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Rinviato – Documentario | “Pino, vita accidentale di un anarchico”

giovedì 26 Marzo | ore 21.00

A seguito del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 marzo 2020 l’evento è rinviato a data da destinarsi.


Quarto appuntamento della terza rassegna “gli occhiali di Gandhi” con il documentario PINO, VITA ACCIDENTALE DI UN ANARCHICO di Claudia Cipriani, Silvia e Claudia Pinelli e Niccolò Volpati

Italia, 2019, 55’.

Era la notte tra il 15 e il 16 dicembre 1969 quando il ferroviere, anarchico e partigiano Giuseppe Pinelli, detto “Pino”, moriva a 41 anni precipitando da una finestra della questura di Milano, dove era trattenuto per accertamenti dopo l’esplosione della bomba alla Banca Nazionale dell’Agricoltura di Milano: il documentario va alla scoperta dell’uomo, del marito e del padre, con le sue idee, le sue passioni, i suoi affetti, attraverso il racconto delle figlie, partendo proprio da quel fatidico 1969, quando avevano 8 e 9 anni.

La regista e le figlie di Giuseppe Pinelli saranno presenti in sala.

PINO from Claudia Cipriani on Vimeo.


Il Centro Studi Sereno Regis presenta, a partire da giovedì 27 febbraio 2020 presso la sala Gabriella Poli, nella sede di Torino, in via Garibaldi 13, la terza rassegna cinematografica ispirata al premio “gli occhiali di Gandhi”, che quest’anno festeggia i dieci anni di presenza al Torino Film Festival. La rassegna anche quest’anno sarà sostenuta dal Convitto Nazionale Umberto I, cui si affianca la collaborazione con l’Associazione Nazionale Museo del CInema, Cinemambiente e con l’associazione Mosaico.

«Una selezione che spazia dalla storia civile italiana alle anteprime curde, passando per la questione ambientale sempre più urgente e, su un tono più intimo, il delicato ritratto della artista lituana Nijole Siveckas – dichiara Dario Cambiano, responsabile del settore cinema per il Sereno Regis – una rassegna di film originali, che denunciano la violenza nei conflitti della nostra società, e che provano a proporre soluzioni nonviolente: film che ci possono educare alla pace».

L’inaugurazione sarà giovedì 5 marzo con un esperimento: la proiezione pubblica di un web doc, “Lontano dai confini”, di Karim Metref e Mauro Ravarino; un modo diverso, più partecipato, di raccontare una storia. Un webdoc interattivo che riflette sul tema del diritto alla mobilità e sulle ragioni profonde che portano le persone a partire, a decidere di rimanere dove sono, a ritornare, attraverso un percorso interattivo, fatto di interviste, dati, immagini, parole.

Giovedì 12 marzo è la volta del documentario “The climate limbo”, di Paolo Caselli, Francesco Ferri, Elena Brunello. “The Climate Limbo” racconta il nesso tra cambiamento climatico e migrazioni. Attraverso le storie di Queen, fuggita dalla Nigeria a causa dei danni causati dal petrolio sull’ambiente, di Rubel, scappato dalle feroci inondazioni del Bangladesh e le voci di Francesco, Luigi e Carlotta, agricoltori e allevatori italiani che si confrontano con il problema della desertificazione e della perdita di biodiversità in Italia, il film vuole documentare come il cambiamento climatico spingerà sempre più persone a lasciare la propria terra. A fare da cornice scientifica sono un glaciologo, un fisico climatologo e un avvocato che si occupa di diritti dell’immigrazione.

Giovedì 19 marzo una anteprima torinese: “Nijole” il documentario di Sandro Bozzolo che ci porta a casa di Nijole Sivickas, l’artista lituana emigrata in Colombia e madre di Antanas Mockus, lo straordinario e nonviolento sindaco di Bogotà, che sostituì i vigili urbani corrotti con un esercito di clown, mimi e performers e che spronò la cittadinanza alla partecipazione attiva alla cosa pubblica. Una riflessione su arte e impegno politico.

Giovedì 26 marzo, sarà proiettato “Pino, storia accidentale di un anarchico”, evento che vedrà la presenza in sala della regista Claudia Cipriani e di Silvia e Claudia Pinelli, figlie di Pino: il documentario infatti racconta, attraverso lo sguardo delle figlie, la vita del ferroviere anarchico ucciso mentre era nella Questura di Milano, il 15 dicembre del 1969. Un ritratto commosso di un uomo che viveva con passione l’impegno politico.

Giovedì 9 aprile il documentario “Rotta Contraria” di Stefano Grossi. Un’opera lucida e analitica sulle motivazioni che spingono tanti italiani a cercare lavoro in Albania, la terra dalla quale migliaia di persone scapparono trent’anni fa, dando di fatto inizio alla lunga stagione delle emigrazioni economiche verso l’Occidente. Ora, gli italiani vanno là per cercare lavori che in Italia non sono più disponibili. La globalizzazione del migrante!


Ingresso unico a 5 euro. Per studenti, docenti, educatori e personale del Convitto Nazionale Umberto I sarà possibile acquistare l’abbonamento alle cinque proiezioni al prezzo speciale di 20 euro.


L’ultimo appuntamento della rassegna:

Giovedi 9 aprile, ore 21:00
ROTTA CONTRARIA
di Stefano Grossi
Italia, 2019, 80’

Il viaggio degli italiani verso l’Albania, trent’anni dopo le migrazioni albanesi, è lo svelamento delle storture del mercato globale e della crisi sistemica del sistema economico. Andare a trovare lavoro in Albania perché in Italia non ce n’è più è ironico e triste. Uno sguardo analitico, appassionato e partecipe, sulle vite di chi sceglie di andare dall’altra parte dell’Adriatico.

Luogo

sala Poli
via Garibaldi, 13
Torino, 10122
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Telefono:
+39011532824