Presentazione del “Corso di Giornalismo” di Nuovasocietà

martedì 16 aprile 2013 – ore 18.30
sala Gandhi – Centro Studi Sereno Regis – via Garibaldi, 13 – Torino

In un momento in cui la comunicazione e l’informazione, per usare la categoria creata di Baumann diventano “liquide”, in certi casi confondendosi pericolosamente, non si può non riflettere sul giornalismo, sulle sue tecniche, sul concetto di quello che fa notizia di come viene declinato nelle sue varie forme. Partendo dall’idea che il giornalismo, o meglio i giornalismi non sono solo delle tecniche che, applicate come formule matematiche, permettono di produrre informazione, ma sono un percorso molto pratico che risente delle condizioni date, abbiamo pensato ad un corso di giornalismo che vuole tenere conto di tutto quello che influenza la produzione dell’informazione, dal sistema industriale dei media e del mercato, tenendo conto del panorama normativo e delle grandi trasformazioni in atto, talmente profonde che non c’è attore piccolo o grande che possa dire di aver trovato, senza ombra di dubbio, quello che sarà il nuovo modello di business. Inoltre bisogna tenere conto che quello dell’informazione è un settore industriale decisamente diverso dagli altri altri che perché attiene al diritto dei cittadini di essere correttamente informati e poter controllare l’operato del gioverno, delle istituzioni pubbliche e dei politici, per poter partecipare adeguatamente alla vita democratica del paese.

Per questo è anche necessario inquadrare il prodotto dell’informazione con il sistema che la produce che vive grandi contraddizioni come il precariato e il sostanziale sfruttamento di migliaia di lavoratori da una parte e gli obblighi che questi hanno come professionisti dell’informazione iscritti ad un Ordine soggetti a precise regole deontologiche. Quando si parla di giornalismo spesso si commette l’errore di pensare che i diritti dell’informazione, a partire dal diritto di critica e di cronaca siano diritti dei giornalisti, in realtà sono diritti dei cittadini che devono avere la possibilità di distinguere fra informazione e comunicazione.

Solo dopo aver chiarito questi aspetti si può ragionare sulle pratiche e sulle tecnicalità specifiche dei vari giornalismi, dal modo di percepire i fatti e di raccontarli, di come viene materialmente prodotta l’informazione nei vari media e approfondire alcuni temi come il giornalismo di inchiesta e il giornalismo di pace, che sempre meno trovano spazio. Infine non può mancare uno spazio per riflettere su cosa voglia dire oggi fare i giornalisti, nel momento in cui l’accesso alla possibilità di fare e pubblicare notizia non è più solo nelle mani delle imprese dell’industria dei media, ma anche dei cittadini. Se oggi il giornalista non è più monopolista dell’informazione cosa succede? Nel bene o nel male, di fronte ad un giornalismo sempre più “impiegatizio” e legato più alle agenzie e al lavoro di scrivania, che alla strada, non mancano elementi di evoluzione o di originalità: uno di questi è rappresentato dal citizen journalist, ossia il giornalista non professionale che cerca di usare gli strumenti propri del giornalismo (ora più accessibili con la diminuzione dei costi di attrezzature e del software) di denunciare episodi o fatti più o meno noti.

Ma basta una telecamera per essere giornalisti? È sufficiente essere in grado di riprendere e rappresentare un fatto, senza la capacità di collocarlo in un contesto e renderne non solo l’apparenza, ma anche il senso? La questione è dibattuta in tutto il mondo e non solo nei paesi, come l’Italia, in cui la professione giornalistica è riservata a chi ha superato un esame ed è iscritto in un albo o comunque è stato abilitato dopo una procedura di ammissione a svolgere l’attività giornalistica. Ci sarebbe da citare il sempre controverso rapporto fra la realtà e la sua rappresentazione. Le immagini, a volte possono non dire il vero: in alcuni casi non dicono nulla, in altri dicono troppo. Non c’è dubbio che il vero salto in avanti, da questo punto di vista sia stato internet con la possibilità di avere strumenti accessibili per prezzo e facilità d’uso, alcuni anche gratuiti come alcuni software di montaggio audio e video. A questa sfida il giornalismo può rispondere arroccandosi, oppure riscoprendo storie che l’informazione tradizionale ignora o vuole ignorare. I più accaniti detrattori del citizen journalism sostengono che il problema sia quello della verifica delle fonti (una delle leggi fondamentali del giornalismo, per quanto gli stessi giornalisti si siano spesso sottratti a questa “legge” dando credito a clamorose bufale). In realtà quello che serve è un giornalismo più consapevole, più responsabile e soprattutto più condiviso nella sua funzione e nel suo valore democratico.

