Siamo riusciti a non riempire le Cinque Terre di plastica?

Scritta il 26 luglio 2011, questa Pillola esce oggi perché anche la «newsletter» ha fatto un po’ di vacanza.

La notizia era del settembre 2010: «Si comincerà da Riomaggiore alla stazione, con cinque fonatanelle entro ottobre. Poi tutti gli altri comuni». E i commercianti hanno avuto il coraggio di protestare, perché hanno visto sfumare il loro guadagno derivante dalle vendite delle bottigliette-mezzo litro!!! «Fontanelle che erogheranno acqua filtrata naturale o frizzante e leggermente refrigerata». È successo? Voglio dire, qualcuno che è andato in vacanza da quelle parti ha visto le fontanelle? Magari le ha usate? Nella notizia si parlava addirittura che alle stazioni si sarebbero trovate in vendita delle borracce di alluminio al costo di 1 euro (quello che si paga per la bottiglietta da mezzo litro, che si beve in dieci minuti e poi si butta via, naturalmente. Perché non ci viene in mente di tenerla per la prossima volta in cui avremo sete? Mistero!)

Ecco alcuni stralci da giornali (dell’epoca, cioè primavera 2010):

L’esempio più eclatante della maleducazione del popolo italiano e del suo scarso interesse per la protezione dell’ambiente arriva dalle meravigliose Cinque Terre (in provincia di La Spezia, http://www.cinqueterre.it/ ): l’abbandono delle bottigliette di plastica all’interno del Parco Nazionale delle Cinque Terre!! L’allarme è stato lanciato dal presidente del parco ( http://www.parconazionale5terre.it/ ), Franco Bonanini , secondo il quale ogni anno ben 2 milioni di bottigliette di plastica vengono abbandonate dai turisti tra i sentieri e gli scogli del parco (e naturalmente ciò avviene in pochi mesi, durante l’estate). Per correre ai ripari, il presidente del parco ha lanciato una nuova iniziativa: ha acquistato migliaia di borracce di alluminio, della capacità di un litro e con il logo del parco, che verranno distribuite ai turisti del parco al costo di un euro l’una. Non so come funzioni esattamente questa inizitiva ma penso che, come un turista abbandona una bottiglia di plastica, possa abbandonare anche la borraccia di alluminio: spero quindi che sia prevista una multa salata per coloro che, al ritorno dall’itinerario all’interno del parco, non abbiano più la borraccia acquistata all’ingresso. Se così fosse sarebbe un’ottima iniziativa. Di certo si tratta di un problema enorme quello dell’abbandono dei rifiuti (anzi, qualsiasi tipo di rifiuto): azioni del tipo tipo lanciare dal finestrino dell’auto ogni tipo di rifiuto (bottigliette, pacchetti di sigarette, ecc…) […]

Infine, se c’è qualcuno che ha visto con i propri occhi le fontanelle, e/o che ha comperato la borraccia, e/o che si è abbeverato dell’acqua comunale ce lo dica (al mio indirizzo personale e/o all’indirizzo di posta elettronica della «newsletter».

Grazie!

2 Risposte a “Siamo riusciti a non riempire le Cinque Terre di plastica?”

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