Pillola vagante (6)

VHS, DVD, SUPER8…

Tutto e subito

Ahimè, queste tre paroline guidano le nostre azioni, tutte, anche quella di comprare; e in questo caso mi riferisco ai film. E siccome sto traslocando, devo occuparmi di tutti gli oggetti che devo spostare, e condividere il modo in cui lo sto facendo.

Lo scorso fine-settimana un’amica mi ha prestato la sua auto per fare ancora un pezzetto di quel trasloco “volontariamente semplice” di cui vi sto facendo partecipi da qualche settimana. E parlando della restituzione dell’auto mi dice: “Se ti serve posso tenerti qualcosa in casa, finché non ti trasferisci definitivamente, tanto, hai visto, la stanza vicino alla mia porta di casa è come un magazzino…”.

Io sto facendo proprio così: porto in città, un po’ per volta, le cose che non mi servono nell’immediato, così avrò meno scatole da traslocare alla fine. Decido perciò di accettare la generosa offerta della mia amica.

Meno e (è) meglio

Parlando, l’amica in questione mi racconta che il suo videoregistratore non funziona più e così lei – che come me ha ancora delle videocassette (VHS) – non può più guardare le sue pellicole preferite. Ecco allora che cosa ho deciso di portare a Torino e lasciare in “custodia temporanea” all’amica cinefila come me. Un videoregistratore ancora imballato – dentro a una busta di quelle che servono per trasportare i surgelati – e alcune scatole di mie videocassette. Così, mentre mi fa da magazziniera potrà guardare i suoi – oltreché i miei – film con il videoregistratore che funziona (e di cui farò senz’altro a meno, impegnata come sono ad organizzare il trasloco).

Ora veniamo al titolo di questo paragrafo: Meno (videocassette) e (è) meglio (film migliori). Nella scia della semplicità volontaria quando voglio guardare un film vado al cinema. Niente è come vedere un film al cinema, per chi ami davvero il cinema (e io ho una vera e propria malattia: la cinemite). Per gli stessi motivi (la semplicità volontaria e la cinemite) non compro videocassette né DVD dei film, né – meno che mai – mi faccio masterizzare il film da qualcuno che lo ha comprato o – menissimo che mai – scarico il film da Internet. Semplicemente vado al cinema. Poi, certo, alcuni film meritano di essere avuti e conservati (pochissimi, in verità) e quindi anch’io ho comprato (il più delle volte usati, ma anche nuovi) o ricevuto in regalo i Film (con la maiuscola): tipo la trilogia de Il signore degli Anelli, Guerre stellari, Matrix, o i due Novecento, o C’era una volta in America e altri. Risultato di questa estrema selezione: ho 4 scatole di VHS e DVD, che così ho potuto portare alla mia amica custode. Certo non avrei potuto farlo se avessi avuto – come ho visto – un’intera parete di DVD! Ma perché vogliamo avere “il cinema in casa”?

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Aspettare

Il verbo si riferisce al titolo di questa Pillola: “Tutto e subito” con cui ho cominciato. Perché non possiamo aspettare che il film (o la serie) arrivi in tv? Perché non possiamo aspettare che il film arrivi alla Biblioteca dove l’abbiamo prenotato? Perché non possiamo aspettare di trovare il film nel circuito dell’usato? Perché non possiamo aspettare di scambiare un nostro oggetto con il film che vogliamo, durante un “mercatino dello scambio senza-moneta”? Ve lo dico io perché: perché non è veramente importante. Se fosse davvero un filmone, di quelli che vogliamo avere in casa (magari ne abbiamo anche il libro da cui è tratto), potremmo aspettare, perché poi lo terremo per sempre. O almeno questa è un’ipotesi che mi si è formata in testa facendo come faccio da anni con i film. Li guardo al cinema. Poi, se proprio devo/voglio rivederli (ma preferisco sempre aspettare qualche rassegna cinematografica, perché un film è studiato per essere visto nello schermo di un cinema) scelgo tra queste opzioni:

  • Aspetto che li mandino in tv.
  • Li cerco in Biblio-videoteca.
  • Li compro – se vale davvero la pena – nell’usato.
  • Li scambio con qualcuno che ha gusti diversi dai miei.
  • Me li faccio prestare – in originale – e poi li restituisco.
  • Non li registro per tenere un’orrenda scatola, senza copertina e col titolo scritto a pennarello.
  • Non li scarico da Internet (soprattutto se è gratis).
  • Non me li faccio copiare da qualcuno.

E tutto questo, anche tutto questo, mi permetterà di fare un trasloco più “leggero”, meno stressante e magari condiviso con gli amici, invece che pagare un occhio della testa a un’impresa specializzata. Poi, una volta ritornata in città, potrò fare il “giro dei recuperi”, visitando amici e luoghi che avranno custodito i miei – pochi – oggetti e sarà bello pure quello, no?

 

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