Il muro di vetro. Primo rapporto sulle religioni in Italia – Recensione di Dario Cambiano

Paolo  Naso e Brunetto Salvarani (a cura di), Il muro di vetro. Primo rapporto sulle religioni in Italia, EMI, 2009

Il saggio che qui recensiamo è un piccolo ma intenso manuale che offre un panorama complesso e completo della variegata situazione religiosa in Italia: dove la preponderante maggioranza cattolica deve imparare il dialogo con le minoranze. Minoranze che spesso per motivi politici, legati all’incremento del flusso migratorio, sono di difficile approccio: gli islamici, gli ebrei, gli ortodossi della nuova immigrazione romena.

Il muro di vetro si propone di redarre un rapporto obiettivo, e quindi rende conto delle chiusure al dialogo che la “Oremus pro Judaeis” ha causato nel non facile rapporto con la comunità israelitica; rende conto delle tensioni all’interno della comunità islamica, con Co.Re.Is. e UCOII che non sempre hanno comunanza di vedute. Da atto che i principali quotidiani nazionali di fatto ignorano la presenza della moltitudine di religioni meno diffuse, dagli ortodossi ai sikh, dai buddisti agli induisti, all’universo degli evangelici e dei protestanti.

Un libro scritto a più mani, dove ogni autore ha analizzato il rapporto tra le religioni e una parte della società: così si parla di religione e scuola, di religione e stampa, di religione e immigrazione, di religione e televisione.

E non si dimentica di citare, anzi costituisce il nucleo fondante di questo utile rapporto, i molti tentativi di dialogo interreligioso.

Di particolare pregio il saggio di Enzo Biemmi sulla religiosità popolare: quanto la teologia ufficiale deve sapersi mettere in rapporto con le pratiche popolari quotidiane, che spesso indicano come nelle pratiche ufficiali di questa o quella religione (ma va da sé che è quella cattolica a essere nel mirino) ci sia un vuoto che proprio la pratica popolare tende a colmare. Un vuoto spesso fondamentale come evidenzia la continua ricerca di solidarietà, comprensione, compassione, solidarietà.

Altro saggio portatore di considerazioni molto interessanti è quello di Stefano Allievi dedicato all’analisi del contributo dell’8 per mille. Ad esempio, non può stupire che la comunità valdese, forte di appena 40 mila fedeli, riceva contributi da più di 800 mila persone: segno evidente dell’apprezzamento del suo operato. Ma segno soprattutto della solidarietà nata a seguito di precise posizioni politiche sostenute, che hanno creato simpatia nel mondo dei non credenti e di quei fedeli che sentono di essere in posizione polemica nei confronti del Vaticano.

Completa il libro una serie di profili, interviste e testimonianze di personaggi che si sono distinti nel favorire il dialogo interreligioso, come Dionigi Tettamanzi, la moderatora valdese Maria Bonafede, il ricordo di Chiara Lubich da tutte le interviste emerge come il dialogo sia addirittura (con le parole di Tettamanzi) ontologico per l’uomo: solo il dialogo potrà portare alla convivenza nella pace.

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