Le calamità USA: ci sono soluzioni – Johan Galtung

Il terrorismo politico ha fallito. I deputati repubblicani solevano votare in un ramo del parlamento USA per mettere a rischio di sostentamento milioni di persone dentro e fuori gli USA per i propri obiettivi politici. Facendo l’errore di quasi tutti i terroristi, di stato o non: quando la gente soffrirà, sarà con noi, contro il nostro nemico; per scoprire invece che la gente si rivolta contro i terroristi. E non erano un gruppetto di estremisti del Tea Party bensì una chiara maggioranza dei deputati repubblicani: 144 hanno infine votato NO, solo 87 SI’. Obama stesso deve ringraziare tale maggioranza in generale dei deputati repubblicani; avendo tradito la gran parte dei gruppi che votarono per lui nel 2008, è stato punito nelle elezioni di medio termine del 2010. Come i repubblicani lo saranno nel 2014 per il loro terrorismo politico.

L’accordo di bilancio ha posposto la serrata governativa al 15 gennaio 2014 e il fallimento tecnico USA al 7 febbraio; risolvendo nulla. Peggio, c’è stato un gran riferire ma poche idee esposte nei media. Ancor peggio, non c’è stata alcuna Marcia sul Parlamento di milioni “Smettetela con quest’assurdità!” bensì apatia diffusa. Peggio: i gruppi più dichiarati erano di veterani e ufficiali della riserva (ben 1.1 milioni); indicativo di una pesante minaccia qualora non dovessero arrivare i loro stipendi il 1° novembre.

I due blocchi quasi non si parlano, trattandosi come trattano i talibani; bigottismo, contro gli strumenti di satana. Il costituzionalismo dei poteri reali è legittimo. Ma i terroristi si puniscono non ascoltandoli, un guaio quando i repubblicani hanno argomenti. La legge dell’assistenza sanitaria può essere fuori portata, ci può essere un vuoto di copertura finanziaria, ecc.; resta da fare del lavoro. Ancora più in profondità: la solidarietà con gli svantaggiati è un obiettivo legittimo, ma c’è anche del buono nell’idea che ognuno sappia badare a se stesso. Li si potrebbe combinare?

Ci sono soluzioni per un paese così ricco di risorse come gli USA.

La serrata governativa riguarda il deficit del bilancio federale. Si faccia come le famiglie: ridurre le spese, aumentare le entrate.

Tre settori essenziali del bilancio federale sono gli interessi sui prestiti, l’apparato militare, e la previdenza sociale-MedicareMedicaid; tutti e tre enormi.

E se gli USA facessero un accordo con i cinesi e i russi? I tre giganti sono impegnati in una corsa agli armamenti NATO contro SCO (Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai); un terrorismo militare congiunto che pone a rischio l’umanità. Il 50% di remissione del debito da parte cinese contro il 50% di riduzione USA dei componenti militari più offensivi – le 800 basi disseminate nel mondo – in 5-10 anni? Accompagnate da una riduzione analoga multilaterale e bilanciata nelle armi offensive per tutti e tre, approfittando dello slancio russo sulle armi chimiche? Due enormi piccioni con un’enorme fava? Anche piccoli segnali avrebbero un grosso impatto.

Previdenza Sociale: si lasci lavorare qualunque anziano che lo voglia, senza cesure drammatiche, con una graduale riduzione del lavoro-reddito e un graduale aumento della previdenza sociale. Più introiti fiscali, meno spese.

Medicare-Medicaid: si contribuisca a creare una popolazione più sana. Il calo del fumo, in gran parte grazie agli USA, è stato un gran passo avanti. Il prossimo della fila: le bevande gasate. Vendere e servire bevande gasate dovrebbe diventare illegittimo quanto fumare in pubblico; c’è ben più da guadagnarci che mettendo fuori legge la marijuana. I CDC (Centri Controllo Malattie) sono validi per le malattie contagiose; lo sono altrettanto nel ridurre lo stress? O l’inquinamento tossico?  Nel prevenire le cadute degli anziani, a casa e nello spazio pubblico? Ci sono enormi risparmi da fare.

