Orazione Civile per la Resistenza – Recensione di Fabrizio Cracolici e Laura Tussi

Daniele Biacchessi, Orazione Civile per la Resistenza, Promo Music, Bologna 2012

Con interviste a Giorgio Bocca, Carlo Smuraglia, Tina Anselmi, Vittorio Foa, Giuliano Vassalli.

Orazione Civile per la Resistenza è un libro dedicato alle nuove generazioni e composto da molte “voci della memoria”, ossia racconti di Resistenza e testimonianze dirette, indirette, inedite, inserite, in chiave storico-didattica nel testo, dall’autore Daniele Biacchessi e raccolte nel corso della propria esperienza professionale e umana, durante il personale percorso di impegno civile e di narrazione teatrale. Biacchessi dedica l’Orazione Civile per la Resistenza ai giovani che ha incontrato al termine dei suoi spettacoli di teatro civile. A tutti i giovani che gli hanno fatto perdere treni per soddisfare domande, dubbi e che hanno implicitamente o anche involontariamente, suggerito idee, richiesto spiegazioni, percorsi bibliografici e informatici e che hanno ascoltato in silenzio le narrazioni. Il libro è dedicato a tutti coloro che hanno raccontato di persona e per via telematica centinaia di storie partigiane. L’Orazione è dedicata ai familiari delle vittime delle stragi nazifasciste del nostro paese, ai magistrati e ai giudici che ancora cercano una giustizia penale per quei tragici eventi lontani nel tempo. E ancora, il libro è dedicato a tutti i cittadini che si indignano per tutte le ingiustizie sociali e che insegnano il senso di una memoria compiuta. Perché nulla vada mai dimenticato. Perché la Resistenza non sia solo un evento storico circoscritto a un passato da non dimenticare. La Resistenza deve essere un atteggiamento critico, morale, etico permanente, di impegno costante, non solo “memoria del passato”, ma linfa ed esercizio del presente. Resistenza è la capacità di non essere indifferenti di fronte a tutte le ingiustizie. Resistenza è la volontà di indignarsi e prendere posizione, ieri contro il fascismo e oggi contro le mafie, il terrorismo, il razzismo, la corruzione, contro tutte le cosiddette guerre umanitarie, contro il degrado politico, sociale, morale e istituzionale. Resistenza è la facoltà di essere responsabili delle proprie azioni e opinioni per allacciare e lanciare ponti di dialogo, intessere reti di relazione e aprire varchi di speranza per un avvenire migliore, dove l’idea di pace, in cui credevano i nostri partigiani, continui a essere la forma mentis di ogni persona, perché è la nonviolenza il cammino che dobbiamo imparare a percorrere. Infatti i nostri Partigiani hanno voluto scrivere la parola “fine” a tutte le guerre: questo era il loro sogno. Non volevano divenire esempio e giustificazione per nuove stragi e violenze. I Partigiani hanno donato al mondo la Costituzione e la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948. Non hanno sostituito una dittatura con un’altra, come al contrario vogliono i vari insorti e ribelli oppositori nelle guerre contemporanee, manovrati dai vertici del potere internazionale. Infatti Biacchessi, tra le autorevoli interviste inserite nel libro (Giorgio Bocca, Carlo Smuraglia, Vittorio Foa, Giuliano Vassalli) riporta la frase di Tina Anselmi “davanti alla morte c’è la verità e la verità è che noi facevamo la guerra per ottenere la pace”.

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