El presidente de la paz | Recensione di Nanni Salio

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Marinella Correggia, El presidente de la paz. Hugo Chávez, Sankara, Roma 2015, pp. 112, € 7,00

Un piccolo libro, denso di riflessioni, domande, informazioni. Tre capitoli: sulla guerra, sul rapporto Sud-Sud, tra America Latina e Africa, e sull’ecosocialismo. Il tutto, nel ricordo del presidente bolivariano Hugo Chavez e anche di Thomas Sankara. Entrambi morti prematuramente, il primo per un cancro nel 2013, il secondo nel 1987 in seguito a un colpo di stato.

E ora anche l’esperienza venezuelana ha subìto una svolta, con la sconfitta elettorale.

Ma cominciamo dal problema guerre, che si concentra soprattutto su quella in Libia, iniziata nel 2011, e in Siria, subito dopo. Chavez, insieme a Castro e a pochi altri ha tentato strenuamente, nelle sedi ONU, di svolgere una funzione di mediazione, senza successo, data la debolezza dell’ONU stessa e la sua sudditanza alle grandi potenze, Stati Uniti in primo luogo. L’autrice documenta l’intenso lavoro svolto da Chavez, poco noto, e solleva la questione della debolezza e quasi totale assenza dei movimenti per la pace. Una doppia debolezza che ha portato inevitabilmente all’insuccesso, come in molti altri casi. Come non ricordare il bombardamento NATO sulla Yugoslavia, con la nostra partecipazione grazie al governo D’Alema, le guerre del Golfo, e la tuttora in corso guerra in Ucraina.

Sulla debolezza istituzionale, non si può che constatare che nonostante trattati e dichiarazioni, il diritto internazionale è «carta straccia» per le grandi potenze, Israele e Stati Uniti in testa. E i teorici del diritto si arrampicano sui vetri senza riuscire a risolvere i dilemmi della guerra giusta e senza mettere radicalmente in discussione i modelli di difesa, che sono tutt’altro che di difesa, ma di offesa, a cominciare dalle armi nucleari.

Anche per quanto riguarda i movimenti non dobbiamo stupirci. Di questi tempi, la loro debolezza – e non solo dei movimenti per la pace ma anche dei movimenti per l’ambiente o di quelli per la giustizia sociale – è ben nota. Limitandoci ai movimenti per la pace, essi sono frammentati, privi di una adeguata organizzazione stabile, senza la quale si improvvisano solo degli eventi che non sono in grado di incidere. E molte componenti sono legate o al mondo della Chiesa o, peggio, svolgono un ruolo collaterale nei confronti dei partiti.

I problemi della guerra e della pace, come pure quelli dell’ambiente e della giustizia sociale sono complessi e richiedono soluzioni anch’esse complesse, non a una sola dimensione, come spesso avviene.

Il secondo capitolo del libro, relativo alla possibile collaborazione tra ALBA (America Latina) e Africa descrive una proposta quanto mai affascinante, che si può estendere a tutti quanti i BRICS, anche se in questo momento vi sono segni di debolezza. Oltre alla sconfitta in Venezuela, anche quelle in Brasile e Argentina. Le popolazioni dell’America Latina, come quelle di tutti i paesi del mondo, sono divise al loro interno e le classi sociali dominanti dispongono di ingenti mezzi con cui condizionare l’opinione pubblica mediante il controllo dei media e la propaganda.

Per quanto riguarda l’ecosocialismo, discusso nel terzo capitolo, Chavez ha cercato di affrontare le contraddizioni di un modello di sviluppo ancora estrattivista, basato in larga misura sul petrolio. L’urgenza del cambiamento, radicale, richiede di investire in misura massiccia sulle fonti energetiche rinnovabili, che già ora sono in grado di sostituire quelle fossili. Chavez ha fatto alcuni passi in questa direzione, ma molto lavoro resta da compiere. Lavori come quelli di Amory Lovins e Jeremy Rifkin, tra gli altri, non sono solo frutto di visionari utopistici, ma si basano su solide basi e consentono di progettare un percorso di transizione concreto.

Insieme al buen vivir occorre anche promuovere la cultura della semplicità volontaria, che ha un’antica tradizione risalente a Gandhi e ancor prima a San Francesco, l’altro Francesco oltre a quello odierno.