Il tetto deldebito è un problema più profondo, che colpisce un’economia che non produce un surplus sufficiente a gestire una società moderna con livelli accettabili di sostentamento per tutti i propri cittadini. Un sesto o addirittura un quinto della popolazione vive in miseria, non solo nella povertà del 70% inferiore. Può essere invece una potenziale fonte di molto nuovo reddito, a livello individuale, famigliare, di comunità locale, statale e federale. Politicamente difficile, ma economicamente semplice: sollevare le condizioni sociali più basse. Si identifichino le comunità locali più povere; si diano crediti a breve termine a cooperative di coltivazione e vendita di alimenti biologici a buon mercato, di costruzione di abitazioni alla portata di tutti e semplici poliambulatori per le malattie comuni. Impiegando i più poveri.

Si faccia in modo che la gente provveda a se stessa anziché dipendere dalla fiscalità. Come qualunque piccola azienda, la gente necessita di un po’ di credito iniziale, ma a differenza di quelle, ha bisogno della sicurezza che deriva da una produzione e da un consumo cooperativi. Si impari dalla Spagna: Mondragon, Marinaleda. L’esperienza è positiva: un piccolo investimento su persone emarginate dall’economia prevalente, ed esse (ri-)entrano diventando consumatori e produttori. Si riduca la sofferenza, si diminuisca la disuguaglianza, e si faccia crescere l’economia reale; tre grossi obiettivi con un altro grande colpo. Gli USA ne sono all’altezza?

L’economia USA è forte nelle merci – con costi unitari calanti per l’alta efficienza di risorse-manodopera-capitale-tecnica-amministrazione – ma debole nei servizi, con costi crescenti in istruzione, sanità e assistenza agli anziani. Servono crediti, ma non dalle banche finanziarie: dalle banche del tempo con persone che si scambiano servizi su base temporale paritaria (un’ora = un’ora).

L’economia reale USA oggi è debole rispetto all’economia finanziaria di Wall Street – e ai salvataggi di Washington anziché incentivi – che usa denaro per fare altro denaro, direttamente, non con investimenti impegnativi – in pochi secondi non in anni – a un rischio tremendo; con ulteriori 2008 in arrivo. Fermateli.

Rimedio n° 1: i 5, 6 colossi finanziari sono troppo grossi da utilizzare. Smettere di pompargli dentro soldi è come smettere di servire alcool a un alcolizzato. Si facciano crescere migliaia di casse di risparmio locali perché la gente ci metta i suoi risparmi; senza il rischio che vengano usati per scommettere, bensì per investimenti locali.

Rimedio n° 2: una tassa dell’1% sulla vendita di titoli di borsa, quanto mai necessaria.

Rimedio n° 3: mettere fuori legge il traffico di denaro, come quello di droga e di persone.

Tuttavia, non c’è nulla del genere in agenda per gennaio-febbraio, solo un litigioso cincischiare di piccola scala sul bilancio. E qui emerge l’approccio cinese: de-americanizzare l’ economia mondiale. Una “valuta di riserva mondiale” di un solo paese è comunque una pazzia; di un paese con serrate cicliche e tetti è pazzia conclamata. Deve emergere una forte leadership dalla Casa Bianca – per decreto? – e dal Parlamento, ma soprattutto dalla gente, dal livello locale, dalle banche e aziende locali. Il futuro è soprattutto nelle loro mani.

21 ottobre 2013

Manassas, Virginia, USA

Traduzione di Miky Lanza per il Centro Studi Sereno Regis

Titolo originale: The US Calamities: There Are Solutions

http://www.transcend.org/tms/2013/10/the-us-calamities-there-are-solutions/

Una replica a “Le calamità USA: ci sono soluzioni – Johan Galtung”

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