Francesco e il Sultano. Lo Spirito di Assisi e la profezia della pace – Recensione di Cinzia Picchioni

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Perché in questo caso sarebbe stato carino che la recensione proposta uscisse il martedì, 4 ottobre, San Francesco, patrono dell’Italia, giorno che una volta era di festa e ora se lo ricorda solo chi, come me, ama quel santo e le sue opere.

È a una di queste che è dedicato il libro proposto:

Edoardo Scognamiglio, Francesco e il Sultano. Lo Spirito di Assisi e la profezia della pace, Messaggero di Sant’Antonio Editrice, Padova 2011, pp. 120, € 7,00

Ecco qui riportato il passo che mi ha colpito di più:

«Il Poverello, infatti, ci suggerisce questi cambi di paradigma o m entalità. Non semplicemente extra ecclesiam nulla salus (fuori dalla chiesa non c’è salvezza) – antico adagio che ha trovato nel Medioevo le sue espressioni più forti, fino alla prima metà del Novecento – bensì extra mundo nulla salus (fuori dal mondo non c’è salvezza); quasi a voler dire che il mondo (…) è il destinatario della “buona novella”, il partner stesso della chiesa e della sua missione» (pp. 45-6)

Attraverso una rilettura del dodicesimo capitolo della Regola, l’autore indaga il rapporto tra Francesco e l’islam (i primi due versetti del capitolo XII riguardano proprio l’invio dei frati tra i saraceni e gli infedeli). Nel 1219 Francesco si recò, in clima di guerra, dal sultano Mâlik al-Kâmil (la prima parte e la terza del nome sono un anagramma! Bello.) e, secondo i racconti, fu accolto benevolmente, insieme col suo compagno di viaggio.

Il libro è un’indagine storico-critica di quell’avvenimento e delle ricadute che la proposta francescana può avere per l’oggi della nostra storia – a partire dalla profezia dello «Spirito di Assisi» per il dialogo tra le religioni e per la pace.

«Alla luce di quest’esperienza di Francesco col sultano d’Egitto si scopre come le diversità non siano di ostacolo all’affermazione della nostra identità e che le stesse alterità sono una risorsa per l’annuncio del Vangelo e la testimonianza di fede».



Una replica a “Francesco e il Sultano. Lo Spirito di Assisi e la profezia della pace – Recensione di Cinzia Picchioni”

  1. Grazie Cinzia per la recensione. Due commenti amichevoli.

    Non rammaricarti per la mancata coincidenza del 4 ottobre. Francesco d’Assisi è un santo modernissimo, da amare, seguire e ricordare ogni giorno, al di là della burocrazia canonica.

    Il neologismo di Edward Schillebeeckx “extra mundum nulla salus” può anche essere interpretato in un altro modo, al di là dei rapporti internazionali. La piena espressione delle nostre potenzialità umane e della salute mentale può realizzarsi solo nel rapporto empatico con i nostri simili (agape). Il forte individualismo/egoismo inculcato negli ultimi decenni da interessi di potere è, infatti, una delle più gravi forme di violenza strutturale, alla quale possiamo/dobbiamo disubbidire.

    Pace e Bene Piero P. Giorgi ([email protected])

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