10 Risposte a “El presidente de la paz | Recensione di Nanni Salio”

  1. Ma questo libro comunicando per il titolo è una gran bugia…e posso dirlo con proprietà per essere venezuelana (e in più giornalista). Per farvi capire, dirò che il presidente morto come motto ‘Patria, socialismo e morte’, e ci teneva….Ha chiuso emittenti di radio/Tv, perseguitato giornalisti, incarcerato i suo avversari politici; tutto questo senza parlare del modo di rovinare la economia nazionale, della corruzione, la egemonia, l’abuso de potere e, addirittura, il contro lo de tutti i poteri. Non ce vuole essere molto intelligente per capire che dietro questo libro c’è il potente lobby del governo venezuelano. A voi italiani solo posso permettere di consigliarvi di andare in Venezuela per ‘capire’ la situazione e se no parlare con i venezuelani che ormai si trovano dovunque, visto che la hipermega inflazione, la insicurezza e il conflitto politico ci ha spinto a lasciare il paese….E se preferite credere al argomento di questo libro, al meno, domantevi chi si beneficia (e come) con la promozione propagandistica e la creazione di un mito sulla figura di un uomo che come presidente è stato un incompetente e come essere umano non ha avuto la minima compassione nel confronto di chi non eravamo d’accordo col su modo di governare.

    Ps.scusate il mio italiano. Sto ancora imparando.

    • beh carissima, si vede molto bene che chi non è al corrente di molte cose sei proprio tu. Questo libro non è ordito da nessun gran potere venezuelano e ne l'autore, ne la casa editrice si sono arricchiti o hanno ricevuto finanziamenti. Una buona giornalista tutto questo lo avrebbe investigato e lo saprebbe da sola.
      Sappi al contrario che l'autrice di quel libro, una vera conoscitrice dell'opera di Chavez -in specialmodo internazionalista- e una vera pacifista, ha dato in "beneficenza" quanto ricavato dalla vendita.
      Ci sono persone in Italia e nel mondo che stanno sempre dalla parte dei più poveri, dei più umili, degli emarginati …; che vogliono costruire una società dove tutti abbiano le stesse opportunità. Persone che credono che i popoli latinoamericani meritano essere sovrani …
      Per questo qui in Italia sosteniamo Chavez, Maduro ed il Processo rivoluzionario. Perché gli emarginati e gli sfruttati di sempre con Chavez hanno ritrovato dignità e diritti. Oltre ogni motto.

      Forse l'ampliamento dei diritti di molti è significato togliere i privilegi a chi può permettersi di andare in giro per il mondo, a studiare la lingua, anche in un paese depresso come l'Italia, dove andrebbe a cercare lavoro (per disperazione , per fuggire da un paese come quello che hai descritto) solo uno stolto o un ricco.

      E poi sempre se ti garbasse realizzare un po' di giornalismo investigativo, avresti già scoperto che la colpa dell'inflazione, del conflitto politico e del "desabastecimiento" è delle oligarchie.
      Ti auguro un buon soggiorno in Italia, che tuu possa vedere le contraddizioni europee e almeno da li capire quante grandi cose ha fatto la revolucion bolivariana per il venezuela.

    • Sto rispondendo a Mela, beh che dire, l’impero criminale, che semina morte e terrore nel mondo ha i suoi fans o meglio i suoi servi sparsi ovunque questa una di quelle persone abominevoli che talvolta dobbiamo leggere dandogli il peso che merita… vorrei che andasse in Argentina perchè veda quello che sta facendo la nuova destra spiccatamente fascista…quando i ricchi perdono potere diventano belve poi si vendicano per questo spero che la povera gente prenda esempio dalla loro malvagità e dalle loro menzogne e quando sono al potere facciano veramente quello che loro affermano di aver subito…alla cattiveria si risponde con cattiveria non c’è soluzione … è meglio che mi fermi qua perché mio nonno minatore perseguitato dai fascisti mi disse “nipote non perdere mai tempo a parlare con i fascisti…..” non scrivo il continuo delle sue parole spero che lei le possa immaginare… spero che gente mala come lei lasci questo mio paese prima possibile, ne abbiamo tante da noi di mele marce e ci bastano…..mi dica pure che sono razzista gli rispondo che si lo sono quando incontro persone che come con bugie senza limiti offendono chavez el conquinste reali della Rivoluzione Bolivariana e allo stesso tempo anche i valori antifascisti con cui sono cresciuto.
      Sinceramente spero non abbia tempo di imparare bene l’italiano. (si che se ne vada via prima possibile). adesso i suoi hanno la maggioranza o no??

