Da problema nasce problema…

Il problema originario di cui parlo è quello di andare ognuno ad abitare da solo nel proprio piccolo monolocale; il problema di cui parlo è la fine della vita comunitaria, quella in cui si abitava una grande cascina, con la corte in mezzo ma ognuno con la propria abitazione. Così i bambini non erano un problema, gli anziani non avevano bisogno di badanti – straniere – prezzolate, gli animali non avevano bisogno di costose/i dogcatsytter: semplicemente non si andava da nessuna parte se c’erano animali, perché le mucche vanno munte ogni giorno – non c’è agosto che tenga – e così le capre, e le galline occorre nutrirle, e così i cani e i gatti.

cascina

Il problema che nasce dal problema è quello di tenere un cane in un appartamento, con la conseguente necessità di uscire una o due volte al giorno per “farlo camminare” e  (permettergli di fare la pipì e la cacca (che – altro problema da un problema da un problema – deve essere raccolta, con un sacchetto di plastica, per poi buttarla nel cassonetto, così non può nemmeno servire da compost!).

Ma tant’è, circa 60 milioni di animali (circa 7 milioni sono cani e altrettanti sono gatti), quasi uno per ogni abitante dell’Italia, abitano le nostre case e – anche se io non sono d’accordo – migliorano le nostre vite (ma certo non le loro), si dice.

Il vero motivo di questa Pillola è tuttavia l’altra abitudine che – nata anch’essa da un problema: separare la vita dal lavoro, oggi non si lavora per vivere, si lavora per avere dei soldi per vivere – ormai è obbligatoria: la vacanza. E se si ha un animale domestico è un problema andare in vacanza.

/nas/wp/www/cluster 41326/cssr/wp content/uploads/2015/07/cane abbandonato in estate

Tralasciando per decenza la soluzione che in molti trovano abbandonando l’animale da qualche parte, ne ho cercate altre. Per esempio io co-abito in una casa col giardino e già dall’estate scorsa – e in questa si ripeterà – una concittadina amica porta il suo cane qui a trascorrere il breve periodo in cui lei fa un viaggetto. Tra poco arriverà un giorno con cane, cibo e “copertina di Linus” (anche se il cane si chiama Baruc) lasciando qui in tutta tranquillità il suo amico.

Questa sarebbe la soluzione ideale, ma – come dicevo all’inizio – non proprio facilissima. A renderla un po’ più facile ci ha pensato Enrico Sargiacomo, ideatore di it.dogbuddy.com, una comunità online (vedi che torniamo all’inizio?) che mette in contatto i proprietari di animali con amanti degli animali disposti a ospitarli (dopo attenta verifica di identità, curriculum, recensioni eccetera). La comunità Dogbuddy, presente in Francia, Spagna, Gran Bretagna, Germania oltre che qui da noi, conta 130mila iscritti e 180mila notti prenotate.

Ma se invece – soluzione ancora più “ideale” della precedente – si decide di portare l’animale con sé in vacanza? Ci ha pensato l’Ente nazionale protezione animali (Enpa) realizzando un sito: www.vacanzebestiali.org, con utili consigli per viaggiare e l’elenco delle strutture turistiche adeguate. Si va dalle spiagge dedicate (www.unionlido.org) agli alberghi con attenzioni e accoglienza per i quattrozampe (www.spacehotels.it), agli stabilimenti balneari per cani accompagnati dai loro amici umani (www.baubauvillage.it) ad Albissola, in provincia di Savona. Più a sud troviamo www.baubeach.it (Maccarese, in provincia di Roma) e al centro, in provincia di Livorno, www.dog-beach.it.

Insomma, se possibile meglio non avere un cane se abitiamo in appartamento, poi pensarci molto bene prima di prenderne uno, infine, se decidiamo di averlo perché ci piace la sua compagnia, dovrebbe piacerci sempre… o no?

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