Contro una Terza Guerra Mondiale: costruttivamente! – Johan Galtung

Da Grenzach-Wyhlen, Germany

La probabilità di una devastante Terza Guerra Mondiale non è zero, ma molto lontana dal 100%.  Esploriamo perché.

Lo scenario peggiore è una guerra mondiale fra Occidente – NATO, USA, UE con Giappone-Taiwan-Corea del Sud – da un lato, e l’Oriente — SCO (Shanghai Cooperation Organization), Russia, Cina, Asia Centrale, con gli osservatori India, Pakistan, Iran. Con 4 potenze nucleari contro 4, e l’ Occidente contro l’Islam quale tema principale.

Al centro c’è la miscela esplosiva di un territorio diviso e di una capitale divisa, da un muro.

L’abbiamo già vissuto prima: la guerra fredda, i teatri bellici dell’Atlantico e del Pacifico; 3 potenze nucleari contro 2, e l’Occidente contro il comunismo come tema principale.

Al centro c’era la miscela esplosiva di una Germania divisa e di una capitale divisa, da un muro; e di una Corea divisa, da una zona smilitarizzata.

Eppure nessuna guerra diretta, guerreggiata, se non per procura: in Corea, ViétNam. Perché?

Senza dubbio la deterrenza nucleare fu un fattore. Arrivarono al limite ma l’aggirarono – come nella crisi dei missili di Cuba-Turchia del 1962. E senza dubbio la deterrenza nucleare gioca un ruolo anche oggi, limitando gli attacchi a Israele e il sostegno USA per gli attacchi israeliani agli stati arabi-musulmani, Siria-Iran in particolare, e attacchi d’ogni sorta a Russia-Cina.

Ma la deterrenza nucleare non è il materiale di cui è fatta la pace positiva. È una qualche forma di contenimento all’estremo della “scala” di ostilità; ma non depolarizzazione, e certo non soluzione e riconciliazione.

Il sistema di guerra fredda NATO-WTO (Organizzazione Mondiale del Commercio) è stato polarizzato dal controllo mediante le polizie segrete dei contatti, della parola e delle opinioni, in cerca di traditori. Ma il mondo non ne fu polarizzato: c’era l’immenso movimento dei non-allineati (NAM). L’Europa non ne fu polarizzata: c’erano i 10 NN – neutrali-nonallineati, 5 dei quali con ruoli importanti – Finlandia e Svezia, Austria e Svizzera, Jugoslavia. E infine emerse un forte movimento contro la guerra.

Il sistema NATO+SCO è meno polarizzato, ma il mondo e l’Europa di più. Finora non ci sono né NAM, né NN; né un forte movimento per la pace.

Il voto all’ONU ha mostrato 3/4 di mondo uniti nel Sì alla Palestina, NO a USA-Israele.  Ma né in Europa né a livello mondiale quel Sì è un movimento organizzato. Un voto dell’Assemblea Generale ONU costruito attorno a quell’altra problematica divisoria della “guerra al terrorismo” –basata sul terrorismo di stato – potrebbe rendere ancora più isolati USA-Israele. Che stanno stravolgendo qualunque ambito etico elevato in deficit morale mediante l’espansione, l’occupazione, l’assedio, gli assassinii extragiudiziari continuativi. Il mondo non è contro USA-Israele qualora difendano effettivi confini territoriali o quelli del 1967, bensì contro gli eccessi di forza coercitiva che non sembrano in grado di invertire. Invertendo tali politiche potrebbero tornare nel moralmente ammesso.

Però non ci sono ugualmente attori di concrete politiche di pace come negli accordi di Helsinki. La ragione sta nella differenza fra il conflitto Occidente-Islam e Occidente-comunismo. L’Islam, l’OIC (Organizzazione della Cooperazione Islamica), ha più territorio e popolazione mondiale che l’Occidente, ma ha pochi amici al di fuori; a differenza dell’Occidente, emulato e ammirato da Russia-Cina-India, America Latina e Africa. Ovunque, salvo Israele, l’Islam ha un’enorme e crescente diaspora dovuta all’immigrazione, alle nascite e alle conversioni. Non una superpotenza, non un’alleanza, solo “cooperazione islamica”; ma all’interno, dappertutto.