Il corso è organizzato da Nuovasocietà (www.nuovasocieta.it), quotidiano on-line, in collaborazione con il Centro Studi Sereno Regis.

Gli incontri si svolgeranno tutti i martedì a partire dal 16 aprile e fino al 2 luglio 2013 dalle ore 18.30 alle 20.30. Il corso partirà con un minimo di 10 iscrizioni e saranno accettate un massimo di 20 iscrizioni.

Per informazioni e iscrizioni: [email protected]

P R O G R A M M A  D E L  C O R S O

01. Presentazione del corso. Il sistema dell’informazione. Il mercato dei media.

Stato attuale e prospettive di evoluzione – Dal lettore tradizionale al nativo digitale – Il cyber lettore – il sistema delle leggi (editoria, privacy, Mammì, Gasparri, legge sull’editoria, la tutela delle persone) – l’autonomia dell’informazione e i rischi (lobbies, interferenze di vario genere) – quello che si dice e quello che si fa.

02. il mercato del lavoro dell’informazione

La situazione – giornalista fa sempre più rima con precario – i nuovi giornalismi e le nuove forme di lavoro – L’accesso alla professione – L’ordine dei giornalisti

03 comunicazione e informazione: cosa fa la differenza?

La deontologia professionale – le norme di autoregolamentazione – le leggi e le varie “carte” sull’informazione. La tutela dei cittadini utenti dell’informazione e oggetto dell’informazione – informazione o persuasione? – informazione e pubblicità – informazione e comunicazione politica – disinformazione e distrazione di massa – informazione e intrattenimento – globale e locale, un rapporto complicato. Informazione e finanza, un rapporto pericoloso.

04 il giornalismo e la tecnica/1 capire i fatti e raccontarli

I criteri di newswhorting, cosa fa notizia – come nascono le notizie e quali sono le fonti – rapporti fra giornalisti e fonti – rendere evidenti le fonti – i generi di giornalismo, la cronaca, l’intervista, il reportage – i settori dell’informazione – il giornalismo e le opinioni – editoriali, commenti, la critica, la cultura.

05 il giornalismo e la tecnica/2 come è fatto il giornale

il ciclo di produzione – le tecniche di scrittura. Dalla piramide invertita alle 5 W – gli elementi dell’articolo – i vari tipi di articolo – la scrittura giornalistica, tra la tecnica e lo stile personale.

06 il giornalismo e la tecnica/3 come è fatta la radio, la televisione, il fotogiornalismo

– la forza della voce – la forza dell’immagine – la composizione – i colori – i suoni – la rappresentazione del reale – le manipolazioni – il montaggio – il linguaggio non verbale e la psicologia della comunicazione –

07 il giornalismo e la tecnica/4 l’informazione online e il giornalismo d’agenzia

In fretta e bene – internet free… libero? Gratis? – dal multimediale al crossmediale – la scrittura per il web – Seo – indicizzazione – come viaggia l’informazione sulla rete.

08 il monopolio perduto: chi è oggi il giornalista?

Cane da guardia o cane da salotto? Il professionista e il citizen journalism– giornalismo partecipativo – tutti giornalisti?

09 il giornalismo di inchiesta

La cronaca nera e giudiziaria – esempi di inchiesta – l’inchiesta e la televisione –

10 Fotogiornalismo (a cura di Ugo Lucio Borga)

11 Giornalismo di Pace (a cura di Nanni Salio con la collaborazione di Silvia De Michelis)

La proposta Transcend di Johan Galtung. Giornalismo di Pace e trasformazione nonviolenta dei conflitti. Il dibattito internazionale: pro e contro il giornalismo di pace.

12 Analisi, letture e visioni critiche dell’informazione

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