Cinema – “La vita di Adele” di Abdellatif Kechiche

La vita di Adele, un film di Abdellatif Kechiche. Con Léa Seydoux, Adèle Exarchopoulos, Salim Kechiouche, Mona Walravens, Jeremie Laheurte. Titolo originale La Vie d’Adèle. Drammatico, durata 179 min. – Francia 2013

locandina_la_vita_di_adelegiovedì 3 aprile 2014 – ore 20
sala Poli – Centro Studi Sereno Regis – via Garibaldi, 13 – Torino 

Nell’ambito del 5° Psicologia Film Festival. Presentazione di Denise Magliano, psicoterapeuta psicodinamica. Iniziativa organizzata dal Collettivo di Psicologia. Ingresso libero.

IL FILM

Adèle è una quindicenne che ogni mattina si sveglia presto e deve correre per non perdere l’autobus che la porterà a scuola. Un tipo carino dell’ultimo anno le fa il filo e lei accetta di vedersi con lui in un tranquillo pomeriggio; proprio quando lo sta per raggiungere, il suo sguardo incrocia quello di una ragazza più grande, dai capelli tagliati alla maschietta e colorati di blu. Adèle si confronta con un “colpo di fulmine”, un amore folle, che incendia le viscere e da cui è impossibile ripararsi. Nella notte, durante l’unica scena onirica di un film che addenta con voracità il reale, Adèle non sognerà un ragazzo, ma quella giovane dalla chioma blu che come un serpente le scivola addosso provocandole un orgasmo. Nell’adolescente qualcosa cambia: cominciando a cercare quella che sembra un’emanazione dei suoi desideri e che ritroverà, casualmente, una notte, inizia il suo personale romanzo di formazione, la cui parabola assume connotati cinematografici pressoché definitivi.

IL REGISTA

Immigrato a Nizza con la famiglia quando era solo un bambino, dopo una formazione teatrale, Kechiche si accosta al cinema in veste di attore. Una storia d’immigrazione è al centro della prima prova da regista: in Tutta colpa di Voltaire, il tunisino Jallel va a Parigi per cambiare vita, cerca di integrarsi, conosce una realtà difficile, vive un mondo invisibile. L’ostinata attenzione al fattore umano, derivante da un linguaggio filmico che tallona i personaggi, torna amplificata nel successivo La schivata (2003), già opera della maturità, più complessa e compatta. Cous Cous (2007) e Venere Nera (2010) lanciano Kechiche come uno dei registi europei più significativi degli ultimi anni. La Vita di Adele vince la Palma d’oro al festival di Cannes nel 2013.

DENISE MAGLIANO

Si dedica all’attività libero professionale di psicoterapeuta a orientamento psicodinamico nel settore clinico e sociale occupandosi di: percorsi psicoterapeutici individuali e di piccolo gruppo; refertazione psicodiagnostica; counselling per situazioni problematiche dell’individuo e delle istituzioni; formazione e consulenza tecnica ad associazioni professionali e di volontariato; collaborazione a progettazioni per bandi locali e europei. Da qualche anno collabora con alcune associazioni GLBT del territorio torinese dedicandosi alle seguenti attività: progettazione e realizzazione di interventi formativi riguardanti le tematiche dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere.

Una replica a “Cinema – “La vita di Adele” di Abdellatif Kechiche”

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