Il risultato è incertezza e paura ovunque: che cosa vogliono? Una sfida ad altre visioni del mondo, senza dubbio, con accesso garantito dalla libertà di parola e di religione. L’Islam offre una convivenza e una condivisione confortanti a un Occidente che soffre di individualismo materialista ed egoismo.  L’Islam prepara l’Occidente al pluralismo di un mondo in via di globalizzazione oltre a una rete di sicurezza sociale aggiuntiva.

Però, l’Islam minaccia anche le istituzioni occidentali con cambiamenti non voluti. Gli stati occidentali laici avevano vinto la partita contro la chiesa con un laicismo esportato pure alle colonie musulmane, in quanto lealtà allo stato e agli imperi dietro di esse. Oggi parti della diaspora islamica si rivalgono, esigendo lealtà ad Allah e all’ummah aldilà della lealtà agli stati occidentali.   Problematico, a dir poco.

Affinché l’immigrazione sia foriera di pace, gli immigranti devono rispettare leggi e costumi del paese ospitante e incontrare curiosità e rispetto in dialoghi, per un apprendimento reciproco a beneficio di tutti. Un contratto ragionevole. Se infranto da una o ambo le parti, si blocchi l’immigrazione e si costruisca l’ummah in patria.

E in quanto agli altri punti e zone pericolose al mondo?

L’Afghanistan sta arrivando a una conclusione, non solo per il ritiro NATO – salvo che la salvaguardia di ciò che lo ha sempre riguardata: una base per un’eventuale guerra con la Cina e un oleodotto – ma probabilmente formando una comunità centro-asiatica.

Possono sorgere guerre fra India e Pakistan, ma nessun altro paese è così interessato al Kashmir da prendervi parte. Il mondo è preoccupato con Israele non per antisemitismo, ma per un’ alleanza che può coinvolgere tanta parte del mondo.

La Corea del Nord ha sia armi nucleari sia missili, e non attaccherà né sarà attaccata. La lotta per un trattato di pace e la normalizzazione con gli USA probabilmente recherà i suoi frutti, nell’interesse di tutti.

Taiwan e Cina convergeranno pian piano verso una soluzione tipo Hong Kong per un paese con due sistemi, una Taiwan come parte della Cina eppure molto autonoma. La saggezza suggerirebbe lo stesso per un Tibet limitato. In nessuno dei due casi abbiamo conflitti che degenerino in una terza guerra mondiale. Perché ciò avvenga devono esserci legami stretti, come fra gli USA e gli altri paesi NATO (art. 5), e Israele. Oppure, presumibilmente, Russia e Cina fra loro, ma non verso, né entro, l’OIC.

Rimane il confronto Occidente-Islam. La mancanza di coesione dal lato islamico contribuisce. Ma manca un’India hindu non-allineata, che si schiera invece con l’Occidente in qualunque confronto importante. L’Indonesia e l’Egitto stanno sul versante islamico, la Jugoslavia non esiste più in gran misura, a proposito di tale conflitto; l’America Latina è cristiano-occidentale e l’Africa è divisa.

Ci servono moderati da entrambe le parti. Tunisia-Turchia e le potenze di Bandung, Egitto-Indonesia.  E in Occidente – forse la Germania, esperta nel dialogo interreligioso? Fatti avanti Germania, assumi un forte ruolo di pace!!

 

17 dicembre 2012

Traduzione di Miky Lanza per il Centro Sereno Regis

Titolo originale: Against A Third World War-Constructively!

http://www.transcend.org/tms/2012/12/against-a-third-world-war-constructively/

Una replica a “Contro una Terza Guerra Mondiale: costruttivamente! – Johan Galtung”

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