Morte cerebrale per ONU e comunità internazionale? | Anthony Judge

Given Criteria Recognizing That NATO Is Brain Dead?

Introduzione

Il mondo si è trovato a fronteggiare l’asserzione del president francese Macron che la NATO è “in morte cerebrale” (Emmanuel Macron ammonisce l’Europa: la NATO sta entrando in morte cerebraleThe Economist, 7 nov. 2019; La NATO sta patendo una ‘morte cerebrale’, sostiene il presidente francese Macron: France24, 7 nov. 2019; La NATO è davvero afflitta da ‘morte cerebrale’ come asserisce il presidente francese Emmanuel Macron? France24, 8 nov. 2019).

Quest’asserzione è stata variamente e vigorosamente disputata, benché alcuni commentatori accettino che ci sia una dose di merito nella sua argomentazione, che sia  stata o meno  presentata in modo inappropriato (Macron dice che la NATO è in ‘morte cerebrale’ a causa di TrumpThe New York Times, 7 nov. 2017(>>9); L’alleanza NATO è in morte cerebrale, dice MacronBBC News, 7 nov. 2017(>>9); La critica di Macron sulla ‘morte cerebrale’ lascia inerti gli alleatiBloomberg, 7 nov. 2017(>>9); Merkel respinge l’ammonimento di Macron sulla NATO ‘in morte cerebrale’Financial Times, 7 nov. 2017(>>9); Stoltenberg a Macron: la NATO non è ancora mortaForeign Policy, 7 nov. 2017>>9).

Anziché esplorare il caso sollevato sulla sola NATO, come molti sceglieranno di fare, c’è da far presente che il problema istituzionale diagnosticato è ben più fondamentale e generale; cosa giustificata dagli ammonimenti di molti commentator e rapporti istituzionali che la governance oggi — sia globale, regionale o nazionale — possa essere immediatamente percepita sopraffatta in modi che ne suggeriscono la “morte cerebrale” come diagnosi appropriata. John Laughland arriva al punto che: siamo giunti a capire che la morte cerebrale politica è una malattia contagiosa che ha ormai infettato tutti i capi europei, ivi compreso purtroppo l’attuale occupante dell’Eliseo (Macron dicendo che la NATO è in ‘morte cerebrale’ può aver ragione, ma non è proprio una notizia inaudita, RT, 9 nov. 2019). Aspetti di quest’argomentazione sono recensiti separatamente (Indicatori di volontà politica, capacità riparatoria e di tener testa? Ingovernabilità e indifferenza all’analisi in quanto generata da una popolazione in aumento, 2019). Per quanto controverso, il crollo istituzionale e societario è variamente previsto riguardo al sistema finanziario, alle risorse o all’ambiente — per non parlare delle crisi di governo democratico, come già discusso (Ingovernabilità della democrazia globale sostenibile? 2011).

Non c’è da aspettarsi alcun grado di consenso sulla diagnosi o la prognosi poiché parte della sfida è che qualunque consenso significativo è sempre più un miraggio (La delusione del consenso: misteriosa attrattiva che mina la civiltà globale come attualmente immaginata, 2011). Si è reso da tempo evidente che la capacità di trattare fruttuosamente il complesso di temi associate a tale diagnosi è essa stessa discutibile, come sostenuto separatamente (Capacità di governance efficace [=in grado di fronteggiare] come pericolosamente discutibile: il riconoscimento delle ipotesi inziali e delle domande non poste affrontando una crisi, 2019). Il discorso  velenoso” attualmente riconosciuto fra fazioni politiche opposte è esemplificato in ambito USA, Regno Unito, Francia e Germania. Si potrebbe addirittura dire che la governance della Francia esibisce alcuni fra i sintomi che il suo presidente attribuisce alla NATO? E in quanto alla UE? E ad altre presunte fonti d’intuizione feconda, come il Club di Roma o il Forum Economico Mondiale?

Sintomatica della “morte cerebrale” istituzionale al momento è l’incoerenza delle risposte a temi inquadrati come priorità, specificamente soprattutto il mutamento climatico, le risorse, le migrazioni e il degrado ambientale. La serie primaria di reazioni strategiche è inquadrata negli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU — già per sé successori di altri schemi dimenticati salvo che per la loro inefficacia – che comprendono gli Obiettivi di sviluppo del millennio e l’Agenda 21. Come recentemente fatto notare dal Segretario Generale ONU, i mezzi finanziari richiesti per gli OSS al passo attuale sono lontanissimi dall’essere raggiunti, come per gli impegni assunti per il Fondo Verde per il Clima (Thalif Deen, L’ONU si rivolge a investitori globali per i miliardi necessari per la sua Agenda di Sviluppo 2030Other News, 29 ott. 2019). E’ inoltre per nulla chiaro se i fondi, qualora ottenuti, possano essere effettivamente utilizzati come previsto.

E’ ovviamente il presidente Trump ad aver messo fortemente in questione l’efficacia della NATO alla luce del mancato adempimento degli alleati europei dei propri impegni d’acquisto di armamenti — specialmente dagli USA. Data la sua coincidenza temporale, la valutazione del presidente Macron potrebbe essere subito derubricata a risposta per le rime al recente ritiro formale USA dall’ Accordo sul mutamento climatico — con il relativo impegno di risorse (Accordi climatici di Parigi: gli USA notificano all’ONU l’intenzione di recedereBBC News, 5 nov. 2019). Questo solleva la domanda se quell’accordo sia esso stesso ormai da considerarsi in qualche modo “in morte cerebrale”. Ironicamente capita allorché il presidente Trump sta di fronte alle procedure di impeachment per comportamento da parte del popolo americano ripetutamente messo in  questione dalle professioni di salute mentale. Come il proprio capo, e comandante di quello che è acclamato come il più potente esercito al mondo, sono gli Stati Uniti stessi vulnerabili a una diagnosi di “morte cerebrale”?

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TRANSCEND MEMBERS, 11 Nov 2019 | Anthony Judge | Laetus in Praesens – TRANSCEND Media ServiceTitolo originale: Are the UN and the International Community Both Brain Dead?
Traduzione di Miki Lanza per il Centro Studi Sereno Regis

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