La Repubblica di Barbiana| Recensione di Angela Dogliotti

Paolo Landi, La Repubblica di Barbiana. La mia esperienza alla scuola di Don Lorenzo Milani, LEF, Firenze 2018, pp. 344, € 15,00

La Libreria Editrice Fiorentina ha da poco pubblicato un nuovo libro su don Milani, La Repubblica di Barbiana, di Paolo Landi*.

Paolo Landi è un allievo di don Lorenzo. Arriva a Barbiana dopo la scuola elementare e l’avviamento al lavoro, vive dal di dentro l’esperienza di quella che chiama la «repubblica di Barbiana», va all’estero a imparare le lingue, come diversi altri allievi e si impegna nel sindacato, ricoprendo cariche di rilievo nella CISL, prima di fondare l’Associazione di consumatori ADICONSUM e la Fondazione per il consumo sostenibile. Una vita contrassegnata dalle due affermazioni stampate sulla copertina: «È la parola che fa sovrani, è la coerenza che rende credibili».

Nella prima parte del volume l’autore racconta la sua vita e la sua esperienza a Barbiana e questa è forse la parte più inedita, perché presenta il rapporto con la realtà della scuola e con il maestro don Lorenzo, attraverso il vissuto personale di uno dei ragazzi ai quali il priore poco prima di morire confesserà: «Ho voluto più bene a voi che a Dio, ma ho speranza che lui abbia scritto tutto sul suo conto […]». Nel racconto compaiono  diversi altri allievi, tra cui Maresco, Francuccio, Michele…, ci sono molti aneddoti di vita quotidiana, emergono anche le durezze e i disaccordi presenti in ogni comunità umana e dunque anche a Barbiana.

Nella seconda parte viene narrata l’opera di don Lorenzo, sono ricordati  i suoi insegnamenti, il suo rapporto con la Chiesa, il mondo del lavoro, la scuola. L’ultima sezione di questa parte presenta quelli che, a detta dell’autore, sono i «messaggi che non tramontano». Tra questi:

la coerenza del maestro come modello di vita  «Insistono perché io scriva per loro un metodo […] non dovrebbero preoccuparsi di come bisogna fare per far scuola, ma di come bisogna essere per poter fare scuola» (p. 276);

la scelta di stare dalla parte di chi subisce l’ingiustizia  «Siamo sovrani. Non è più tempo delle elemosine, ma delle scelte. Contro i classisti che siete voi, contro la fame, l’analfabetismo, il razzismo, le guerre coloniali» (p. 279);

la distinzione tra leggi giuste («quando sono la forza del debole») e leggi ingiuste («quando sanzionano il sopruso del più forte»), obbedire alle quali non è una virtù;

la scuola votata alla crescita culturale degli alunni perché siano cittadini sovrani;

la politica come ricerca comune delle soluzioni ai problemi nell’interesse della collettività, come servizio, non come privilegio, come verità, non come ricerca del consenso «Quando la classe politica ricerca il consenso attraverso l’assistenzialismo, come sta avvenendo oggi, si toglie al paese la prospettiva del futuro e destina i propri giovani a emigrare» (p. 305).

Un testo tra passato e futuro, che cerca nell’esperienza milaniana un messaggio, un orientamento anche per l’oggi. Un esempio di come il rapporto con un grande maestro ha segnato una vita e ha offerto opportunità al futuro.

Paolo Landi è nato a Vicchio di Mugello (FI) nel 1948. Figlio di contadini, dopo la scuola elementare e di avviamento al lavoro arriva a Barbiana e segue la scuola di don Milani. Attualmente membro della fondazione Don Lorenzo Milani, partecipa a conferenze e incontri organizzati dalle scuole nella ricorrenza del cinquantenario della morte del priore

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