La Marcia della gente per il clima – Ted Glick

Ho iniziato a impegnarmi in azioni e organizzazioni riguardanti la crisi del riscaldamento globale,10 anni fa, nel 2004. La prima cosa che ho fatto è stata di partecipare a una conferenza nazionale relativa a quel problema, a Washington, D.C., all’inizio di gennaio di quell’anno. Sono stato a una conferenza, super eccitato per l’urgenza di questa crisi. Avevo trascorso vari mesi nell’autunno del 2003, a studiare l’argomento, in seguito all’ondata di caldo verificatasi in agosto in Europa che aveva ucciso oltre 30.000 persone. Quello studio mi ha convinto che ci saremmo trovati davanti a una catastrofe climatica molto più presto di quanto avessi pensato, se non costruivamo un movimento forte per una rivoluzione dell’energia pulita. Mi ricordo che la cosa principale che ho fatto alla conferenza è stata di sollevare il problema della necessità di una Marcia di massa su Washington per presentare questo gravissimo argomento nella sua drammaticità e attirare l’attenzione su di esso. Dieci anni dopo, qualcosa di simile alla Marcia su Washington della portata che ricordavo allora fosse necessaria, è ora in programma: una massiccia Marcia della Gente per il clima, con diecine di migliaia di persone, a New York City, il 21 settembre prossimo. Senza dubbio, a meno che viviate lontano o che in quel giorno facciate un’azione per il clima da qualche altra parte (ci sono circa 150 azioni in tutto il mondo in solidarietà con questa e quasi certamente altre in preparazione), l’area del Columbus Circle di Manhattan è il posto dove bisogna essere nella tarda mattinata del 21. Coloro che sono a New York, saranno in compagnia di ambientalisti, sindacalisti, attivisti di colore, reclutatori di persone per varie organizzazioni, attivisti che lottano contro la fratturazione idraulica*, religiosi di varie fedi, rappresentanti di aziende e di scuole, giovani, pacifisti e un sacco di gente comune. Oltre 950 organizzazioni nella data di questo articolo hanno aderito, e oltre 90 “centri” auto-organizzatisi, stanno preparando contingenti per la marcia e, in alcuni casi, altri eventi in quel weekend. L’azione che si svolgerà a New York rifletterà il tipo di ampia coalizione necessaria se vorremo mai dare una svolta a questa nazione e al mondo verso una cultura e una politica basate tutte sulla giustizia, l’unità con la terra, l’amore e la dignità umana. Perché questa azione si svolge il 21 settembre? Perché Ban Ki Moon, Segretario generale delle Nazioni Unite ha preso l’iniziativa di convocare un Vertice sul clima che durerà un giorno, per il 23 settembre a cui parteciperanno molti capi di stato, compresi Obama e Xi Jinping, presidente della Cina. Moon ha in questo modo ha dato il primo posto al tentativo di spingere questi capi di stato di prendere questo problema più sul serio di quanto abbiano fatto finora. Questa iniziativa fa parte della vigilia della Conferenza dell’ONU sul clima che si terrà a Parigi alla fine del 2015 e dove l’obiettivo sarà quello di mettere insieme un reale piano mondiale di azione. E’ realistico aspettarsi moltissimo da quell’incontro? No, ma come si dice sul sito http://peoplesclimate.org , “i leader mondali agiranno soltanto (o saranno in grado di agire) sul cambiamento del clima quando le persone comuni esprimeranno il desiderio e creeranno il mandato politico di agire in questo modo. E’ perciò una buona cosa che i capi di stato discutano sul cambiamento del clima. Non abbiamo una fiducia cieca che il vertice risolverà la crisi. Pensiamo che organizzarsi, mobilitarsi, e costruire i movimenti sociali siano fondamentalmente le azioni che cambiano il corso della storia.” La Marcia della gente per il clima può e deve essere uno spartiacque nella lotta dei popoli del mondo contro il potere permanente dell’industria dei combustibili fossili e dei suoi ricchi alleati retrogradi e complici delle grosse aziende e dei governi, che sono meno dell’1% che dominano su di noi. Deve essere incrementato il ruolo importante che hanno svolto i gruppi per la giustizia ambientale nel dare importanza primaria a questa mobilitazione, come anche l’impegno di importanti sezioni del movimento sindacale e il successo generale nel creare un’ampia unità dell’azione. Il successo della mobilitazione, sollevare il problema in questo modo sei settimane prima delle elezioni di novembre, possono essere utilizzati dagli organizzatori che sono concentrati sul problema del clima, per portare nel dibattito politico problemi relativi al clima, come: stabilire il prezzo del carbonio, il sostegno alle energie rinnovabili, la fratturazione idraulica, l’attività estrattiva sulle cime delle montagne, le esportazioni dei combustibili fossili o delle sabbie bituminose. Il 21 settembre deve dare energia anche a quei settori del movimento per il clima e a quello progressista che comprendono che è necessaria un’azione più energica, quei settori che organizzano un’azione diretta e nonviolenta. Nella maggior misura possibile è necessario che quei settori si mettano insieme anche per comprendere come si possa sviluppare una campagna di azione diretta, sostenuta, continua e in crescita che si concentri sulle istituzioni e sui protagonisti maggiori più responsabili del controllo continuo del carbone, del petrolio, del gas che toccherebbe invece al governo federale, alla maggior parte dei governi degli stati e a molti governi locali. E’ estremamente necessario che il 21 settembre venga considerato dagli storici futuri come una fonte primaria dell’energia, dell’impulso, e dell’attivismo di massa in questo decennio che ha alimentato la rivoluzione del 21° secolo per l’energia pulita che ha evitato una catastrofe climatica. Si, si può! (in spagnolo nel testo, n.d.t.). Ted Glick è in Coordinatore della Campagna Nazionale della rete di dell’Azione per il clima di Chespeake (Virginia). Scritti precedenti e altre informazioni si possono trovare su http://tedglick.com Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo www.znetitaly.org Fonte: http://zcomm.org/znetarticle/the-people-s-climate-march Originale : Tedglick.com Traduzione di Maria Chiara Starace 2 settembre 2014 http://znetitaly.altervista.org/art/15767

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