Terra Madre, Islam e nonviolenza | Giorgio Barazza

Riflessioni da parte di una famiglia di Robassomero ospitante i delegati di Terra Madre 2018

Questo anno a Terra Madre la zona di Ciriè (città di Terra Madre) ha ospitato delegati di Terra Madre provenienti dal Tagikistan e dal Kagikistan.

Le tre famiglie che hanno ospitato a Robassomero avevamo persone del Tagikistan, tutti di religione musulmana

Io e mia moglie abbiamo ospitato due donne: Butaeva Ughulbi animatrice di una associazione di donne e Sharipova Sulhiya insegnante in scuola dell’infanzia.

Che bello, mi sono detto, cosi posso verificare se conoscono il Gandhi dell’Islam, Abdul Ghaffar Khan, soprannominato Badshah Khan (in India).

Allora mi sono preparato andando a rivedere la scheda su di lui cha avevo fatto in altri tempi, ma ho colto anche l’occasione per andare a rileggere un testo che Nanni Salio aveva scritto nel 2008 dal titolo L’islam tra violenza e nonviolenza: da Badshah Khan ai movimenti islamici nonviolenti contemporanei.

Quanto di seguito descritto è estratto dal testo di Nanni

La domanda che vien posta in questo testo è “un Gandhi musulmano è possibile?” La risposta è si, sono esistiti vari “Gandhi musulmani”

Nanni dopo avere presentato l’esperienza di Badshah Khan cerca di dare una risposta a tre quesiti:

  1. come si inserisce questa esperienza nel contesto della cultura islamica e di quella specificamente tribale dei Pathan?
  2. che cosa ha impedito a questa esperienza di continuare dopo la cacciata degli inglesi?
  3. che cosa impedisce oggi di riscoprire e promuovere nuovamente la via della nonviolenza nelle società islamiche, oltre che più in generale in tutto l’Occidente?

Dalla sua ricerca emergono le seguenti figure di islamici che hanno fatto esplicito riferimento alla nonviolenza:

  • Abdul Ghaffar Khan[1]seppe costruire un esercito di centomila resistenti nonviolenti all’occupazione inglese in India lungo la frontiera del Nord Ovest, la famigerata terra delle temibili tribù Pathan
  • Maulana Abul Kalam Azadun altro compagno di lotta di Gandhi, entrambi, lui e Badshah Khan furono interpreti nonviolenti del pensiero religioso dell’Islam, e in particolare del Corano
  • Wali Khan[2], come il padre Badshah Khan, è stato un fermo oppositore e ha pagato duramente il prezzo di questa scelta sotto i vari regimi che si sono succeduti in Pakistan
  • Fetullah Gülen[3], autorevole riformatore morale dell’islam turco che è riuscito a trasferire le sue idee a un ampio movimento di riformamorale ispirato esplicitamente alla nonviolenza, che si è diffuso in oltre cento paesi, con numerosissime scuole, università e iniziative economiche
  • Maulana Wahiduddin Khan[4]. Attraverso una rivista mensile, al-Risala (il messaggio dell’islam), egli propone un’idea dell’Islam che separa religione e politica, l’azione temporale politica da quella religiosa. Tale separazione ha lo scopo di “garantire la libertà religiosa mentre continua il dialogo su questioni che concernono il mondo dove musulmani e non musulmani possono trovare un terreno comune nello spirito della cooperazione e dell’interesse nazionale
  • Rajmohan Gandhi e Afsandyar Khan L’insegnamento di Gandhi e Badshah Khan è stato ormai raccolto dai loro nipoti[5]

Queste riflessioni ed esperienze interne all’Islam hanno portato:

  • all’avvio di un processo di riconciliazione con gli armeni e segni di possibile svolta anche rispetto alla questione kurda che fanno sperare in un futuro migliore.
  • a una nuova opportunità dove per il movimento kurdo si apre la prospettiva di una lotta nonviolenta[6]

Per approfondimento sulla nonviolenza all’interno dell’islam si veda: Abdul Aziz Said che affronta il ruolo che la nonviolenza può svolgere nel cambiamento sociale nell’islam in La nonviolenza come metodologia del cambiamento sociale nell’islam in «Quaderni Satyagraha», n. 5, pp. 103-121[7]

Scopro così che la nonviolenza nell’islam è presente e si è particolarmente realizzata attraverso diverse significative esperienze che certamente si sono moltiplicate anche in altre situazioni oltre a quelle citate.

Giorgio Barazza ([email protected])


NOTE

[1]Si veda Easwaran Eknath, Badshah Khan. Il Gandhi musulmano, Sonda,

[2]http://en.wikipedia.org/wiki/Khan_Wali_Khan

[3]Una breve biografia è contenuta nell’opera Toward a Global Civilization of Love and Tolerance, mentre per una presentazione di taglio giornalistico, si veda: Tonia Garofano,Fethullah Gülen, il mistico che ha creato l’Islam “sociale” (http://www.ffwebmagazine.it/FFW/page.asp?VisImg=S&Art=2848&Cat=1&I=../immagini/PERSONAGGI/gulen_int.jpg&IdTipo=0&TitoloBlocco=Il%20Personaggio&Codi_Cate_Arti=45)

[4]www.alrisala.org/Maulana/Irfan_on_Maulana.doc

[5]“Talking of grandfathers”, The Hindu, 5/08/2004, http://www.hinduonnet.com/thehindu/mp/2004/08/05/stories/2004080500490100.htm

[6]si veda Nicholas Pater,“The PKKand Revolutionary Nonviolence: Transforming Struggle for Kurdish Freedom in Turkey,www.jmu.edu/gandhicenter/wm_library/workingpaper5.pdf

[7]Nel web si trova l’originale in lingua inglese: Nonviolence as a Methodology of Social Change in Islam, http://pdpace.interfree.it/s5_said_en.pdf

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *