Aldilà dell’impudenza: gli USA accusano il Venezuela di narco-terrorismo | Roger D. Harris

print

Secondo la parabola, il figlio ingrato sottoscrive una polizza assicurativa sulla vita dei suoi genitori, li assassina per riscuoterla, ma viene scoperto e condannato. Al giudice che prima della sentenza gli chiede se abbia qualcosa da dire a suo discarico, risponde: “chiedo clemenza perché sono orfano”. Quel che si dice impudenza estrema.

Gli atti d’imputazione del ministro della giustizia USA Barr contro il governo del Venezuela il 26 marzo u.s. per narco-terrorismo vanno oltre l’impudenza estrema. Per i principianti, William P. Barr era patrocinante capo per l’aviolinea CIA Air Transport implicata negli anni 1980 nel traffico di droga e il relativo narcoterrorismo durante l’operazione illecita Iran-Contra.

Le accuse USA di traffico di droga al Venezuela sono il colmo dell’ipocrisia. La principale fonte mondiale d’eroina è l’Afghanistan occupato dagli USA stessi; che sono pure il massimo mercato mondiale di cocaina. Il presidente dell’Honduras, Juan Orlando Hernández (JOH), è il più recente di una filza di presidenti corrotti dal colpo di stato del 2009 assistito dagli USA. JOH è stato identificato in ottobre come cospiratore non imputato da una corte federale USA per contrabbando di cocaina del valore di svariati milioni di dollari negli USA.

La Colombia è il principale stato cliente USA in LatinAmerica, distinto per essere il maggior ricevitore di aiuti militari USA dell’emisfero [ovest]. Hillary Clinton definì il Plan Colombia un modello per la LatinAmerica; che pure è il maggior fornitore di cocaina illecita del pianeta. E ciò solo scalfendo la superficie della storia di complicità USA nel narco-traffico internazionale.

Le false accuse criminali del governo USA contro quattordici alti funzionari venezuelani sono per presunto coinvolgimento nel traffico di internazionale. Il governo USA ha effettivamente posto una taglia di 15 milioni di $ sul presidente venezuelano Maduro e taglie di 10 milioni di $ ciascuna per il capo dell’Assemblea Costituente Nazionale e altri alti funzionari ed ex-funzionari.  Trent’anni fa, gli USA promisero una ricompensa di 1 milione di $ sulla testa di Manuel Noriega, allora presidente di Panama, per accuse di narcotraffico. Noriega era stato a lungo un elemento prezioso di sicurezza USA e d’assistenza nella loro sporca guerra dei Contra contro il governo sandinista in Nicaragua. Noriega aveva anche utilizzato il patronato USA per consolidare il proprio potere a Panama e i suoi legami con i cartelli della droga colombiani. Tuttavia, verso la fine della sua permanenza in carica, Noriega non dimostrava un sufficiente livello di servilismo verso i suoi burattinai USA e fu deposto nell’invasione USA di Panama del 1989, che costò la vita di innumerevoli civili.

Come ammonisce RT: “L’imputazione USA al presidente venezuelano Nicolás Maduro e ai suoi subordinati per narcotraffico riecheggia la base logica avvalsa per invadere Panama e rapire il suo leader”. A differenza del caso Noriega, dove il presidente panamense fu processato per massiccio traffico di droga con la conoscenza e piena protezione della CIA e di altre agenzie di sicurezza USA, mancano prove contro i venezuelani.  Le asserzioni USA che funzionari venezuelani stiano cospirando per “inondare gli Stati Unit di cocaina” sono del tutto infondate. Perfino il WOLA (Ufficio di Washington per la LatinAmerica), un think tank che sostiene un cambiamento di regime per il Venezuela, ha riscontrato in un recente rapporto dettagliato basato sugli stessi dati governativi che i fatti non giustificano tali asserzioni campate in aria.

L’autorevole Consolidated Counterdrug Database interagenzia USA riferisce infatti che 93% della cocaine diretta negli USA viene trafficata per rotte caribiche occidentali e pacifiche orientali anziché via costa caribica orientale venezuelana. Oltre il sestuplo della cocaina nel 2018 è transitata nel Guatemala alleato USA rispetto al transito per il Venezuela – dove, sì, c’è un certo flusso di droga, ma decisamente minore rispetto a quello attraverso gli stati-clienti USA, e i cui responsabili sono bande criminali combattute appunto dai funzionari imputati. La coca viene coltivata e lavorata nella vicina Colombia, non nel Venezuela. Pur sostenendo le azioni del governo per minare le istituzioni statali venezuelane, il WOLA riconosce: “Le istituzioni statali del Venezuela si sono deteriorate … In tale ambiente hanno prosperato gruppi armati e strutture organizzate criminali, ivi compresi i gruppi di traffico della droga”. E conclude: “I dati del governo USA suggeriscono che, nonostante queste sfide, il Venezuela non è un transito primario per la cocaina diretta negli Stati Uniti, la cui politica verso il Venezuela dovrebbe dichiararsi su una comprensione realistica dello smercio internazionale di droga”.

