Pic-pillola

Nel senso di «Pillola per il pic-nic», perché comincia a fare caldo, arriva il tempo delle gite fuori-porta e delle scampagnate.

E io ho trovato, proprio ieri, andando in biblioteca per leggere i giornali, una «notizia» che intendo condividere con voi. L’ha scritta Alberto Fiorillo, sul «Venerdì» del quotidiano «La Repubblica», a p. 57, e lo ringrazio tantissimo. Il titolo recita più o meno «Carta o tessuto? Sulla tavola non c’è partita», anche se la «tavola» è un prato, o un muretto, o l’impiantito in legno di un rifugio in montagna…

Lo scritto di Fiorillo riguarda l’eterno dilemma «meglio la tovaglia di stoffa o quella di carta?», perché, si dice, la tovaglia di stoffa va lavata, asciugata, stirata… (e lo stesso i tovaglioli, i fazzoletti, le mutande. Sì, ci sono persone che indossano mutande usa e getta, ci credereste?).

Basta! Sono stufa di sentire questa storia! Non ci vorrebbero nemmeno degli studi per capire che comunque la stoffa è meglio della carta (magari se non abbiamo/usiamo/compriamo l’asciugatrice è ancora meglio…), ma ora, grazie ad Alberto Fiorillo, e non solo, credo, ci sono dei dati: «L’intero ciclo di un set in tessuto (circa 100-125 utilizzi) costa la metà rispetto a quello monouso […] genera mezzo chilo di gas serra e consuma 950 litri di acqua. […] il ciclo produttivo della cellulosa usa e getta (materie prime, fabbricazione, imballaggio, distribuzione, uso e smaltimento) è di gran lunga più dispendioso). (Con la collaborazione di Ambiente Italia)».

Anche se poi i tovaglioli li buttiamo nel contenitore della carta, anche se i tovaglioli sono di carta riciclata, anche se poi li usiamo per accendere il fuoco, è sempre meglio la stoffa. Anche perché, scusate, se siamo «ecologici» e non buttiamo via tutto dopo l’uso, ma ci riportiamo in città la tovaglia, i tovaglioli eccetera per conferirli nel contenitore della raccolta differenziata, non è più furbo riportarci indietro la tovaglia e i tovaglioli di stoffa (che magari scopriamo di poter usare ancora una o due volte sulla tavola di casa prima di lavarli)? Non capisco il vantaggio, se non quello «illusorio» di non dover fare il lavoro di lavare, stendere, stirare e riporre la tovaglia e i tovaglioli di stoffa. E non ho volutamente scritto di piatti, bicchieri e posate…

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