Quest’anno sono diventata una Peer Educator | Laura Blaj

Molti si chiederanno cosa voglia dire… Beh, dopo una decina di incontri, aver discusso e svolto molteplici attività per scoprirlo, posso dire, che essere una peer educator non è svolgere un semplice ruolo, ma è un insieme di qualità, personalità e azioni.

Ho iniziato quest’attività alla fine di ottobre. Ci siamo riuniti, noi, una quindicina di ragazzi, interessati ad una nuova esperienza, con due volontarie dal Centro Studi Sereno Regis perfettamente formate ed esperte. All’inizio non sapevamo bene cosa ci stesse aspettando, ma dopo poco tempo abbiamo capito di essere entrati a far parte di una cosa estremamente importante per noi giovani: essere un peer educator, non è una cosa che ti insegnano, puoi avere una conoscenza infinita, e molta esperienza, ma se non fa parte di te, non ci puoi fare molto…

Per essere uno di loro, devi avere pazienza da vendere, devi saper ascoltare, e dare buoni consigli allo stesso tempo, devi riuscire a far apprezzare alle persone, la vita che le circonda, e insegnare loro a non giudicare, prima di conoscere. Ammetto che sia un compito arduo, per questo, devi sentire di volerlo veramente…

Il tema principale dei nostri incontri era l’incitamento all’odio. In quelle piccole stanze, in quelle poche ore, abbiamo espresso noi stessi, ci siamo aperti con persone conosciute da poco, o con quelle che già conoscevamo, abbiamo condiviso il nostro passato e le nostre aspettative per il futuro, abbiamo confrontato idee, passioni e punti di vista, non ometto, con alcuni scontri… Ma è questo il bello di essere diversi. Con le attività, abbiamo imparato a conoscere gli altri, ma soprattutto noi stessi, imparato ad esprimerci, senza aver paura di essere giudicati o criticati, e abbiamo imparato a non farlo a nostra volta.

Tutto questo, vi sembrerà magnifico e infatti lo è stato. Ma immaginate la nostra reazione quando ci siamo resi conto che tutto quello che avevamo imparato lo avremmo dovuto insegnare… L’abbiamo presa sul ridere inizialmente, facendo battute e scherzandoci sopra, ma poi ci siamo ricordati il nostro primo incontro, e le buffonate hanno lasciato il posto alla serietà.

Alla fine, quando fu il nostro turno, ansia e agitazione facevano parte di noi, ma eravamo anche entusiasti di far vedere a noi stessi di potercela fare. Fu un’esperienza bellissima, che sicuramente nessuno di noi vorrà dimenticare, siamo diventati parte di un gruppo immenso e straordinario di persone, e per questo vi saremo per sempre grati.

Grazie di tutto

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