Manuale delle lotte nonviolente – Recensione di Enrico Peyretti

Gene Sharp (in collaborazione con Jamila Raqib), Liberatevi! Azioni e strategie per sconfiggere le dittature, ADD editore, www.addeditore.it, Torino 2011, pp. 126, € 7,00

Chi vuole rendersi ben conto delle lotte nonviolente di liberazione in corso, e parteciparvi con la formazione di una cultura di sostegno, troverà un ottimo strumento in questo pratico libretto. Gene Sharp lavora dal 1983 nel Albert Einstein Institute, di Boston, per far conoscere le grandi potenzialità dei mezzi nonviolenti nelle lotte giuste di liberazione da dittature e oppressioni, anche in situazioni di grave conflitto. In italiano avevamo già i tre volumi Politica dell’azione nonviolenta, Ed. Gruppo Abele. Sharp e i suoi collaboratori hanno favorito la traduzione in oltre 45 lingue, tra cui l’arabo, dei loro libri e documenti, come mezzo fondamentale per espandere quella conoscenza. I loro testi in inglese (insieme alle 900 pagine di letture proposte, indicate dettagliatamente in questo libro) sono liberamente scaricabili dal sito www.aeinstein.org, seguendo il link Self Liberation. Essi ritengono che lo studio approfondito e la pianificazione attenta siano necessari all’efficacia delle lotte di liberazione, e dicono: «Noi non insegniamo a nessuno cosa fare in un contesto di oppressione», perché solo chi ci vive conosce in modo adeguato quella condizione. Questa è la prima delle tre conoscenze necessarie. Le altre sono: la natura e l’applicazione della tecnica dell’azione nonviolenta; la capacità di analizzare, pensare e pianificare strategicamente. Coi suoi lavori e con visite sul posto Sharp ha avuto un’influenza diretta su movimenti nonviolenti nei Balcani e nel Baltico. I suoi scritti, scaricati migliaia di volte e diffusi in web, sono stati letti e utilizzati in Medio Oriente e in Nord Africa. Questa conoscenza storica e strategica permette di capire che «esistono efficaci alternative sia alla passività sia all’uso della violenza» e spinge i gruppi a scegliere l’azione nonviolenta aumentandone l’efficacia. Un paragrafo suggerisce come «prevenire una nuova dittatura». Un altro avverte che «rovesciare una dittatura non produce automaticamente un sistema nuovo e perfetto» e indica gli sforzi supplementari per aprire la via ad un sistema democratico e partecipativo. Un glossario spiega una quarantina di termini chiave.

Enrico Peyretti, 1 giugno 2011

 

 

 

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