Storie di testimoni, sfide di pace – Recensione di Nanni Salio

 

cop_Alessandro Cortesi, a cura di, Storie di testimoni, sfide di pace 130pxAlessandro Cortesi, a cura di, Storie di testimoni, sfide di pace, Nerbini, Firenze 2014, pp.152, euro 14

Tra i molti libri usciti per commemorare il 50° anniversario della Pacem in Terris, merita segnalare questo volume che raccoglie gli atti del convegno promosso da Pax Christi in collaborazione col Centro Espaces ‘Giorgio La Pira’ a Pistoia nel giugno 2013.

L’articolo più ampio e significativo, che occupa metà del volume, è quello del curatore, Alessandro Cortesi, che ripercorre sia le vicende che portarono alla stesura dell’enciclica, sia i contributi alla cultura della pace e pìù specificamente della nonviolenza di autori come Panikkar, Capitini, Pontara.

Una breve carrellata sulla “situazione di un mondo in guerra” viene tracciata alle pag.30-43, dove l’autore affronta il nodo cruciale degli interventi militari che vengono spacciati come “umanitari”. Alla nota n. 22 viene riferito il pensiero di Luigi Ferrajoli che, dopo aver giustamente sostenuto che gli “interventi umanitari” in Iraq, Kosovo, Afghanistan sono stati illegittimi in base alla Carta dell’ONU, sostiene invece che quello in Libia era necessario. Ma ahimé, basta vedere quello che sta succedendo in Libia e dintorni (Mali, Africa subsahariana, Siria, Iraq, ecc.) per capire che anche quell’intervento militare fu non solo pretestuoso, ma clamorosamente sbagliato, inefficace e criminale.

Qui sorge allora una domanda di ordine generale. Qual è la ragione che porta a commettere tali errori di valutazione (ne potremmo citare altri di autorevoli personalità, ma non è questa la sede per addentrarci in questioni ancora più spinose e delicate). Si può rispondere dicendo che manca nella cultura dominante, in particolare accademica, una vera e propria cultura e teoria della pace. La maggior parte di questi autori ignora i lavori di Johan Galtung e i suoi commenti che settimanalmente ci permettono, attraverso la newsletter (i cui editoriali traduciamo in quella del Centro Studi Sereno Regis. Sulla Libia si veda, ad esempio: “Libia: guerra in corso”).

di avere un quadro e una valutazione più affidabili di quello che succede nel mondo.

Completano il volume, i contributi che ricordano le figure di “testimoni scomodi della Chiesa” come Giorgio La Pira, Ernesto Balducci, David Maria Turoldo. Oggi, accanto al loro insegnamento, abbiamo bisogno di una solida cultura della pace e della nonviolenza per sradicare le idee errate e i pregiudizi che continuano a circolare nella quasi totalità della subcultura del complesso militare-industriale-mediatico-scientifico, tuttora dominante.

 

 

2 risposte a “Storie di testimoni, sfide di pace – Recensione di Nanni Salio”

  1. Un caro saluto. ho avuto modo di consultare di Alessandro Cortesi, Storie di testimoni, sfide di pace. E' davvero interessante. Vorrei studiarlo integralmente. Per ora ho avuto accesso solo a qualche saggio in esso contenuto (ad esempio quello di Mariangela Maraviglia su padre David Maria Turoldo), grazie a navigazioni in rete. Sarei perciò interessato all'acquisto.
    Con ogni cordialità, Fabio Turchini

    • Buongiorno sig. Fabio,
      il nostro centro è una biblioteca e i libri recensiti sono disponibili per la consultazione ed eventualmente per il prestito se si è residenti a Torino e comuni limitrofi. Non facciamo servizio di vendita. Per quello dovrrebbe rivolgersi direttamente all'editore o a una libreria di fiducia se il libro è in distribuzione.
      Saluti di pace, la redazione

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