Una parola di verità per la Palestina

Autore
Gianni D’Elia


Una parola di verità

L’intervista che leggerete qui sotto “Una parola di verità” è stata fatta da don Nandino Capovilla a Michel Sabbah in occasione della presentazione in Italia del film Patriarca del Popolo realizzata da Pax Christi Italia qualche giorno fa.

Nel film, prodotto da Lily Habash e diretto da Mohammed Alatar, il primo patriarca Latino di Gerusalemme arabo palestinese, si racconta. Michel Sabbah è stato patriarca dal 1988 al 2008 ed è stato anche presidente di Pax Christi International.



Arrivato a Gerusalemme nel gennaio 1988 in piena Intifada popolare alla prima domanda dei molti giornalisti presenti ha risposto:

«il popolo palestinese ha bisogno di libertà e ha diritto alla sua Intifada».

E ha continuato:

«non sto dalla parte del popolo palestinese perché sono Palestinese ma perché sono un essere umano e un cristiano e sto dalla parte degli oppressi».

Quando Trump, circa un anno fa, ha proclamato Gerusalemme capitale dello stato di Israele lui ha detto che l’America aveva chiuso la porta alla pace. Gerusalemme ha detto molte volte il Patriarca ora emerito, non è più una città santa ma una città di odio e di guerra. Solo quando entrambi i popoli saranno capaci di amore la città tornerà a essere santa.

Per comprendere ciò che sta succedendo, occorre, come dice il Vescovo, una discussione aperta e completa.

Di fronte all’ennesimo sopruso dello stato di Israele al popolo Palestinese nel quartiere di Geruslaemme est di Sheikh Jarrar, al tentativo di controllo della moschea di Al Aqsa, al continuo crescere delle colonie illegali, al permanere dell’occupazione che rende la vita quotidiana insostenibile di tutti i palestinesi nei territori occupati, la comunità internazionale dovrebbe chiedere fermamente a Israele di fermarsi e di creare le condizioni per uno stato ai palestinesi.

Inoltre, occorre che aumentino le pressioni dei cittadini comuni a livello internazionale, con azioni nonviolente come quelle messe in campo dal BDS (Boicottaggio Disinvestimenti e Sanzioni) che possono contribuire a fare in modo che Israele riveda la sua politica.

C’è bisogno di una pace giusta che riconosca prima di tutto il diritto alla libertà e all’autodeterminazione del popolo palestinese e al contempo riconosca il bisogno di Israele di vivere in sicurezza. La complessità è molta e le contraddizioni da tutte le parti pure, ma la resistenza e la resilienza del popolo palestinese meritano ben altro.



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