Un augurio per il Nowruz da un iraniano: Il nostro vero nemico è l’ignoranza – Mehrdad Naderi

In occasione del Capodanno persiano, Mehrdad Naderi (pseudonimo) scrive una lettera agli israeliani e ad altri appellandosi all’unità fra gli uomini, e sollecitando la conoscenza reciproca, nonostante la paura del nemico promossa e perpetuata dai leader politici.

Ciao a tutti,

Sono un iraniano di 30 anni, e voglio scrivere ed esprimere i miei sentimenti verso di voi. Nel corso della mia vita ho assistito agli effetti di una religione basata sul regime che si è imposta su di noi durante la rivoluzione. A seguito della rivoluzione islamica, gli iraniani hanno dovuto pagare per i molti disastri che seguirono. Dopo la rivoluzione, Saddam Hussein ha intrapreso una guerra indesiderata contro di noi che ha causato entrambe le parti una grande quantità di dolore. Sono nato in mezzo a slogans, e cresciuto all’interno di ideologie che sono state create dai leader per mobilitare le menti e le emozioni ed asservirle ai loro scopi. Coloro che sostenevano di essere la voce della gente possedevano la rivoluzione. Essi hanno abusato del loro potere istituendo una nuova dittatura totalmente opposta agli obiettivi e alle aspirazioni del popolo iraniano. Il regime fondamentalista ha cercato di inculcarci la paura del nemico, ma io e molti altri ci siamo resi conto che il vero nemico era dentro la nostra mente. Il nostro vero nemico è l’ignoranza. Il nostro nemico insegue le emozioni, invece della saggezza.

I dittatori, tuttavia, trascurano il principio che la ricerca della verità è un istinto naturale dentro ogni individuo, un dono dato da Dio. Di conseguenza, quando sono diventato adulto, ho deciso di viaggiare e imparare. Ho avuto modo di incontrare persone e conversare con loro, ho vissuto in mezzo a entrambe le nazioni secolare e tradizionale. Ho studiato e indagato e perseguito ciò che credo di essere la verità e la ragione. In questo viaggio sono state accompagnato da molti insegnanti e amici della mia generazione. Vorrei condividere alcune delle principali lezioni che ho imparato finora.

Ho imparato da Gandhi ad essere paziente e a non danneggiare gli altri, nemmeno il presunto nemico. Egli ha detto: – Qualsiasi cosa tu semini nel terreno, poi diventerà un albero. – Ho imparato da Zoroastro a pensare, dire e fare la cosa giusta. Ho imparato da Aristotele e Platone ad essere dubbioso di ciò che vedo e di ciò che mi è viene detto, e di non accontentarmi di facili verità.

Quello che vedo in Iran è la paura del nemico. I leader biasimano il nemico per le difficoltà ed i problemi del paese, è la natura di ogni regime autoritario creare un nemico, al fine di prolungare il suo dominio. Ma il popolo iraniano identifica le proprie esigenze dal di dentro. Anche se il regime della Repubblica Islamica è molto conservatore, il popolo iraniano è diventato molto moderno nel pensiero e nell’azione. Ha combattuto anni per la democratizzazione, e di recente, la richiesta di un governo del popolo ha influenzato tutto il paese.

Tuttavia, il mondo esterno, non sembra avere una chiara visione riguardo all’Iran. Il premio Oscar che l’Accademia ha dedicato al film di Argo è solo un esempio recente che perpetua l’immagine scorretta dell’Iran e della storia iraniana, in particolare, la rivoluzione iraniana non è stata solo l’istituzione delslo stato islamico e della legge della sharia. E’ stata anche l’espressione del fatto che il popolo iraniano non voleva la dittatura dello Scià. Vari altri gruppi sono stati coinvolti nella rivoluzione, tra cui i socialisti, marxisti, nazionalisti, liberali e naturalmente gli islamisti, ma in seguito, per vari motivi, gli islamisti ebbero semplicemente maggioranza, che li ha portati ad imporre una nuova dittatura.

La percezione che il mondo esterno ha dell’Iran deve essere separata dal regime. Gli iraniani non hanno mai abbandonato le loro aspirazioni democratiche. Ciò è stato dimostrato dalle contestate elezioni del 2009, e il Movimento Verde che ne è seguito con manifestazioni pacifiche ed è stato crudelmente represso dal regime. Gli iraniani sono rimasti sotto un regime totalitario e radicale, mentre al contempo, pagano il prezzo pesante per le politiche del governo sotto forma di sanzioni internazionali. Tuttavia, siamo fiduciosi e continuiamo a cercare un processo pacifico di democratizzazione dal di dentro, che è il rimedio migliore per ogni nazione oppressa. Ciò di cui abbiamo bisogno è il sostegno amichevole delle altre nazioni al nostro cammino.

Il villaggio globale è composto da diverse religioni, pensieri e nazionalità, e queste non devono essere utilizzate come strumenti per la divisione. Al contrario del passato, i cittadini globali ovunque vivano e qualsiasi convinzione essi possiedano, hanno ora la capacità di conoscersi e ricercare un terreno comune. La fede può portare l’uomo ad amare gli altri e trattare tutte le persone in modo equo.

Viviamo in un’epoca che appartiene alla pubblica opinione. Promuovendo il rispetto e la tolleranza per l’altro, credo che a poco a poco scopriremmo che ogni essere umano è armato dell’amore verso gli altri. Quanto più siamo consapevoli di questo amore, tanto più la gente dirà di no ai leader autoritari che sfruttano le differenze come armi per dividere le persone, e tutelare i propri interessi e profitti.

Io preferisco vedere la differenza e la diversità delle persone in tutto il mondo come una sinfonia creata da Dio. La diversità non deve significare conflitto, ma può essere un armonia di colori che rende bella la vita di tutti. Sette secoli fa il poeta persiano Saadi Shirazi ha scritto una poesia che si può leggere sulla porta delle Nazioni Unite, ed è stata inviato nello spazio come un messaggio ad altri pianeti. Perché non la usiamo sulla terra? Saadi ha scritto:

Gli esseri umani fanno parte di un tutto,

Nella creazione di una essenza e dell’anima.

Se un membro è affetto da dolore,

Altri membri soffriranno il disagio.

Se non avete simpatia per il dolore umano,

Non potete chiamarvi esseri umani!

Traduzione di M. Aryanpoor

Agiamo per l’altro, e avviciniamoci l’un l’altro. Come individui e come cittadini siamo in grado di condividere amore e consapevolezza. Siamo armati di letteratura, poesia, musica, cinema, fotografia, internet, media, accademie, conferenze, le ONG, la consapevolezza, la conoscenza, la conoscenza.

In conclusione, vorrei augurare a tutti un felice Nowruz (Capodanno persiano)!

Tuo fratello dall’Iran,

Mehrdad Naderi

Mehrdad Naderi è un dottorando iraniano attualmente vive fuori dall’Iran.

22 marzo 2013, fonte: 972 blog
Originale: http://972mag.com/a-nowruz-greeting-from-an-iranian-our-real-enemy-is-ignorance/67845/

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