Avvio del progetto “Le manifestazioni dell’odio online: diritto, tecnologia e formazione” | Giorgia Beccaria

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«Con l’augurio che presto o tardi, mettendo insieme tutti i nostri tasselli, riusciremo a far emergere e rendere (con)vincenti nuovi modi di raccontare il mondo, capaci di mettere all’angolo la violenza, discriminazione e abusi, e di rimettere al centro la cura delle parole, i diritti delle persone».

Federico Faloppa, #Odio. Manuale di resistenza alla violenza delle parole, UTET, Torino 2020.

L’Università degli Studi di Torino, Dipartimenti di Giurisprudenza e Informatica, insieme al Centro Studi Sereno Regis hanno dato avvio in queste settimane all’iniziativa “Manifestazioni dell’odio online: diritto, tecnologie, formazione”.

Il progetto, finanziato dalla Fondazione CRT di Torino, è nato dalla volontà d’indagare le modalità più efficaci per contrastare i fenomeni d’odio online e riuscire a rispondere ai bisogni sempre più impellenti di formazione sugli strumenti giuridici e informatici a disposizione delle vittime della violenza sul web.

Il programma di lavoro prevede una prima fase di ricerca, volta a ricostruire il quadro giuridico delle manifestazioni dell’odio online e studiare dal punto di vista tecnologico la sua propagazione, seguita dalla creazione e realizzazione di formazioni educative innovative e specifiche sull’odio online e come sia possibile contrastarlo attraverso la prevenzione e l’educazione alla pluralità.

I percorsi formativi saranno rivolti a docenti, educatori, operatori giovanili, attivisti e peer educator della città di Torino e saranno condotti attraverso metodologie non formali, percorsi di peer education e strategie educative adoperate con successo da molti anni dagli educatori, pedagogisti e attivisti del Centro Studi Sereno Regis.

Il cuore del progetto saranno le formazioni rivolte alla comunità educante, momenti pensati al fine di creare un effetto a cascata di saperi e conoscenzi che possano continuare a essere trasmessi dalle figure educative di riferimento ai giovani e dai giovani ad altri giovani. Solo in questo modo si potrà iniziare a percorrere la strada di un ambiente digitale abitato da persone consapevoli e preparate ad affrontare la complessità dell’online.

Secondo il Rapporto annuale sull’uso del web in Italia redatto da We are social e Hootsuite in media le persone trascorrono all’incirca 11 ore al giorno su Internet: dal navigare per la ricerca d’informazioni all’uso di social network, piattaforme on demande e streaming. (2019, Hootsuite)

A oggi la rete diviene quindi uno dei principali luoghi di circolazione di conoscenza, informazione, intrattenimento e scambio di relazioni con le altre persone.

Condividere, postare e commentare si traducono in azioni e linguaggi specifici del mondo virtuale e ci danno accesso diretto alla dimensione sociale e di partecipazione che il Web 2.0, sopratutto per le generazioni più giovani nate nella disponibilità illimitata di “virtualità”.

Conoscere i nostri diritti nel mondo online, il funzionamento delle tecnologie che usiamo quotidianamente e attrezzarci all’incontro con l’altro nel web sono prerogative ormai urgenti che chiamano tutti e tutte noi all’azione per la creazione di una comunità virtuale etica e plurale che non lascia spazio all’odio e alla violenza.