  2. Grazie Mela per portare verità. Una innegabile: il 2015 chiude con più di 257.000 persone che hanno perso la vita durante la dittatura castro-comunista in Venezuela. Esiste, è in atto una emergenza umanitaria, si muore per mancanza di medicine e non solo per le malattie e, c'è la fame perché l'industria agricola è stata distrutta. Non ho mai visto un pannello solare sul tetto di una rancho, e proprio lui (non abbiamo tutt'oggi il documento di de funzione) aveva acettato il fatto che la mancanza di energia elettrica a zone, nel intero paese, era dovuta a una iguana. "Per i suoi frutti lo conoscerete". corruzione, morte, fame, miseria e sopratutto, indignità. La attuale cifra di povertà è molto più alta di quella del dicembre 1998.

    • Domando a questi veri o finti commentatori che parlano male di Chavez: sapete perchè vi piaceva tanto il Venezuela di 20-30 anni fa? Perché voi facevate parte di quel 10% che si arricchiva alle spalle deñ 90% di poveracci. Peraltro voi eravate quelli che in Italia chiamereste “immigratidi m”. Se non vi piace la Rivoluzione che ha dato istruzione, sanità e dignità a milioni di venezuelani, la soluzione è facile facile. Prendete le vostre valigie di cartone e ve ne tornate in Italia. Lí sí che vi accoglieranno a braccia aperte, venite venite…….. cosa aspettate? Siete solo dei ciarlatani

  3. t r i s t e z z a a s s o l u t a t a n t e c a l l u n n i e e la limitata capacità di analisi, comprendere le vere cause…

    Pur di continuare a mantenere i propri interessi le oligarchie preferirebbero veder bruciare il paese o regalarlo a los gringos.

  4. Io vivo in Venezuela da più di 40 anni conosco il prima e il dopo  Chavez .
     Siamo molto pochi, pochissimi italiani e stranieri che amano questo paese e riconosciamo  la sua generosità nel accoglierci, nel darci un  lavoro per costruirci una vita . Non ci siamo mai sentiti cittadini di seconda classe e ancor di più in questi  ultimi anni riscattati nella nuova Costituzione bolivariana . Insegniamo ai nostri figli ,che si sono laureati e specializzati ad un costo minimo, ad amare , difendere e sentirsi  privilegiati e orgogliosi di essere nati in questa terra di grazia, generosa e nobile. Abbiamo difeso e difenderemo questo paese in qualsiasi circostanza e in qualsiasi terreno. Solo gli ingrati hanno la memoria corta e dimenticano  per convenienza il passato  
    Nonostante la crescita dell’inflazione, i salari e le pensioni, in Venezuela, sono aumentati e la povertà estrema è diminuita: segno che il governo non ha messo al centro gli interessi del “mercato”, ma quello dei meno favoriti. Eppure la propaganda mediatica presenta le cose esattamente al contrario.
    Le code che si vedono a Caracas non sono quelle dei poveri alla Caritas in Italia, in Spagna, in Grecia, che fanno fatica a sopravvivere. Nonostante la guerra economica contro il governo Maduro, la gente in coda ha di che comprare le merci che arrivano, e anche in modo compulsivo
    Abbiamo raggiunto dei risultati importanti: il 70% dei bambini fra i tre e i cinque anni fanno colazione e pranzano a scuola. con 2.500.000 studenti universitari siamo il QUINTO PAESE AL MONDO per popolazione universitaria rispetto alla popolazione totale. Il 10% delle risorse nazionali viene utilizzato per l'istruzione, con ACCESSO GRATUITO E UNIVERSALE AL SISTEMA PUBBLICO, che istruisce l'80% della popolazione venezuelana. Dal 2010 il Piano Canaima di Alfabetizzazione Tecnologica garantisce la CONSEGNA DI UN LAP-TOP (COMPUTER PORTATILE) ai bambini delle elementari. Anche gli studenti di medicina comunitaria dispongono di un lap-top.
    L'Unesco ha certificato che siamo liberi dall'analfabetismo per effetto dei risultati della Missione Robinson 2 che ha permesso agli adulti di terminare gli studi elementari. La Missione Rivas ha invece permesso, a chi lo ha voluto, di finire le medie. Poi c'è stata la Missione Sucre, per gli studi superiori. Ora tutti i comuni hanno almeno un quartiere universitario legato a qualche università pubblica. Durante il governo bolivariano sono state create più di 15 università pubbliche, alcune specialistiche, come l'Università della Polizia Nazionale e quella dello Sport.
    Questo governo ha costruito più di un milione di case degne per i più poveri e classe media
    C'è’ ancora moltissimo da fare la corruzione e' ancora forte .  
    Risultato di decenni di anti-valori, l'individualismo, l'ordine gerarchico, la regola della giungla chiamata democrazia, una formazione solo per pochi, anni di esclusione, di famiglie spezzate, l'alcolismo, il machismo, i Miss Venezuela , una società di consumi "Esta barato dame dos , de “Piensa por ti y agarra lo que puedes” o de “ No me des, pero ponme en donde haya” o de "Cuanto  hay para eso,"."E economico ne prendo due " Pensa per te e prendi cio che puoi  o non darmi , ma mettimi dove posso prendere erano i  comandamenti  della quarta Repubblica che non si riescono a estirpare.
    Il processo  è lento perché e’ pacifico, se avessimo scelto” los Paredones” tutto sarebbe  più veloce, Ma cosi abbiamo deciso la nostra e’ una RIVOLUZIONE PACIFICA …….ma  ARMATA.
     
