Artisti circensi mettono in scena a Tel Aviv una veglia per un clown palestinese incarcerato


Artisti palestinesi e israeliani improvvisano una rappresentazione in una via pedonale del centro di Tel Aviv per chiedere la liberazione di Mohammed Abu Sakha, un clown palestinese detenuto in Israele senza accusa né processo.

Artisti circensi israeliani e palestinesi manifestano a Tel Aviv per chiedere la liberazione del clown palestinese Mohammed Abu Sakha, detenuto in Israele, 5 luglio 2016 (Oren Ziv / Activestills.org)


Artisti circensi della città cisgiordana di Nablus e giocolieri israeliani hanno messo in scena uno spettacolo di protesta nel centro di Tel Aviv, martedì 5 luglio, per sollecitare le autorità israeliane a liberare Mohammed Abu Sakha, un clown palestinese imprigionato in Israele da sette mesi, la maggior parte dei quali in detenzione amministrativa – uno strumento draconiano usato da Israele per trattenere i palestinesi senza accusa né processo.

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Lo spettacolo, organizzato in collaborazione con Amnesty International, è stato rappresentato durante il mercato settimanale degli artisti di Tel Aviv, in Via Nahalat Binyamin. L’elemento centrale dello spettacolo era una piccola gabbia contenente un clown. Intorno a lui, i giocolieri e gli artisti circensi eseguivano i loro giochi e le loro manovre acrobatiche.

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Le forze israeliane arrestarono Abu Sakha nel dicembre scorso al posto di blocco di Za’atara, mentre stava andando a far visita ai genitori nella città di Jenin in Cisgiordania. Poco dopo, egli fu sottoposto a detenzione amministrativa. In giugno, l’ordine di detenzione amministrativa è stato rinnovato per altri sei mesi. Come tutti i palestinesi in detenzione amministrativa, attualmente più di 700, Abu Sakha non sa di che cosa è accusato e non ha alcuna possibilità di difendersi dalle accuse.

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Fino al suo arresto, Abu Sakha gestiva la Scuola Circense Palestinese (Palestinian Circus School) in Cisgiordania e insegnava spettacoli circensi ai bambini palestinesi. Abu Sakha iniziò ad imparare l’arte del circo, nove anni fa, ancora quattordicenne, e da allora il circo è diventato tutta la sua vita.

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Egli vive vicino al circo e vi trascorre lavorando l’intera giornata. È anche impegnato a scrivere un libro su come insegnare, attraverso l’arte del circo, terapia per bambini con esigenze speciali. I suo amici dicono che bambini, che non riuscivano a fare un passo quando lo avevano conosciuto, ora riescono a camminare grazie a lui.

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Il Circo Palestinese è una delle rare perle nella dolorosa realtà della vita sotto l’occupazione. Oltre agli spettacoli, che attirano visitatori da tutto il mondo, è attiva anche una scuola circense, frequentata da circa 340 bambini dell’area di Ramallah e Bir Zeit, di cui 40 hanno esigenze speciali. Per questi bambini, il circo non è solo il rifiuto del disagio quotidiano, ma anche una terapia.


Activestills.org
Titolo originale: PHOTOS: Circus performers stage vigil for imprisoned Palestinian clown in Tel Aviv
Traduzione di Franco Malpeli per il Centro Studi Sereno Regis

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