Aggressivi da paura. Come gestire i conflitti – Recensione di Nanni Salio

Marco Bertoluzzo, Valter Bouquiè, Aggressivi da paura. Come gestire i conflitti, EGA, Torino 2012, pp. 109

Lentamente, si fa strada l’idea che i conflitti non siano necessariamente sinonimo di violenza e che sia possibile, e doveroso, affrontarli in maniera positiva e costruttiva. Da tempo, Marco Bertoluzzo svolge un’attività sia di ricerca sia di intervento sul campo, per la gestione dei conflitti.

Nel primo capitolo, Bertoluzzo passa in rassegna le principali teorie dell’aggressività., mentre dedica il secondo all’analisi delle dinamiche del conflitto. E’ sottinteso, ma è bene esplicitarlo, che si parla di conflitti “simmetrici”, nei quali le parti confliggenti hanno grosso modo lo stesso potere. Altra cosa, ma non è questo il tema affrontato nel libro, la situazione di conflitti “asimmetrici”, con forti disparità di potere. Inoltre, sono presi in considerazione conflitti interpersonali, o al più su piccola scala.

Teoria e pratica della trasformazione nonviolenta dei conflitti, dal micro al macro, è invece il lavoro al quale si dedica da tempo Johan Galtung con la rete Transcend. Sarebbe interessante confrontare esperienze e metodologie diverse. Così come di grande utilità anche il confronto con le esperienze condotte dalla Rete IPRI-Corpi Civili di Pace, che opera non solo su scala internazionale, ma anche su scala locale, come in Campania, nel contesto delle attività malavitose della camorra.

Il terzo capitolo del libro è curato da Valter Bourqiè, commissario del Nucleo di prossimità del Corpo di polizia municipale di Torino. Il suo lavoro è frutto di corsi e seminari svolti per le forze di polizia municipale e forze dell’ordine. Centrato sulla percezione della paura e sui problemi della sicurezza e delle emergenze si rivolge anche, più in generale, a cittadini e operatori impegnati nella prevenzione di conflitti violenti.

Il libro si chiude con nove utili schede operative che illustrano situazioni di conflitto di varia natura, dall’interpersonale a conflitti nele aree urbane, offrendo una traccia e suggerimenti per una loro trasformazione positiva.

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