanza chiari.

In teoria, avendo saputo lo scorso anno che dal 20 agosto stavamo consumando le risorse per l’anno successivo, avremmo dovuto – da subito – cominciare a ridurre i nostri consumi, ciascuno di noi. Invece no. Non l’abbiamo fatto e così, ovviamente, quest’anno le risorse sono finite prima, sempre prima, sempre prima. A me non sembra difficile da capire. Forse perché mio padre mi ha sempre detto: “Se non ci sono i soldi non si fanno le cose” e mettendomi in guardia, sempre, dagli acquisti a rate e dai prestiti e dal chiedere soldi agli amici (o, guai, alle banche/finanziarie/Shylock di Venezia o qualunque altra città…). Ai tempi della vicenda shakespeariana sarebbe bastata “una libbra di carne”, ma qua no; qua ne va della vita di tutti quelli che vengono dopo di noi, partendo dai “nostri” figli e nipoti (se non vogliamo pensare al resto del pianeta, al resto delle persone/animali/piante che lo abitano).

“Da questo giorno in poi stiamo consumando risorse naturali non più in grado di rinnovarsi e scarichiamo il debito sui nostri figli e nipoti. Andiamo in rosso, come in un prelievo eccessivo dal nostro conto corrente, e purtroppo non esiste oggi operazione finanziaria in grado di riportarci in attivo. Siamo la prima generazione a vivere sulle spalle di chi verrà dopo di noi” (Fonte: “Il Fatto quotidiano”)

Avevo 12 anni quando il nostro consumo era pari alle risorse terrestri. Poi basta. È cominciata la tendenza di andare oltre le possibilità della Terra, all’inizio lentamente, poi sempre più esosamente: È stato il 1970 […] l’ultimo anno in cui il consumo dell’uomo è stato pari alle risorse terrestri (www.quotidiano.net) e durante quella calda estate milanese di sera andavamo con mia mamma a mettere i piedi nella fontanella della piazza sotto casa “con i giardinetti”, per trovare un po’ di frescura. Mica accendevamo il condizionatore. Era estate, faceva caldo, era normale avere caldo, e si cercavano soluzioni normali. E non proviamoci neanche a dire che “adesso è esagerato il caldo” perché – paradossalmente – il caldo insopportabile abbiamo contribuito a crearlo noi stessi (senza scomodare la scienza, provate a passare accanto a un condizionatore appeso alla parete di un palazzo e sentite che caldo (artificiale) “butta fuori”, per creare il freddo (artificiale) che “butta dentro”. È un assurdo…

Sulla base delle assunzioni attuali, i dati del Global Footprint Network mostrano che dal 2001 l’Earth Overshoot Day si è anticipato di tre giorni ogni anno. […] ciascun modello scientifico utilizzato per misurare la domanda dell’umanità e la capacità di fornire servizi da parte della natura mostra un analogo trend: siamo oltre il nostro budget ed il debito si sta ingrandendo. È un debito ecologico e l’interesse che stiamo pagando su questo crescente debito – scarsità di cibo, erosione del suolo, e l’accumulo di CO2 nella nostra atmosfera – avrà costi monetari ed umani. […] Se le emissioni proseguiranno al ritmo attuale, sottolineano i ricercatori, nel 2030 per soddisfare il fabbisogno dell’umanità serviranno due Terre.

Quale parte della frase “serviranno due Terre” non ci è chiara?

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