Le imputazioni USA contro il governo del Venezuela sono un’impennata della politica tesa a un cambiamento di regime. Sempre dacché Hugo Chávez fu eletto presidente del Venezuela nel 1998 e varò la Rivoluzione Bolivariana, l’ostile governo USA ha lanciato accuse coerentemente infondate di narcotraffico. Più recentemente l’amministrazione Trump ha cercato di sostituire il presidente del Venezuela democraticamente eletto con un elemento di sicurezza scelto e istruito dagli USA. Juan Guaidó, l’uomo consacrato da Trump ad essere presidente del Venezuela, non aveva mai concorso per la presidenza né prestato servizio da presidente ed era sconosciuto all’ 81% della popolazione venezuelana al tempo della sua auto-dichiarazione come presidente. Oltre a queste dubbie qualifiche, Guaidó ha collaborato con il cartello della droga e gruppo    para-militare di destra noto come Los Rastrojos posando perfino per foto con qualche suo operativo, poi postate su Twitter. 

Le misure coercitive unilaterali sempre più soffocanti imposte al Venezuela dagli USA hanno creato un blocco, che costa al Venezuela più di 100.000 vite. Le sanzioni non sono un’alternative alla guerra bensì una forma economica di guerra e altrettanto letale. In quanto tali, le sanzioni economiche unilaterali sono un’esplicita violazione del diritto internazionale ai sensi dello statuto dell’ONU e dell’Organizzazione degli Stati Americani, e addirittura della legge USA.

Purtroppo, il Venezuela non è solo. Le sanzioni dell’impero canaglia ora rovinano un terzo della popolazione mondiale in 39 paesi.

Quest’ultima escalation della guerra ibrida USA contro il Venezuela ha luogo nel contesto della pandemia globale coronavirus, che l’impero USA considera un’opportunità di ulteriore attacco al popolo venezuelano reso più vulnerabile dalla crisi sanitaria. Il dipartimento di Stato USA ha effettivamente dichiarato un “marzo di massima pressione” contro il Venezuela. Al servizio dell’impero, Twitter ha chiuso gli account dei ministeri venezuelani della sanità, della scienza, dell’istruzione e delle abitazioni.

Frattanto, Cuba, Russia, e Cina stanno tutte sostenendo materialmente i riusciti sforzi del governo Maduro di contenere la diffusione del COVID-19 in Venezuela. In contrasto a questa solidarietà internazionalista, gli USA sono nel bel mezzo dei maggiori war game da 25 anni, Defend Europe 20, in contravvenzione ai protocolli di quarantena dell’Organizzazione Mondiale di Sanità.

Le parole non possono descrivere a sufficienza l’inumana perfidia della risposta dell’impero USA alla pandemia. Questa dovrebbe essere l’ora per il governo USA di:

  • Lasciar cadere le imputazioni vacue contro il presidente Maduro e altri funzionari venezuelani.
  • Togliere le inumane e illegali sanzioni al Venezuela in modo che esso possa comprare farmaci e attrezzatura per combattere meglio la pandemia coronavirus.
  • Riprendere rapporti normali con il Venezuela basati sul rispetto alla sovranità nazionale.

Roger Harris è membro della Rete TRANSCEND e il recentissimo ex-presidente della Task Force on the Americas, un’organizzazione 33enne per i diritti umani in solidarietà con i movimenti per la giustizia sociale della LatinAmerica e del Caribe. E’ attivo nella Campaign to End US-Canadian Sanctions against Venezuela ed è nel comitato centrale statale del Peace and Freedom Party, unico partito socialista qualificator alle elezioni in California. Ha visitato recentemente la Siria per una conferenza internazionale sugli impatti delle sanzioni economiche degli USA ed alleati su oltre 30 paesi al mondo.


TRANSCEND MEMBERS, 6 Apr 2020 | Roger D. Harris – TRANSCEND Media Service
Titolo originale: Beyond Chutzpah: US Charges Venezuela with Narco-Terrorism

Traduzione di Miki Lanza per il Centro Studi Sereno Regis