L’anno 2015: che cosa dobbiamo aspettarci? – Johan Galtung

Stanno dispiegandosi tre, forse quattro drammatici processi globali.

Primo, l’Occidente – particolarmente USA, Israele, Francia – in lotta molto violenta e contro-producente per mantenere la loro presa sul mondo.

Secondo, l’Eurasia, con a capo Russia-India-Cina in ambito BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, SudAfrica) in espansione e consolidamento, con successo e in maniera nonviolenta.

Terzo, l’Islam in espansione e consolidamento, in parte per conversioni all’Islam, in parte col sogno di un nuovo califfato, in parte con violenza.

Quarto, America Latina e Africa del vecchio Terzo Mondo in espansione e consolidamento, con a capo Brasile-SudAfrica dei BRICS.

Se si vuole vivere un dramma, si è scelto l’anno giusto.

Il conflitto fondamentale è il primo contro gli atri tre; quelli in declino contro quelli in emersione. Dopo qualche tempo emergeranno conflitti fra i tre, in particolare l’Islam contro gli altri due.

Economicamente al momento l’Occidente è battuto in concorrenza ma ha ancora molto PIL, anche dalla propria ricca economia dei servizi. Barbieri che fan la barba a barbieri? – si deve creare nuovo valore, non solo scambiare vecchio valore. Ed essi hanno la “valuta di riserva mondiale” finché i concorrenti prevarranno e ci sarà un crollo nell’economia USA: troppa finanza rispetto all’economia reale, troppo servizio al debito rispetto al servizio alla gente, troppo denaro stampato rispetto al valore reale. Come indica Robert Reich (“Why Wages Won’t Rise” [Perché non aumenteranno i salari] del 13 gennaio 2015): “Stanno tornando posti di lavoro, ma non le paghe”; il valore mediano è ancora più basso che prima della recessione. Le aziende usano l’outsourcing [servizi appaltati], i lavoratori nei paesi poveri ormai sono altrettanto ben istruiti, e quindi robot abili, e milioni di persone hanno smesso di cercare un posto di lavoro.

Militarmente il nuovo Canale del Nicaragua finanziato dalla Cina (via Hong Kong) riduce la presa USA bi-oceanica su Atlantico e Pacifico, come la ferrovia transafricana ugualmente finanziata dalla Cina. E la “China Leads the Race to the Moon” [Cina in testa alla corsa alla Luna] (Jan Mortier & Benjamin Finnis, The Diplomat, 7 gen. 2015); per il cratere del Mare Imbrium con l’incredibile fonte energetica dell’elio-3 – niente ricaduta radioattiva! – per le bombe nucleari di quarta generazione? Ci sarà un parapiglia per la Luna.

Ma la NATO e la SCO (Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai) continueranno probabilmente a dissuadersi l’una l’altra.

Politicamente l’Occidente domina le Nazioni Unite e in particolare il Consiglio di Sicurezza. Però, le decisioni più importanti si prendono altrove. Facciamo caso alle decisioni, non solo agli scandali di corruzione, degli 80 milioni di membri del Partito Comunista, perlopiù gente istruita: pensano in grande e olisticamente-creativamente riguardo alla Cina e al mondo. Il Canale del Nicaragua, l’He-3, non sono “propaganda” – secondo l’ “impressione” occidentale.

E gli incontri dei BRICS possono essere più densi di conseguenze che quelli del Consiglio di Sicurezza ONU.

Culturalmente l’Occidente ha perso la presa sull’universalità, con la propria volontà come universale, il proprio modello come universale. L’Occidente si pone contro la diversità, a favore della concorrenza reciproca, ma l’Islam ha la stessa inopportuna pretesa di validità universale come unica verità, come pure il cristianesimo ortodosso russo. È interessante confrontarla con l’approccio cinese: non passano tempo in teologia e filosofia ma agiscono, attuano, la loro cosmologia olistico-dialettica.