    Patria ,Socialismo o muerte e’ il motto e non come falsamente lo scrive la giornalista con una congiunzione
    Ed e’  lo stesso che SOCIALISMO O BARBARIE che e' quella , che vive oggi il moribondo occidente “democratico” e  “libero“

  5. Quando madre natura ha distribuito i cervelli, alcuni sono arrivati in ritardo e si sono dovuti accontentare degli scarti. Non è colpa loro! Col cervello limitato che si ritrovano non posso fare analisi serie e sono vittime delle menzogne che diffondono ogni giorno i mezzi di comunicazione, al servizio della classe dominante. Probabilmente chi ha lasciato commenti infamanti contro Chavez o contro l'autrice del libro (di cui ovviamente ignorano totalmente la sua storia e ne parlano male solo perché da perfetti ignoranti sono abituati a comportarsi in questo modo) è un morto di fame, che si schiera con la classe dominante, con l'oligarchia, insomma col suo carnefice, con il suo sfruttatore. I mezzi di comunicazione che diffondono disinformazione sul Venezuela, sia in Venezuela che all'estero, sono sempre di proprietà della classe dominante, del gran capitale e non possono che schierarsi contro chiunque cerca di redistribuire le risorse in maniera piu' omogenea fra tutte le classi sociali. MELA e le altre persone che parlano male della situazione in Venezuela mi fanno pena perché sono convinti che i Mendoza e suoi rappresentati politici, come i Ramos Allup o i Borges attueranno in loro favore. Ma quando mai!

  6. I commenti di Mela e AIRESVEN sono uguali a tutti gli altri commenti stupidi, falsi e fuorvianti che lasciano gli squallidi in qualsiasi luogo reale o virtuale si parli di Venezuela. Dietro di loro ci sono di certo gli interessi dei potenti, delle borghesie, dell'imprenditoria internazionale, quella che vuole a tutti i costi tornare ad estrarre petrolio in Venezuela per intascarsene profitti.Come fate a parlare di dittatura se il PSUV ha perso le elezioni e non ha più la maggioranza in parlamento? Come parlarne dopo 15 tornate elettorali e dopo che Jimmy Carter ha dichiarato che il sistema di voto vigente è uno dei più sicuri al mondo? In mano a chi stanno tutte le televisioni private? Come potete parlare di emergenza umanitaria nel paese che l'anno scorso ha ricevuto il premio FAO per la lotta alla fame? Poi vorrei capire chi vi fornisce i dati a cui fate riferimento: pensate sempre di avere statistiche più aggiornate e veritiere di organizzazioni come la FAO, l'UNESCO, l'OMS. La povertà in aumento!!! Puoi citarmi la fonte?Complimenti! La vostra è solo una fabbrica di menzogne. La verità è rivoluzionaria.
    Viva Chavez! Viva il Venezuela Bolivariano! Viva il Socialismo!

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