Seminario: La decrescita come metodo nonviolento e libertario

dal 22 agosto alle 10.00 al 23 agosto alle 16.30
Ostello La Casermetta, Ambrì Sotto

Iscrizione: obbligatoria entro il 10 luglio 2015 a CNSI, Casella postale 1303, 6501 Bellinzona, [email protected], Tel. 091/825.45.77, o con il versamento della tassa sul CCP 65-4413-5

con Maurizio Pallante, Alessandro Pertosa e Cinzia Picchioni

Costo: fr. 120.- per i soci del CNSI (fr. 150.- per i non soci), comprendente vitto completo (vegetariano) e pernottamento in camere comuni di 4 o 8 letti forniti di lenzuolo e fodere cuscino e piumone)

Ostello La Casermetta, Ambrì Sotto, 6775 Ambrì – Svizzera (fermata del bus Faido-Airolo davanti all’edificio, arrivo 9.54, partenza 17.00)

Quale naturale continuazione del cammino iniziato con il seminario dell’agosto 2014 e con la rassegna “L’economia nonviolenta e la decrescita felice” (gennaio-maggio 2015), che ha riscosso un notevole successo, il Centro per la Nonviolenza della Svizzera italiana (CNSI) organizza per il 22-23 agosto 2015 un seminario con Maurizio Pallante, Alessandro Pertosa e Cinzia Picchioni.

Alessandro Pertosa proporrà una riflessione sul concetto di economia, codificato per la prima volta in Grecia da Senofonte nel VI secolo avanti Cristo. L’obiettivo è di mostrare come per uscire dalla violenza dispotica esercitata dall’uomo sull’uomo non sia sufficiente uscire dal capitalismo, ma occorra oltrepassare l’economia nel suo complesso, che da 2500 anni delinea l’ambito entro cui si esprime il dominio di qualcuno su qualcun altro. L’oltrepassamento dell’economia va effettuato in vista di una tensione utopica che mira l’eutéleia (frugalità; fare bene con misura), intesa quale meta luminosa e inapprodabile che sfugge a qualsiasi tentativo di codificarla o di costringerla negli angusti ambiti dell’ideologia. Verso questo orizzonte utopico, ognuno si dirige come può e come sa, usando la via della decrescita (ch’è qui intesa come strumento e non come fine) alimentata da rapporti umani basati sulla nonviolenza, sull’anarchia (intesa nel suo senso etimologico: non principiare, non dominare, non governare, non sottomettere) e sul cristianesimo delle origini.
Infine, partendo dall’idea che i limiti del mondo coincidano coi limiti del linguaggio, si tenterà di mostrare come la frenesia dispotica e l’ideologia tecnologico-capitalista abbiano contribuito a distorcere il senso dei termini che usiamo quotidianamente, finendo per giustificare sempre più il linguaggio violento che ormai pervade ogni ambito dell’umano.

Maurizio Pallante coordinerà una riflessione sul sistema dei valori che costituiscono l’immaginario collettivo delle società che hanno finalizzato l’economia alla crescita.

Cinzia Picchioni ci aiuterà invece a calcolare insieme la nostra personale impronta ecologica.
Ognuno di noi, ogni giorno, col proprio stile di vita, ha un impatto sulla Terra, perché tutto proviene dall’ambiente naturale (e tutto diventerà rifiuto). L’impronta ecologica, sistema messo a punto tra gli anni Ottanta e Novanta dall’ecologo William Rees e da Mathis Wackernagel, è uno strumento estremamente utile per calcolare questo impatto, considerando anche che le persone consumano risorse e servizi “naturali” provenienti da tutto il mondo, quindi la loro impronta ecologica è la somma di tali aree, ovunque siano nel pianeta. Con l’impronta si calcola l’area totale necessaria a produrre il cibo che il tale paese consuma, ad assorbire i rifiuti prodotti nel consumo di energia e a fornire gli spazi necessari per le sue infrastrutture.

Maurizio Pallante, laureato in Lettere, si occupa di economia ecologica e tecnologie ambientali. Nel 2007 ha fondato il Movimento per la decrescita felice, ne è il coordinatore nazionale, ne dirige le edizioni. Tra i molti libri che ha pubblicato ricordiamo: La decrescita felice. La qualità della vita non dipende dal Pil, Roma 2005; Sono io che non capisco. Considerazioni sull’arte contemporanea di un obiettore alla crescita, Roma 2013, Monasteri del terzo millennio, Torino 2013.

Alessandro Pertosa è un destino incompiuto. Ama vivere controvento risalendo la corrente insieme a quelli che non ce la fanno, perché non vogliono farcela. Abita i luoghi dell’utopia, afferma evanescenze cangianti senza prendersi mai troppo sul serio. Dicono sia anarchico, cristiano e fastidiosamente ozioso. Vorrebbe uscire dall’economia per entrare nell’eutéleia, ch’è uno spazio conviviale in cui tutti si riconoscono reciprocamente, senza costituire relazioni di potere. Insieme a Maurizio Pallante gestisce il sito-rivista www.artedecrescita.it. Ha dato recentemente alle stampe: Dall’economia all’eutéleia. Scintille di decrescita e d’anarchia, Edizioni per la decrescita felice, Roma 2014; Maledetta la repubblica fondata sul lavoro, Gwynplaine, Camerano (An) 2015.

Cinzia Picchioni (Milano, 1958), insegnante di yoga, scrittrice, mamma (non in questo ordine), si occupa da anni dei temi legati a una vita più “leggera” sul pianeta Terra. Scrive libri, articoli di yoga (www.leviedeldharma.it), recensioni librarie e una rubrica settimanale, Pillole di semplicità volontaria, per la newsletter online del Centro Studi Sereno Regis (www.serenoregis.org).

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