Dalla festa al progetto: i prossimi 30 anni del Centro Sereno Regis – Nanni Salio

La festa per i nostri 30 anni è stata una bella occasione per incontrare tante amiche e amici con cui abbiamo percorso parte del nostro cammino.

Non ci siamo solo limitati a ricordare alcune tappe della nostra esperienza, vissuta insieme a persone che ci hanno lasciato, alcune molto prematuramente, e che ricordiamo nella “compresenza dei morti e dei viventi” come ci ha insegnato Aldo Capitini: Domenico Sereno Regis, Marilena Cardone, don Aldo Ellena, Luca Magosso, Elisabetta Gambino. Abbiamo anche sognato e riflettuto insieme e presentato nuovi progetti, a cominciare da quello assai impegnativo, economicamente e culturalmente, di “IRENEA, un cinema per la pace e la nonviolenza”. Sappiamo tutti quanto sia importante pensare, sognare e progettare un futuro di società nonviolente e quanto incidano in questo immaginario collettivo le arti e la creatività. Per questo abbiamo lanciato la sfida, in questi tempi difficili, di utilizzare la prima sala cinematografica aperta a Torino nel 1907 come luogo di educazione, formazione e ricerca nel campo delle arti e della nonviolenza. Durante la festa, abbiamo avuto un piccolo assaggio di ciò che potremo fare nel prossimo futuro: musica, teatro, video, mostre.

Nel corso dei seminari sono emerse molte domande che si tradurranno in piste di ricerca su cui lavorare e progettare nei prossimi anni: il ruolo della tecnoscienza e degli scienziati nelle quationi ambientali e della sostenibilità; quello dei giornalisti nell’elaborare un “giornalismo di pace” che permetta di non cadere vittime delle “armi di distrazione di massa”; quello dell’intreccio tra filosofia, religioni e spiritualità della nonviolenza; la necessità di costruire e sostenere i Corpi Civili di Pace che operano in aree di conflitto armato, dalla Palestina ai Balcani; l’importanza di costruire forme di lavoro e collaborazione tra le molteplici associazioni che operano su temi contigui (pace, diritti umani, ONG, sovranità alimentare e diritto al cibo, sostenibilità, acqua, caccia, vegetarianesimo e veganesimo, diritti dei migranti, esperimenti di economia nonviolenta, federalismo europeo e mondiale, crisi del debito, conflitti di genere, lavoro, autogestione, partecipazione) per contribuire a dar vita a un efficace e reale “movimento dei movimenti”.

E’ un programma densissimo che ci impegnerà nel prossimo futuro, nei prossimi 30 anni, che si delineano quanto mai cruciali per l’intero genere umano.

La nostra vita individuale è un soffio, una piccola fluttuazione, sebbene di inestimabile importanza, nella vita collettiva dell’umanità e ancor più del fenomeno in larga parte misterioso dell’evoluzione della natura in cui siamo immersi.

Questa consapevolezza ci rende al tempo stesso cauti, modesti, umili, ma ci sprona anche nella continua ricerca da condurre tutti insieme sui più svariati fronti della conoscenza. Possiamo riassumere tutto ciò con le incisive e profonde parole di Johan Galtung:

“Bisogna dire le cose premature. Essere realisti è essere creativi”

Ringraziamo tutte e tutti coloro che hanno partecipato alla festa, volti noti e altri meno, e anche chi, con molta generosità attraverso donazioni e prestiti senza interesse, ci ha permesso di avviare il processo di acquisizione della sala IRENEA. Abbiamo appena concluso l’atto formale di acquisto, che prevede un dilazionamento del pagamento con scadenze semestrali sino al 2014. Ci rivolgiamo pertanto a tutte e tutti coloro che condividono il nostro impegno nel promuovere e ricercare una culltura della nonviolenza per continuare a partecipare e far partecipare a questa impresa collettiva: una esperienza concreta di economia del dono, dei beni comuni e della nonviolenza.

Infine, un caloroso ringraziamento a Umberto, Enzo, Dario, Cinzia, Guido, Mariuccia, Loredana, Piercarlo e tanti altri e altre che con la loro generosità e il loro impegno hanno permesso di realizzare questo significativo evento.

Una replica a “Dalla festa al progetto: i prossimi 30 anni del Centro Sereno Regis – Nanni Salio”

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