Russia, Turkey Pivot across Eurasia” [Russia, Turchia perno per l’Eurasia, tr. It: http://www.comedonchisciotte.net/modules.php?name=News&file=article&sid=3691 ] scrive Pepe Escobar in Asia Times (8 dic 2014), usando il “perno” USA, e l’“Eurasia”, difficilmente usata in Occidente (esclude gli USA). Guardiamo la carta geografica, è lì. Ci sono i molti flussi di petrolio-gas e gli sforzi occidentali di renderli liberi da Russia e Islam. La Turchia – secondo cliente di Gazprom dopo la Germania – diventa più islamica e ora molti raggiungono la SCO; e la Russia costruisce la sua industria nucleare. La UE ha detto no alla Turchia. L’Eurasia no. Il Turkmenistan e il Pakistan possono anche non essere più il buon Islam, con i prezzi del petrolio che calano, con il fracking [fratturazione idraulica delle rocce scistose, NdT] USA non competitivo, e l’accordo Russia-Cina del secolo. Le sanzioni UE fanno male, l’Eurasia guarisce.

E poi questo: il Treno-Merci della Ferrovia della Seta Yiwu dalla Cina costiera a Madrid, 8.111 miglia [13.053 km], che connette tutti i mercati in Eurasia da un’estremità all’altra – e da Madrid all’America Latina, ovviamente.

The Imperial Collapse Playbook [Il libro dei giochi del Crollo Imperiale], scrive Dmitry Orlov il 30 dic. 2014:

. ritirarsi dall’Irlanda, ma dimenticando Belfast-l’Ulster;

. ritirarsi dal Medio Oriente ma dimenticando Israele (e l’Iraq);

. ritirarsi dall’India ma dimenticando Pakistan e Kashmir;

. ritirarsi dalla Cina ma dimenticando Taiwan;

. ritirarsi dalla Russia ma dimenticando l’Ucraina.

Uno schema esemplare, senza dubbio. Ma la Russia insiste sull’Ucraina come “spazio politico contiguo”, forse federale – e ha usato il modello Kosovo per la Crimea.

Come se la passa la parte israeliana? Molto bene, secondo Uri Avnery (Tikkun Daily, 17 gen. 2015): i quattro ebrei uccisi nel supermercato kosher hanno provato la tesi sionista che l’unico luogo sicuro per gli ebrei sia Israele, c’è antisemitismo ovunque – e 10.000 ebrei francesi stanno arrivando. Basta aspettare, arriveranno anche gli ebrei USA. L’Israele sionista non combatte l’anti-semitismo; ne fa uso.

Mentre aspettiamo il prossimo attacco USA-NATO-UE (Francia) (in Yemen?) un rapporto ONU: “Le forze di peacekeeping ONU riducono il numero degli uccisi di oltre il 70%” (Klassekampen 25 nov. 2014). Il brillante direttore di giornale Björgulv Braanen ha scritto un editoriale di una pagina a favore delle truppe ONU rispetto a quelle USA. Trattato malamente nei media occidentali, forse per tal motivo.

Un altro pezzo positivo, anche da cogliere per favorire le altre tre forze: stanno riuscendo in India esperimenti con un reddito base in contanti, in particolare quando siano amministrati dalle madri: emancipatorio, crea una crescita dell’attività economica e una migliore nutrizione-salute per i più svantaggiati ([email protected]).

Se l’Occidente sapesse solo imparare a pensare in modo diverso! Più comprensione a livello intellettuale/emotivo/spirituale e meno mera conoscenza, apprendimento/essere assennati/(più) svegli, come indica Antonio C.S. Rosa? In parole semplici, forze al vertice più realistiche, meno realiste. C’è tanto incredibile valore in Occidente, non lo si utilizzi per autodistruggersi.

Essendo un occidentale spero che prevarrà un dialogo razionale.

19 gennaio 2015

Traduzione di Miky Lanza per il Centro Studi Sereno Regis

Titolo originale: The Year 2015-What Are We In For?

https://www.transcend.org/tms/2015/01/the-year-2015-what-are-we-in-for/

Una replica a “L’anno 2015: che cosa dobbiamo aspettarci? – Johan Galtung”

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