Proposte per l’emergenza – Lidia Menapace

Il governo da Napoli mostra una faccia dura e minacciosa. Tutte le decisioni contro l’immigrazione sono confermate, cambia solo la tecnica parlamentare per la loro approvazione e basta. Il reato di immigrazione clandestina c’è ed è duramente punito. Ma la cosa forse più dura è il trattamento dei rifiuti, sbagliato e inefficace al fine di eliminare o ridurre la questione, ma molto efficace per militarizzare il territorio.

Infatti Berlusconi ha detto che ricomincia a mandare treni di ecoballe in Germania, nomina un sottosegretario ad hoc, farà nuove discariche in tutte le province campane, metterà in funzione il termovalorizzatore di Acerra, ma soprattutto denominerà tutte le discariche “luoghi di interesse strategico nazionale” guardati dall’esercito, cosa quasi da ridere, se non significasse che entrare in una discarica sarà quasi come scavalcare il muro di una caserma, un reato grave e punito salato, e mi immagino che chi ci provasse sarebbe anche sospettabile di terrorismo.

Penso che ci aspettano tempi duri e processi di fascistizzazione accelerati, e che perciò scegliere le forme di lotta giuste sia molto importante .

Vorrei ripetere ciò che ho già detto inascoltata almeno tre volte e cioè che l’emergenza rifiuti si riforma se non si riduce la produzione di rifiuti, ad esempio lasciando nei supermercati e centri commerciali tutti gli involucri di plastica inutili e non riciclabili: ci pensino loro a fare pressione sulle multinazionali perchè evitino gli imballaggi rovinosi. Le donne che fanno la spesa lascino lì tutto ciò che non serve, e basta. Bisogna bere acqua del rubinetto che è buona in generale e dove non lo è, è necessario che nei programmi per le comunali siano indicati tempi e modi per il risanamento dell’acquedotto. Non bisogna comprare acque minerali, soprattutto non in bottiglie di plastica, é importante organizzare i Gas (Gruppi di acquisto solidale) e stringere rapporti con i contadini per la fornitura diretta di alimentari e a loro riportare l’umido, che va bene per concime, e cominciare la differenziata avendo già ridotto il non riciclabile, l’umido e molta plastica.

Le forme di lotta incluse in queste pratiche sono pacifiche, civili e molto capillari, non è facile tenerle sotto controllo da chi non le vuole, a parte che non si sa quale reato compia chi compra le patate dai contadini.

Prendendo rapporti con chi lavora la terra ci si può rendere conto quanto sia importante difendere e usare il patrimonio produttivo, il terreno coltivabile, perchè data la crescente fame nel mondo non bisogna lasciare terreni incolti o usarli per una infinità di autostrade e ferrovie e Tav ecc.: è davvero stupido e dannoso. Anche abituarsi a fare le compere avendo borse di tela o un carrettino con ruote va bene, non inquina e riduce la fatica (grande invenzione la ruota!)

Ma soprattutto riducendo i rifiuti all’origine ci si abitua a giudicare ogni problema in tutte le sue dimensioni e dal sacchetto dei rifiuti o dal pacchetto di carte portato a riciclare o da qualsiasi altra piccola azione quotidiana si sale alle prepotenze delle multinazionali e ai danni prodotti dal Wto.

A proposito, se prepariamo un testo sui rifiuti per Opposizione Ombra cucendo il materiale che già abbiamo, mettiamo in circolazione anche il bellissimo documento scritto da Helga LaRouche sul Wto e sulla finanza, che mi pare illuminante. Presto ci sarà a Roma una sessione della Fao e le questioni dell’aumento della produzione di alimentari vi saranno trattate.

22 maggio 2008

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