Disarmo nucleare

Disarmo nucleare: necessario un movimento globale

David Adams

Il mondo affronta molti pericoli in questo momento storico: carestie, riscaldamento globale, guerre in Ucraina, Yemen, Siria, migrazioni di massa, crescenti tendenze elettorali verso il fascismo. Ma tutti questi pericoli impallidiscono di fronte al pericolo di una terza guerra mondiale nucleare che potrebbe porre fine a tutti questi problemi con una distruzione suicida di tutta la civiltà umana. Per il disarmo nucleare è quanto mai necessario un movimento globale.

Come ha detto recentemente il Segretario Generale delle Nazioni Unite, riferendosi al confronto tra la NATO e la Russia in Ucraina, “La prospettiva, un tempo impensabile, di un conflitto nucleare è ora tornata nel campo delle possibilità”.

Se cerchiamo una soluzione da parte delle potenze nucleari, sembra che non ci sia speranza. Secondo il nuovo rapporto del SIPRI, i nove Stati dotati di armi nucleari – Stati Uniti, Russia, Regno Unito, Francia, Cina, India, Pakistan, Israele e Repubblica Popolare Democratica di Corea – continuano a modernizzare i loro arsenali nucleari. Non c’è segno che qualcuno di loro stia prendendo in considerazione la possibilità di eliminare le proprie armi nucleari.

D’altro canto, i Paesi non nucleari stanno sviluppando una strategia per il disarmo nucleare. Come descritto nel bollettino del CPNN di questo mese, l’incontro di questo mese a Ulaanbaatar per le zone libere dal nucleare (NWFZ) e l’incontro di Vienna degli Stati parte del Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (TPNW) hanno entrambi proposto contributi a questa strategia.

Attualmente esistono cinque zone denuclearizzate con 116 Stati che si sono impegnati a vietare la fabbricazione, il dispiegamento e il transito di armi nucleari nei loro territori, impedendo così la proliferazione di armi nucleari in queste regioni concrete. Attualmente si sta valutando l’idea di istituire una NWFZ in Medio Oriente. Sono in corso di discussione anche scambi informali di opinioni e idee per la creazione di una ZNM del Nord-Est asiatico e di una zona nell’Artico.

Durante la riunione di Vienna, gli Stati parte della TPNW hanno dato il benvenuto a Cabo Verde, Grenada e Timor Est che hanno depositato i loro strumenti di ratifica, portando così a 65 il numero degli Stati parte della TPNW. Altri otto Stati hanno comunicato alla riunione di essere in procinto di ratificare il trattato: Brasile, Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Dominicana, Ghana, Indonesia, Mozambico, Nepal e Niger.

La riunione di Vienna ha adottato un Piano d’azione con 50 azioni specifiche per portare avanti la missione del Trattato, tra cui l’istituzione di un Gruppo consultivo scientifico per far progredire la ricerca sui rischi delle armi nucleari, le loro conseguenze umanitarie e il disarmo nucleare, e per affrontare le sfide scientifiche e tecniche legate all’effettiva attuazione del Trattato, e fornire consulenza agli Stati parte.

Oltre alle iniziative dei Paesi della NWFZ e della TPNW, continuano le iniziative delle città di tutto il mondo. Di particolare importanza, il mese scorso, sono stati gli appelli al disarmo nucleare da parte di città degli Stati Uniti e dell’Europa occidentale, compresi i Paesi armati di armi nucleari di Francia e Regno Unito.

È possibile combinare le iniziative dei Paesi della NWFZ e del TPNW con quelle delle città dei Paesi con armamento nucleare degli Stati Uniti e dell’Europa? Possono svilupparsi movimenti per il disarmo nucleare negli altri Stati nucleari: Russia, Cina, India, Israele, Pakistan e Corea del Nord? I primi tre di questi Stati sono coinvolti nello sviluppo di legami economici (BRICS) liberi dal dominio dell’Impero americano. Gli Stati non nucleari dei BRICS (Brasile e Sudafrica) possono aggiungere la questione del disarmo nucleare alla loro agenda?

Il più grande ostacolo al disarmo nucleare è il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che è completamente dominato dagli Stati dotati di armi nucleari con il loro potere di veto. Come può essere riformato per sfuggire a questo dominio nucleare?

L’aumento delle spese militari da parte di tutte le potenze nucleari, soprattutto nel caso degli Stati Uniti, comporta il rischio di un loro collasso economico e politico.

Come ho già suggerito in precedenza, possiamo sviluppare un consiglio di sicurezza alternativo virtuale composto da sindaci di tutto il mondo per rilasciare comunicati stampa e sensibilizzare l’opinione pubblica sul fatto che un mondo libero dal nucleare è possibile. Forse si potrebbe sviluppare una variante di questa proposta che coinvolga i Paesi della NWFZ e della TPNW.

Tutte queste questioni dovrebbero essere all’ordine del giorno di un movimento globale per il disarmo nucleare. Non c’è nulla di più importante per il futuro della nostra specie e del nostro pianeta.


TRANSCEND MEMBERS, 4 Jul 2022 | David Adams | Transition to a Culture of Peace – TRANSCEND Media Service

Traduzione di Enzo Gargano per il Centro Studi Sereno Regis

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