Novità libri – Clay Shirky, “Uno per uno, tutti per tutti. Il potere di organizzare senza organizzazione” – Recensione di Dario Cambiano

Clay Shirky, “Uno per uno, tutti per tutti. Il potere di organizzare senza organizzazione”, Codice, Torino 2009, p. 248

Il web è un atto d’amore?
Si può parlare di amore descrivendo il funzionamento del web? Si può parlare di solidarietà osservando l’uso di internet? Clay Shirky, docente alla New York University e opinionista del “New York Times”, lo fa. Anzi, va oltre, perché ha intuito la prossima rivoluzione.
Come gli amanuensi all’apparire delle stampe di Gutenberg, il mondo dei mass media tradizionale guarda inorridito la montagna che si sgretola, lo tsunami che avanza: molto più prosaicamente, ma non meno terribilmente, guarda il web che si moltiplica, e occupa ogni anfratto del pur vasto mondo delle comunicazioni sociali.
E intanto, mentre i mass media tradizionali brancolano alla disperata ricerca del mantenimento dello statu quo, il giovane popolo del web sperimenta nuove forme di aggregazione, usa Twitter per protestare contro il governo (in Egitto), usa i flash mob per contrastare la dittatura (in Bielorussia), usa più semplicemente Myspace o Meetup per trovarsi.
Si, perché la novità del libro di Shirky è che secondo l’autore la realtà virtuale non soppianta per nulla il desiderio di contatti sociali “reali”, anzi li stimola. Quindi non un “new media” di cui avere paura, ma uno strumento agile, flessibile, in grado di “amatorializzare” l’informazione e la circolazione di idee, in grado di permettere a tutti la partecipazione sociale.
Clay Shirky è categorico: la prossima rivoluzione si combatterà con mouse e tastiera. E non sarà solo una rivoluzione economica, sarà una rivoluzione che coinvolgerà i nostri comportamenti, i nostri sentimenti, la nostra capacità di condividere e di associarci.
Ogni capitolo è spunto per svelare una parte di società che cambia, che si evolve, che si aggrega e sperimenta nuove forme di collaborazione. Nascono gruppi di pressione, si espandono siti dove condividere il proprio sapere, le enciclopedie a pagamento soccombono allo strapotere della gratuita Wikipedia, i governi tremano di fronte alle aggregazioni spontanee e inarrestabili.
Questo libro è, a mio modesto parere, destinato a diventare un longseller, un vero manuale d’uso del cambiamento sociale in atto; e va dato atto alle Edizioni Codice di tanta lungimiranza.
Tutti gli scettici, tutti i disillusi, tutti i titubanti di fronte alle possibilità sociali offerte dal web, dovrebbero leggere questo libro: chissà che alla fine non si iscrivano a Facebook: non per soccombere alla realtà virtuale, ma per cavalcarla e integrarla nella espansione delle proprie relazioni sociali.

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