Organizzati e felici| Recensione di Angela Dogliotti

Daniele Novara, Organizzati e felici, BUR Parenting (Rizzoli), Milano 2019 pp. 320, € 16,00

L’ultimo libro di Daniele Novara, Organizzati e felici, recentemente edito dalla Bur, è un manuale per genitori, per aiutarli ad affrontare positivamente le sfide educative dei figli, dai primi anni all’adolescenza.

Basandosi sulla sua pluridecennale esperienza di formatore, pedagogista e counselor, nella quarta di copertina Novara così sintetizza il suo approccio: «Non siete amici dei vostri figli e non siete i loro psicologi. Una famiglia felice è una famiglia che prima di tutto si sa organizzare nei ruoli, nei compiti educativi e nelle regole chiare».

In quella che Christopher Lasch ha chiamato «l’età del narcisismo», cioè quella mutazione antropologica che ha attraversato le società occidentali tra gli anni Settanta e Ottanta, «[…] la società dei legami, della condivisione, della famiglia allargata, della comunità in quanto tale […] quel tipo di società dove sentirsi importanti significava essere utili agli altri, a una causa condivisa, a un ambiente più ampio, si stempera, evapora progressivamente per lasciare spazio a un’idea antropologicamente inedita per cui ciò che conta è la caratterizzazione personale, l’individuo in quanto tale, la capacità di rendersi visibile» (p. 37).

Tale cambiamento si riflette immediatamente nella gestione dei bambini, che vengono ritirati in famiglia. I genitori di oggi sono i primi «bambini ritirati», la prima generazione nata all’interno della mutazione narcisistica, e sono molto fragili e disorientati sul piano educativo.

Il libro si propone perciò di offrire dei punti fermi, dei princìpi orientativi che possano supportare il cammino di una nuova e inedita genitorialità.

Uno di questi princìpi cardine è la «giusta distanza», che consente da un lato di riconoscere e rispettare la «diversità» infantile, dall’altro di tutelare la privacy di entrambi, adulti e bambini.

La prospettiva è quella di creare una buona organizzazione educativa basata su tre binari:

  • Ogni cosa a suo tempo
  • Gioco di squadra dei genitori
  • Concretezza e regole

Il manuale prende così in esame le diverse tappe dello sviluppo infantile suggerendo, per ognuna, gli atteggiamenti e i comportamenti più adeguati.

Dalla prevalenza del codice materno dell’accudimento nei primi sei anni di vita al progressivo affermarsi del codice paterno dell’autonomia e delle regole dalla preadolescenza in poi, ogni tappa è analizzata attraverso esempi concreti, e sono offerti diversi suggerimenti pratici di comportamento.

Particolare attenzione è riservata alla regola come principio organizzativo che consente la libertà; all’educazione al conflitto (imparare a litigare bene) e alla creazione di un setting capace di fare da argine e di accompagnare la crescita soprattutto nei periodi critici della preadolescenza e dell’adolescenza, facilitando l’inevitabile distacco, necessario per «prendere il volo» e realizzare le proprie potenzialità.

In una simile prospettiva, i genitori possono crescere come persone insieme ai loro figli, ma ciascuno al proprio posto: i genitori fuori dalla loro infanzia, i figli dentro alla propria. Una buona educazione comporta, infatti, il saper guardare indietro, ma per andare avanti. Come nello specchietto retrovisore, una buona metafora per indicare un corretto posizionamento relazionale in ambito educativo.

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