Pellicola? Solo se cinematografica…

Si può dire «mi sono rotta!» nella «Newsletter»? Basta con la pellicola trasparente! È stata illegale ovunque tranne che in Italia (no, non so se è proprio così, ma mi piace pensarlo. È vero invece che conteneva PVC e quindi non si poteva più usare, poi hanno cambiato la composizione e ora sull’etichetta non si legge più la sigla PVC…), inquina quando la si produce, e senz’altro nello smaltimento, inquina i cibi che «protegge», fa schifo a toccarla, c’è la sua scatola con il lato seghettato (cartone+metallo+colla) perché non siamo più neanche capaci di tagliare con le forbici e tutto dev’essere veloce, comodo …zac!
Vediamo: perché dobbiamo coprire il cibo con la pellicola trasparente?
Perché lo abbiamo avanzato (sarebbe megliio misurare le quantità e non avanzare il cibo, perché – oltretutto – riscaldarlo non è che sia proprio salutare).
Perché non si secchi (giusto, ma ci sono molti altri modi). Per esempio contenitori ermetici, di vetro, comprati una volta per tutte – almeno finché non si rompono; i coperchi – per le pentole; i sacchetti! Ogni sacchetto può trasformarsi in un salva-cibo. Ormai quasi ogni alimento è racchiuso in un sacchetto che, una volta, svuotato, può contenere l’alimento che avremmo avviluppato nell’odiosa pellicola. Personalmente a volte prendo l’intera tazza, con dentro l’alimento da proteggere dall’ossidazione/disseccamento e la infilo tutta dentro a un sacchetto che chiudo ben bene e metto il tutto dentro al frigorifero. L’effetto è lo stesso, ho tolto l’aria! Ci sono sacchetti di tutte le misure: perché un sacchetto che ha contenuto i fusilli non può contenere un pezzo di formaggio, avvolto nella carta con cui si è comprato e chiuso, magari anche con un «legaccino» di quelli con l’anima di ferro? E anche i legaccini con l’anima di ferro, mica si comprano eh! Si recuperano dalle confezioni nuove di pan carrè, dal sacchetto di minestrone acquistato dal contadino, dai sacchetti di grissini…
Sono infinite le possibilità di recuperare un sacchetto e riutilizzarlo, senza comprarlo.
Poi ci sono i barattoli, sì avete capito bene, tutti quei barattoli che riempiono a volte le nostre credenze, sì proprio quelli della marmellata, con il loro bel tappo «a tenuta». Che cosa ci impedisce di mettere lì dentro quel cibo che avremmo invece lasciato in una ciotola ricoperta con la pellicola? La mozzarella avanzata? Si lascia nel suo sacchetto, col suo liquido, e si mette il tutto dentro a un barattolo col tappo ermetico. Le verdure lessate? Si mettono dentro a un contenitore col tappo. Il pane? Giammai a contatto con la pellicola: si mette dentro al suo sacchetto di carta e poi dentro a uno dei sacchetti con cui ormai ci obbligano a comprare le verdure nei supermercati (che cosa ci facciamo con quei sacchetti? Sono troppo sottili per usarli come shopper, oppure non hanno i manici, ma sono pur sempre di plastica e quindi a tenuta d’aria perciò…). Evitiamo di comprare. usare, buttare la pellicola. Tra l’altro quanto costa? E vi risparmio la predica sulla pellicola di alluminio, ancora pù dannosa a contatto col cibo, ancora più dannosa per l’ambiente.
Barattoli, sacchetti riutilizzati, pentole e coperchi, contenitori appositi. Io mi ricordo che mia mamma metteva semplicemente un piatto capovolto sulla pasta avanzata…
e buon film!

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