Oltre la cultura patriarcale: ripensare il lavoro

Autrice
Teresa Grillo


oltre la cultura patriarcale
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Il quinto incontro del Corso di formazione permanente online “I mercoledì della SET” organizzato dalla Scuola per l’Economia Trasformativa dell’Università per la pace, si è tenuto Mercoledì 3 Marzo. “Oltre la cultura patriarcale: l’economia come cura”, è il tema affrontato dalla filosofa ecofemminista Adriana Maestro, Responsabile del Centro Studi Mediterraneo Sociale e dell’associazione Rita Atria-Giancarlo Siani, a Napoli.

Il lavoro produttivo

Non è affatto scontata l’idea che il lavoro debba avere come suo tratto concettuale qualificante il produrre cose. Questa idea del lavoro, che è quella diffusa nella maggior parte dei Paesi oggi, ha dentro di sé una matrice religiosa, derivante dalla punizione divina, che lo rende un atto obbligato e non piacevole. Con lo sviluppo della manifattura, e poi della grande industria sul terreno del modo capitalistico di produzione, e con la divisione sessuale del lavoro, si accentua sempre di più la concezione secondo cui è lavoro quello che produce oggetti nello spazio fisico della manifattura, della fabbrica. Il lavoro produttivo quindi è essenzialmente quello che produce merci.

Tutto il lavoro che sta fuori dalle manifatture, ma che rende possibile quello stesso lavoro, viene disconosciuto, e insieme a questo lavoro coloro che lo fanno, prevalentemente donne.

Le teorie del valore

Le diverse concezioni del lavoro influenzano certamente anche le teorie del valore. Dal valore-lavoro, secondo cui il valore di un bene è dato dal lavoro incorporato in esso, per cui il lavoro è valore e dà valore; allo spostamento con la teoria utilitaristica del valore – il valore-utilità appunto – sempre di più dal valore del processo di lavoro al valore del bene prodotto. In entrambi i casi è il rapporto capitalistico a decidere tanto delle tecniche di produzione che delle preferenze dei consumatori all’interno di un processo di produzione e di riproduzione il cui fine non è il valore d’uso bensì il valore di scambio: il profitto.

Le riflessioni

C’è la necessità di una rilettura dei termini “lavoro”, “produttivo”, “valore”, “economia”, “cura”.

Bisogna affrontare seriamente il tema del lavoro, del rapporto tra lavoro produttivo e lavoro riproduttivo, dei criteri del valore – sociale ed economico – dei lavori;

dunque, affrontare il tema stesso dell’economia.

Finalizziamo, l’idea di cura, al promuovere i valori della vita. Non si può parlare di cura senza mettere in discussione l’ordine economico e senza andare oltre la cultura patriarcale. Analizziamo i criteri di attribuzione dei valori al lavoro.


Il programma completo del Corso, con gli aggiornamenti periodici dei link alla piattaforma ZOOM utili per accedere alle relazioni, è consultabile nel sito dell’Università per la pace delle Marche.


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